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07 febbraio 2013

È cambiata la maggioranza nel Consiglio comunale di Massafra

«È cambiata la maggioranza nel Consiglio comunale di Massafra». È il commento politico azzardato dal consigliere comunale di opposizione Vito Miccolis in seguito a quanto verificatosi nella seduta della massima assise cittadina di ieri mattina (4 febbraio) . Il capogruppo consiliare del Pd, unitamente ai capigruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà Maurizio Baccaro e della Costituente di Centro Giuseppe Cofano, ha abbandonato l’aula per protesta dopo aver atteso «per oltre due ore il rientro in aula della maggioranza che aveva chiesto una sospensione del Consiglio».
 Oggetto della discussione il regolamento per la disciplina dei controlli interni, che prevede un organismo che coordini una serie di controlli interni e, a campione, anche su atti già adottati, sul quale ha relazionato in apertura il segretario generale Lucia D’Arcangelo.
Sul punto, come si legge nella nota stampa del Comune, è intervenuto il consigliere Cofano che ha tratteggiato il percorso dell’approvando atto, ne ha riassunte le direttive consiliari, a suo dire, non ottemperate dalla Giunta comunale e ha rilevato incongruenze nella procedura. Chiudendo il suo intervento, il capogruppo della Costituente di Centro ha invitato a chiarire il tutto. Dai banchi della maggioranza, il capogruppo della Puglia prima di tutto Fernando Pelillo ha affermato che occorre prendere atto dell’errore tra “Oiv e Oliv” e chiedere un parere chiarificatore al segretario generale, al quale Laghezza ha rivolto una interrogazione circa la legittimità dell’atto in discussione. Sul punto la maggioranza, stando a quanto racconta Miccolis, si è spaccata, con l’allontanamento di alcuni consiglieri. Al termine della lunga sospensione, i presenti hanno votato il regolamento, che è stato approvato con 15 voti favorevoli (10 gli assenti). Sotto la lente d’ingrandimento del consigliere di opposizione, il voto favorevole dell’Unione di Centro e la partecipazione alla riunione di maggioranza. «È cambiata la maggioranza a Massafra – commenta Miccolis – . Entra l’Udc, che ha anche partecipato alla riunione». La seduta è proseguita con la relazione del consigliere Antonio De Giorgio sul nuovo regolamento di contabilità, in attuazione dell’articolo 3 del decreto legge numero 174 del 10 ottobre 2012, approvato dalla massima assise cittadina con 14 voti favorevoli (11 gli assenti). Sempre con 14 voti favorevoli, è stata infine rideterminata la percentuale del “ristoro ambientale” (applicazione della percentuale del 10%). Rinviato invece il punto inerente al regolamento comunale per l’acquisizione in economia di beni e servizi.

10 settembre 2011

• Condono edilizio , arrivano i saldi di fine stagione

L’amministrazione comunale di centro destra vuole premiare chi ha costruito su suolo demaniale. Il sindaco Tamburranno ha chiesto al presidente del Consiglio, Giandomenico Pilolli, di inserire nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale la “sdemanializzazione” di quattro aree comunali, dove alcuni cittadini hanno già costruito degli immobili. Per l’approvazione del provvedimento è già partito l’iter amministrativo. Vito Maraglino, l’8.9.2011 ha già portato il provvedimento in discussione nella Commissione urbanistica da lui presieduta; il presidente Pilolli ed il sindaco Tamburanno lo hanno messo all’attenzione della commissione dei capigruppo dove è stata inoltre comunicata la sua discussione nell’ordine del giorno del consiglio comunale del 22 settembre. L’amministrazione Tamburrano aveva tentato la sdemanializzazione di queste aree già nel consiglio comunale tenutosi ad agosto. Infatti si era discusso dell’argomento in commissione dei capigruppo ed il presidente della commissione urbanistica lo aveva già portato alla discussione dei consiglieri comunali. Dopo le perplessità sollevate dalle opposizioni l’argomento era stato ritirato. Ora con forza si tenta di dare il premio a questi cittadini che non hanno rispettato la legge. Dopo il provvedimento di sdemanializzazione l’aree verranno cedute “a prezzi di saldo” a chi ha già costruito su tali suoli comunali. Infatti il Comune di Massafra a luglio ha ratificato la delibera di giunta dove sono già stabiliti i prezzi per vendere i terreni comunali e le somme previste sono da saldi di fine stagione. Le aree occupate da questi cittadini vanno da pochi metri ad oltre cinquanta metri. Il messaggio che passerà, se tale provvedimento verrà approvato, sarà che i massafresi possono anche costruire su terreni demaniali tanto l’amministrazione di centro destra provvede alla sdemanializzazione e li si può acquistare a prezzi scontati. Mi chiedo come possa accadere che si costruisca su suoli pubblici e che l’amministrazione comunale invece di provvedere a ristabilire la legalità possa pensare di premiare questi cittadini.
Invitiamo i massafresi a partecipare al consiglio comunale che si terrà nel pomeriggio del 22 settembre per controllare l’operato dei propri rappresentanti politici. Anche sull’orario della celebrazione del consiglio comunale nella commissione dei capigruppo vi è stato una discussione. Infatti vi era chi proponeva di celebrarlo in mattinata quando i nostri concittadini sono più distratti e non partecipano ai lavori consiliari. Per fortuna il buon senso è prevalso.
Noi consiglieri comunali di opposizione, invece di queste incoerenze, avremmo preferito discutere di argomenti che interessano tutti i cittadini per la tutela del bene comune, ma per la maggioranza di centro destra le priorità sono le sdemanializzazioni e…… la fontanina a Verde Mare che per la terza volta torna in consiglio comunale nella seduta del 22 settembre.



Vito Miccolis

18 gennaio 2011

• Il fallimento del progetto Massafra del centrodestra

Siamo alle solite. Il Sindaco Tamburrano continua nella sua opera di imbarbarimento della competizione politica e non perde occasione per esercitarsi nella sterile polemica, cercando di trasformare ogni occasione in un volgare tentativo di delegittimare l'avversario politico ed i rappresentanti della propria Città nel Consiglio Regionale e Provinciale.
Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di nascondere i propri fallimenti politici ed amministrativi attraverso la mistificazione della realtà e farcendo di illazioni la comunicazione a mezzo stampa.
Il fallimento del progetto Massafra elaborato dalla giunta di centrodestra guidata dal Sindaco Tamburrano è sotto gli occhi di tutti.
In cinque anni nulla è cambiato, anzi la Città ha subito un'involuzione politica, culturale, sociale ed economica preoccupante.
La Città è allo sbando, invasa dai cani randagi, priva di una salda ed autorevole guida politico-amministrativa.
Non è stata concepita e realizzata alcuna opera pubblica degna di rilievo, il Ponte di Cernera appare sempre più come una chimera irrealizzabile, tranne che per un cantiere fermo ormai da mesi, lo stato sociale è in forte difficoltà ed aumenta spaventosamente la disoccupazione giovanile.
La stessa Casa della Cultura è un progetto della passata Amministrazione che l'attuale Sindaco ha già inaugurato ben due volte......
A fronte di questo evidente fallimento, il Sindaco Tamburrano non sa far altro che polemizzare a turno con gli amministratori di centro-sinistra della Provincia di Taranto o della Regione Puglia.

Il Sindaco Tamburrano non può non sapere che il Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Pugliese non è ancora approdato in Consiglio Regionale, arriverà solo per la metà di Febbraio, quindi l'accusa fatta al Consigliere Regionale Mazzarano di aver votato a favore della chiusura del nosocomio “Matteo Pagliari” appare assolutamente inconsistente e pivo di verità.
I lavori per la costruzione del nuovo Liceo Scientifico “De Ruggieri” procedono spediti ed a breve sarà completata la struttura “grezza”, solo lo scorso 28 Dicembre la Giunta Provinciale ha messo a disposizione ulteriori 400 mila euro per il completamento del plesso.
Appare singolare che il nostro Sindaco non veda lo stato di avanzamento dei lavori ed i diversi stadi di completamento dell'opera, dimenticandosi del fatto che lui, da Vicepresidente della Provincia di Taranto, Giunta Rana, non ha portato alcun beneficio e nessuna opera pubblica di rilievo alla Città di Massafra.
Un Sindaco di una Città importante e dal passato storico-culturale così prestigioso come è Massafra, non può utilizzare i mass media solo per sterili polemiche e per chiedere che un proprio concittadino non entri più a far parte della Giunta Provinciale, dovrebbe avere più a cuore le sorti del suo Municipio.
Dovrebbe, invece, dirci cosa ha fatto in questi cinque anni, dovrebbe avere il coraggio di dire la verità sulle condizioni in cui versano le casse comunali, sui tanti debiti ancora pendenti e che rischiano di condurre la nostra Città sull'orlo del dissesto economico.
Ha ragione il Sindaco Tamburrano quando afferma che c'è bisogno di verità, dovrebbe avere l'onestà intellettuale di informare i cittadini sul reale stato economico e finanziario del nostro Comune e dovrebbe spogliarsi della propria appartenenza politica e partitica per vestirsi di quei valori civici che dovrebbero essere propri di ogni buon Sindaco che vuole far crescere la propria Città.

Cosimo Marino – Dirigente Circolo PD Massafra

29 novembre 2010

• Mazzarano:I rifiuti di Napoli non arriveranno a Massafra !

I rifiuti di Napoli non arriveranno a Massafra. Il nostro territorio non subirà l'ulteriore arrivo di rifiuti speciali dalla Campania.
Il Sindaco Martino Tamburrano non perde occasione per dimostrare incompetenza ed ignoranza amministrativa, alternando scarsa conoscenza dei fatti a becere strumentalizzazioni politiche ed elettorali.
Tamburrano assomiglia sempre di più ad un pugile suonato che alterna figuracce amministrative a dichiarazioni destituite di fondamento per allarmare i cittadini e scaricare le responsabilità sul centrosinistra, omettendo sempre le gravi colpe del Governo nazionale di centrodestra e del Ministro Fitto che, come in questo caso, ha chiesto a tutte le Regioni d'Italia, compresa la Puglia, un atto di solidarietà per la risoluzione del problema dei rifiuti campani.

Atto di solidarietà politica garantita dal Presidente Vendola che fa seguito ad una procedura di evidenza pubblica attivata nei mesi scorsi dalla Regione Campania, a cui hanno partecipato gestori privati di siti nei territori di Taranto, Grottaglie e Fragagnano, che, dopo essersi costituitisi in Associazione temporanea di impresa, sono stati in seguito risultati aggiudicatari dell'affidamento del servizio per lo smaltimento dei suddetti rifiuti campani.
Appare evidente, pertanto, come i rifiuti provenienti da Napoli non arriveranno per nulla a Massafra.
Come nel caso del ristoro ambientale, questione che porterà il Comune di Massafra a pagare una somma di 600.000 euro, su cui Tamburrano è stato clamorosamente smentito ed accusato dal suo collega di partito e Sindaco di Ginosa, anche in questa vicenda il Sindaco di Massafra si arrampica sugli specchi per avere qualche falso argomento da esibire in campagna elettorale.

Il Consigliere Regionale
Michele Mazzarano

25 marzo 2010

Occupazione, crollo record: persi 380mila posti nel 2009

L'Italia continua a perdere posti di lavoro. Ieri sono arrivati i dati definitivi dell'Istat sulla disoccupazione nel 2009 che certificano il primo calo di posti su base annua dal 1995. Gli occupati sono infatti diminuiti di 380 mila unità rispetto alla media 2008 con un tasso di disoccupazione salito al 7,8% dal 6,8% del 2008. Come previsto le punte più critiche di mancanza di lavoro si concentrano nel sud dove si sono persi quasi 200 mila posti ma anche al nord sono senza occupazione 161 mila persone. Nel complesso il tasso di occupazione è pari al 57,1%, con una diminuzione dell' 1,4% rispetto al quarto trimestre 2008 mentre il numero delle persone in cerca di occupazione ha raggiunto quota 2milioni 145 mila unità (+369.000 unità), con un aumento del 20,8% rispetto al quarto trimestre 2008. Il Partito Democratico e sindacati sono assai preoccupati per le ricadute delle mancanza di lavoro sulla tenuta sociale del Paese.

Per Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera «gli ultimi dati Istat confermano la gravità della caduta dell'occupazione. Tra il 2008 e il 2009 sono stati persi quasi 400 mila posti di lavoro ma soprattutto quello che il ministro Sacconi dimentica sempre di dirci è che il dato più rilevante è costituito dal tasso di attività che si attesta al 57,5% con un calo dell'1,2% ed è tra i più bassi dell'Ue. Sottovalutare ancora i problemi occupazionali sarebbe colpevole». Preoccupati i sindacati. la Cgil li giudica «impressionanti» e chiede al Governo di «non ignorarli» perché «continuare a far finta di niente non è accettabile».

11 ottobre 2009

• L’ospedale Pagliari verso la riapertura delle sale operatorie

«La Direzione Generale dell’Asl/Ta, lo scorso 2 ottobre, ha indetto la gara di appalto per la fornitura “chiavi in mano” delle apparecchiature elettromedicali necessarie alle nuove sale operatorie dell’ospedale di Massafra».
Lo comunica il coordinamento cittadino del Partito Democratico di Massafra con una nota stampa.
«A giorni, inoltre – prosegue la nota - nel reparto di Radiologia sarà installata una nuova Tac di ultima generazione.
La Giunta regionale guidata da Nichi Vendola e la Direzione Generale dell’Asl di Taranto hanno stanziato in favore del nostro nosocomio circa 4 milioni di euro, il tutto dimostra come il nostro ospedale si avvia verso la definitiva riapertura di tutti i reparti chirurgici! Tutto questo giunge, dopo aver “opportunamente” ristrutturato i reparti, costruito nuove sale operatorie, ristrutturato il laboratorio di analisi, dato una nuova sede al S.e.r.t. e ristrutturato Cardiologia ed il Distretto n° 2».
«Oltretutto – prosegue la nota – fra qualche giorno, si avvieranno i lavori per ingrandire il reparto di dialisi- posti rene. Il Piano Attuativo Locale (Pal) redatto ed approvato dalla Direzione Generale dell’Asl, restituisce, con gli interessi, un ruolo chirurgico di grande rilievo a Massafra, dotandola di un ospedale di base con 120 posti. Gli impegni assunti dal Centro-Sinistra con i Massafresi stanno diventando realtà! Per i politici nostrani aprire il nostro ospedale dovrebbe essere un obiettivo “bipartisan”».
«Alla luce dei risultati sopra elencati – dicono gli scriventi – francamente, non si comprendono, né si giustificano, le polemiche del centro-destra che, a giorni alterni, si assume i meriti della riapertura dell’ospedale e dopo qualche giorno li nega. La verità è che gran parte del Centro-Destra avrebbe dovuto mobilitarsi quando il loro attuale ministro Fitto chiuse l’ospedale di Massafra. Fra non molto, i cittadini di Massafra avranno modo di constatare con i loro occhi il risultato finale.
Le uniche “verità nascoste” – concludono – sono quelle che l’attuale amministrazione comunale ha celato ai cittadini massafresi, approvando e decidendo, a loro insaputa, l’insediamento di una nuova centrale a biomasse che porterà ulteriore inquinamento al nostro territorio e sulla quale il Pd chiamerà alla mobilitazione».

29 agosto 2009

• FINANZIAMENTI A RISCHIO PER IL PONTE DI CERNERA

Tre milioni di euro a rischio perdita.
Sono i fondi che la Regione ha stanziato per ricostruire il ponte di Cernera crollato sotto la furia dell’alluvione dell’ottobre 2005.
Era l’aprile del 2008 quando le competenze per le procedure di ricostruzione passarono dalla Provincia al Comune.
Il sindaco Martino Tamburrano allora garantì tempi celeri. Parlava di 18/20 mesi al massimo.
Siamo ad oggi e il ponte resta distrutto. Anzi continuaa crollare.
Eppure la situazione è arcinota e i residenti della contrada a nord di Massafra sono da sempre in pressing per tutelare il proprio diritto alla sicurezza. Al momento, infatti, percorrono una strada alternativa che buia, stretta e piena di curve mette costantemente a rischio di incidente.
Scadrebbero ad ottobre prossimo i tempi annunciati dal primo cittadino, ma da un recente incontro con i tecnici progettisti risulta che la gara d’appalto non potrà essere bandita prima della metà del 2010 e il ponte dovrebbe essere pronto non prima della fine del 2011. Tempi notevolmente più lunghi di quanto previsto. Ma forse, alla delusione per le promesse non mantenute, la comunità comincia ad abituarsi.
C’è, però, una scadenza, perentoria, che non può lasciare dubbi ad interpretazioni.
La Regione stabilì, infatti, che per usufruire dei finanziamenti la ricostruzione doveva avvenire entro trenta mesi dal 27 marzo scorso. Ovvero entro ottobre del 2010.
Se le previsioni dei tecnici sono giuste, quindi, la scadenza potrebbe non essere rispettata e quindi il rischio è di perdere quei finanziamenti.
Sarebbe l’ennesimo caso - denunciano dal Pd - Massafra ha, infatti, già perso il contributo regionale per aprire la strada alternativa all’Appia, che dalla stazione raggiunge l’area Pip, parallela alla ferrovia. In quella occasione non venne data, nei tempi previsti, la disponibilità dei suoli alla ditta vincitrice dell’appalto”.

17 maggio 2009

• Il PIL in caduta libera

Nei primi tre mesi dell'anno in corso il prodotto interno lordo (Pil) dell'Italia ha subito una variazione su base annua pari a -5,9%, il dato peggiore secondo le stime preliminari dal 1980, cioè da quanto l'Istat effettua le rilevazioni.
Dario Franceschini ha attaccato duramente Berlusconi: "Il governo sta con le mani in mano aspettando che la crisi passi da sola".
"Vorrei – ha continuato il leader del Pd - che dicesse il presidente del Consiglio a una persona che ha perso il posto di lavoro o a un imprenditore, commerciante, artigiano che non hanno credito che il loro è un problema psicologico. Non basta infondere fiducia e ottimismo. Servono misure concrete per aiutare chi ha perso il posto di lavoro, chi ha un reddito basso, soprattutto le piccole e medie imprese. Noi da mesi facciamo proposte di questo tipo in Parlamento che vengono sistematicamente bocciate; sono misure che servono per gli italiani. Il governo invece sta con le mani in mano aspettando che la crisi passi da sola. Se Tremonti, quel genio che tutto il mondo ci invidia, era l'unico ad avere previsto la crisi in tutta la sua durezza, perché allora ha fatto tutto l'opposto di quello che doveva essere fatto?”.
“Il governo - ha proseguito Franceschini - ha affrontato la crisi in tappe, l'ultima delle quali, oggi, è surreale: la tappa della crisi negata o minimizzata, la tappa della crisi superata ormai alle spalle e, infine, con un Pil, secondo l'Istat, a 5,9 punti in meno, la tappa della crisi fatto psicologico. La destra e il governo pensano che la crisi sia globale e che perciò si debba aspettare che passi da sola; ma cosi' facendo - ha concluso - ci si dimentica che se c'è chi ha le spalle forti e può aspettare c'è chi invece dev'essere aiutato

E Berlusconi e Tremonti? Loro ripetono che il peggio è passato... Fallo sapere perchè il governo deve fare i conti con la realtà, come tutti noi.

11 maggio 2009

• Scrutatori


Mercoledì 13 alle ore 14.00 , nella sala consiliare del comune di Massafra , verranno determinati gli scrutatori per le elezioni provinciale ed europee del 6 e 7 giugno 2009.

Vi invitiamo tutti a partecipare , sperando che per designare gli scrutatori si applichi il metodo del sorteggio e non i soliti favoritismi clientelari.


28 aprile 2009

«Non venire in Abruzzo. Ci stai rovinando»


Era tornato come suo solito per mettere cappello sul termovalorizzatore di Acerra. Ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è riuscito a pronunciare solo pochissime parole alla sua uscita dalla sede della Prefettura di Napoli.

Il premier è subito stato interrotto dalle urla di proteste di alcuni cittadini abruzzesi: «Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando».Appena udite le proteste, il premier ha subito deciso di scappae via. Due di loro sono stati identificati e non hanno precedenti.

Il Tg2 e Tg5 hanno volutamente nascostola contestazione subìta oggi dal premier a Napoli. Per quale motivo? Possono bastare due cittadini a rompere l’idillio tra il Cavaliere e gli italiani, rafforzato dal suo indubbio attivismo all’indomani del terremoto? Può bastare una piccola protesta a indurre due professionisti stimati a una censura ?


17 aprile 2009

• Le grandi promesse di Berlusconi (mai mantenute) dopo il terremoto di San Giuliano



New L'Aquila: una città tutta nuova in 24 mesi, al massimo in 28. La promessa di Silvio Berlusconi nel giorno del dramma abruzzese ha il fascino degli effetti speciali. Il presidente del Consiglio la chiama «new town», termine britannico per indicare gli insediamenti satellite, ma che in italiano ha un grande modello concreto: Milano 2, la prima creatura del Cavaliere, l'inizio della sua epopea. Le frasi pronunciate dal premier a L'Aquila hanno però qualcosa di déjà vu: «Entro due anni gli abitanti riavranno le case». Ricordate? Era lo choc di San Giuliano, il paesino del Molise dove il 31 ottobre 2002 il terremoto si era accanito contro la scuola uccidendo 27 bambini e la loro insegnante. Tre giorni dopo la strage, il premier convocò una conferenza stampa: «Mi sono intrattenuto con degli amici architetti per mettere a punto un'ipotesi di progetto per la costruzione di una nuova San Giuliano».

Anche allora il disegno era quello della new town, la città satellite: «Un quartiere pieno di verde con la separazione completa delle automobili dai percorsi per i pedoni e per le biciclette. Un progetto che potrebbe portare in 24 mesi a consegnare agli abitanti di San Giuliano dei nuovi appartamenti funzionali, innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della domotica».

Non sembrava un'impresa difficile: nel paese colpito gli abitanti erano soltanto 1.163 e gli edifici poche centinaia. «Vorrei in questa occasione dare risposte con dei tempi assolutamente contenuti e certi», ribadì il premier. E tutto il governo mostrava ottimismo, come sottolineò il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu davanti al Parlamento: «Il presidente del Consiglio ha assicurato che entro 24 mesi il comune verrà riconsegnato alla completa e normale fruibilità degli abitanti».

Ma sette anni dopo, la ricostruzione di San Giuliano è ancora lontana dalla fine. E di domotica, ossia di edifici 'intelligenti' ad altissima tecnologia, non se n'è vista proprio. Persino per completare la nuova scuola - questo sì un istituto d'avanguardia, definito 'il più antisismico d'Italia' - di anni ce ne sono voluti quasi sei.

Le prime vere case sono state consegnate cinque anni dopo la scossa, quando 500 persone vivevano ancora nel villaggio provvisorio mentre un altro centinaio si era trasferito nei comuni vicini, meno danneggiati. Adesso si marcia verso il settimo anniversario e molte delle palazzine sono ancora un cantiere, con gli enti locali sul piede di guerra per ottenere altri contributi destinati alla 'ricostruzione pesante' del centro storico. Di soldi in realtà ne sono stati spesi tanti. Il Comune ha preventivato un costo di circa 250 milioni di euro. Nei primi cinque anni poco meno di 100 milioni sono andati per rifare le opere pubbliche e le infrastrutture, altri 70 per le case private. Il resto è oggetto del contendere tra sindaci, regioni e governo Berlusconi che nell'ultima Finanziaria ha decurtato le disponibilità. Ma sono in molti a parlare di sprechi nell'uso delle risorse. La Corte dei conti, per esempio, due anni fa ha aperto una istruttoria sulla Regione Molise che aveva ottenuto stanziamenti pari a 700 milioni.

Finora ne sono stati erogati ben 550, spesso investiti in modo discutibile: reti wifi anche per chi vive nei prefabbricati, finanziamenti per il turismo, la sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaset e delle selezioni di Miss Italia. È importante ricordare le dimensioni della tragedia. A San Giuliano nel 2002 ci furono 30 morti, in tutta l'area colpita tra Puglia e Molise i feriti furono 200, gli sfollati 3 mila in provincia di Campobasso e un migliaio in quella di Foggia. Un bilancio drammatico, ma assolutamente non paragonabile con la devastazione dell'Abruzzo dove i morti sono più di 200 e gli sfollati decine e decine di migliaia. Quanti fondi saranno necessari adesso? Il ministro Altero Matteoli ha detto: «A una prima stima, soltanto per l'edilizia e per le abitazioni private i soldi da stanziare si aggirano intorno a un miliardo e 300 milioni di euro, escludendo quello che servirà all'industria». Ma se San Giuliano con i suoi mille abitanti ha preventivato un costo di 250 milioni, come si può pensare di ricostruire tutto il centro storico dell'Aquila con la somma ipotizzata dal ministro? E ancora, la questione dei tempi. Ha dichiarato sempre Matteoli: «Le case che si dovranno abbattere si possono ricostruire in 24 mesi snellendo tutte le procedure. Con i provvedimenti che siamo intenzionati a prendere si potrà fare in due anni». Sicuri? La lezione di San Giuliano è stata inutile? Prima di promettere, forse sarebbe meglio aspettare e capire. Per non illudere chi ha già sofferto tanto.

di Gianluca Di Feo per L'espresso (07/04/09)

01 aprile 2009

- Effetto serra? Non esiste Pdl all'attacco di Kyoto e Ue


I cambiamenti climatici non esistono. E se esistessero farebbero un gran bene. Parola di Pdl. Non è una barzelletta. E' una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone ( si proprio Adriana) . In polemica con la Commissione europea che dà "per scontata l'attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell'atmosfera terrestre all'emissione dei gas serra antropogenici", i parlamentari del centrodestra professano senza esitazione la loro fede scettica. Sostengono che "una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica".

E se invece il mutamento climatico fosse veramente in atto? Niente paura - si legge nella mozione che verrà discussa giovedì in Senato - sarebbe una gran bella cosa: "Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici".

Non è puro amore del paradosso. Nel mirino ci sono, ancora una volta, gli accordi di Kyoto e l'impegno dell'Unione europea ad arrivare agli obiettivi del 20 - 20 -20, cioè a far correre la macchina dell'industria europea per renderla in tempi rapidi più competitiva sul mercato internazionale aumentando l'efficienza e diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili: "Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca".

Al testo presentato dalla maggioranza verrà contrapposta una mozione dell'opposizione. "Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica", commenta Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

di ANTONIO CIANCIULLO La Repubblica

La produzione industriale e' calata del 20% a Marzo 2009, possibile che non hanno nulla di meglio di cui occuparsi ?

26 marzo 2009

Scontro Fini-Berlusconi: «Il Parlamento non può essere irriso»


I deputati? Sono lì a “fare numero” e votano emendamenti di cui “non sanno nulla”: “Non si irrida il Parlamento, un’istituzione essenziale in ogni democrazia”: è uno scontro a muso duro quello tra Berlusconi, sempre più insofferente verso la dialettica democratica, e Gianfranco Fini, nella veste di presidente della Camera. Il tema è lo snellimento delle procedure legislative, ma sul piatto c’è ben altro: c’è l’attacco di Berlusconi ad un Parlamento vissuto come un peso e un impaccio, c’è il suo desiderio di avere mani libere su ogni tema, ma c’è anche la questione dell’egemonia all’interno del neonato Pdl, o meglio la volontà finiana di non apparire totalmente subalterno davanti allo strapotere berlusconiano.

La cronaca dello scontro parte dalla tarda mattinata, quando il premier, dopo l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra, si intrattiene coi giornalisti, parlando di tutti gli argomenti all’ordine del giorno, con qualche escursione su territori scivolosi. Così, tra una battuta e l’altra, tra una gaffe e l’altra , parte all’assalto del Parlamento. Si parla di abbreviare l’iter legislativo e il premier commenta: «Ci sono troppe procedure, bisogna ammodernare lo Stato, per questo siamo indietro su tutto, anche in Parlamento. Adesso sei lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla. Quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono veramente lì non per partecipare ma per fare numero».

Fini replica dopo pochi minuti. Glaciale: “La democrazia parlamentare ha procedure e regole precise che devono essere rispettate da tutti, in primis dal capo del governo. Si possono certo cambiare, ma non irridere”. “Non è vero che i deputati sono qui a fare numero”, continua il presidente della Camera, e bisogna stare attenti a non “alimentare un qualunquismo e senso di sfiducia nelle istituzioni di cui credo che nessuno oggi in Italia ravvisi la necessità”. “Lo dirò con chiarezza al presidente del Consiglio - conclude Fini - prendendo spunto anche da questo pre-dibattito che c'è stato adesso in aula”. Ad aprire il dibattito in aula sulle frasi del presidente del Consiglio era stato il capogruppo del Pd, Antonello Soro, secondo il quale ci troviamo davanti a “pulsioni autoritarie del premier mai del tutto mascherate, contro le quali è necessario che il Parlamento tutto reagisca

14 febbraio 2009

Pil italiano in calo



Pil italiano ancora in calo nel quarto trimestre 2008. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno il calo è stato del 2,6% rispetto al 2007 e dell'1,8% rispetto al trimestre precedente. Si tratta delle riduzioni maggiori dal 1980, cioè dall'inizio delle serie storiche dell'Istat comparabili.

Su base annuale il Pil corretto per i giorni lavorativi è diminuito nel 2008 dello 0,9% (rispetto al +1,5% nel 2007). È il peggior calo dal 1993, quando si era registrato un analogo -0,9%. L'aggiornamento del Tesoro, contenuto nel Patto di stabilità e crescita stimava per il 2008 un Pil al -0,6%. Con il terzo trimestre consecutivo di crescita negativa si conferma la recessione per l'Italia. La crescita acquisita per il 2009 è pari a -1,8%.

Il dato italiano è tra i peggiori registrati nell'Unione europea e nell'area euro.

Per l'Istituto nazionale di statistica l'effetto di trascinamento nel 2009, vale a dire il risultato che si registrerebbe se non ci fosse alcuna variazione della crescita per tutto l'anno, dovrebbe essere pari a -1,8%. La previsione dell'Istat é meno fosca rispetto a quella elaborata da Confindustria e migliore anche di quella stimata dalla Commissione europea, recepita dal governo nell'aggiornamento al programma di stabilità. Secondo Viale dell'Astronomia, a causa del calo della produzione industriale, l'anno in corso potrebbe chiudersi con una flessione del prodotto interno lordo vicina al 2,5 per cento. Mentre per la Ue, e via XX settembre, nell'anno in corso «il Pil potrebbe mostrare un'ulteriore riduzione pari al 2 per cento».

Le stime aumentano le preoccupazioni degli economisti che ora stimano per il 2009 un calo nell'ordine del 3 per cento. Peserà, dicono gli esperti interpellati da Radiocor, l'effetto trascinamento indotto dal brusco calo del quarto trimestre del 2008 mentre bisognerà aspettare fino alla seconda metà del 2009 per ritornare su livelli, seppur modesti, di crescita.

sole24ore

09 febbraio 2009

ROTTAMAZIONE: CHI CI GUADAGNA?

Il governo vara il piano di aiuti al settore automobilistico: circa 750 milioni. Ma un sussidio comporta uno spreco di risorse perché il prezzo pagato dal consumatore diventa inferiore al costo che la società sostiene per produrre il bene. Inoltre, se aumentano gli acquisti di auto diminuiscono quelli di altri beni. E i settori penalizzati si sentirebbero autorizzati ad avanzare richieste simili. In una rincorsa all'aiuto di Stato i cui effetti si neutralizzerebbero a vicenda e che potrebbe compromettere la sostenibilità del debito pubblico.

Dopo il crollo delle vendite di automobili registrato a gennaio (-32,6 % su base annua), anche il nostro governo, come quelli di Usa, Francia e Germania, sta predisponendo un piano di aiuti al settore. Si tratterebbe di circa 750 milioni di euro, destinati a finanziare un bonus-rottamazione di 1.000 o 2.000 euro per ciascuno acquisto, a seconda delle emissioni inquinanti dell’auto. L’obiettivo: arginare la perdita di posti di lavoro nel settore (300mila posti a rischio, a detta della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia).

COSTI E BENEFICI DELL'AIUTO

Secondo il Centro Studi Promotor (Csp) di Bologna, l’operazione avverrebbe a costo zero: “(…) con l’erogazione di 1.500 euro per ogni acquisto (…) si può stimare che le persone che usufruiranno degli incentivi nel 2009 saranno 500mila di cui 300mila (…) gli acquisti indotti dal sussidio (…). Si può ipotizzare che le vetture acquistate in più abbiano un prezzo medio di 15mila euro e siano di conseguenza gravate di Iva mediamente per 2.500 euro. Ne consegue (…) che il maggior introito per l'Erario sarà pari al numero delle auto acquistate in più (300mila) moltiplicato per l'Iva media (2.500 euro)”. Cioè proprio i 750 milioni dell’esborso previsto.(1)
La teoria microeconomica suggerisce che un sussidio produce alcuni effetti sul settore interessato: 1. riduce il prezzo pagato dai consumatori, accrescendone la domanda; 2. aumenta il prezzo percepito dalle imprese produttrici, la quantità offerta e i profitti; 3. genera un esborso di denaro pubblico pari al sussidio unitario moltiplicato per le vendite. La cosa interessante è che quanto pagato dallo Stato eccede quanto ottenuto da consumatori e imprese. Un sussidio comporta cioè uno spreco di risorse (una "perdita secca), e questo perché il sussidio fa sì che il prezzo pagato dal consumatore, che misura quanto egli valuti il bene, diventi inferiore al costo che la società sostiene per produrlo: la società utilizza in modo inefficiente le risorse. Dobbiamo poi tener conto anche di altre ripercussioni di carattere generale: 4.il sussidio genera nuovo gettito, dagli extra-profitti e dalle nuove vendite; 5. la domanda di altri beni durevoli cade: si comprano meno tv al plasma o lavatrici, e dunque cadono le entrate tributarie da queste fonti; 6. si riduce la domanda futura di auto perché il sussidio è temporaneo; 7. le lobby di altri settori hanno buone ragioni per battere cassa col governo, dichiarandosi altrettanto meritevoli nonché danneggiate.

SI APRE UN VASO DI PANDORA

Qual è, approssimativamente, l’ordine delle grandezze in gioco? Supponiamo che, a causa di capacità in eccesso, le imprese siano in grado di aumentare la produzione senza incorrere in aumenti di costo, e prendiamo per buone le previsioni, temo ottimistiche, del Csp circa l’aumento delle vendite ottenute da bonus (medio) di 1500 euro, le 300mila unità. Si ottiene che il sussidio comporta un onere diretto di 600 milioni e beneficia gli acquirenti di nuove auto per 420 milioni. (2)
Aggiungiamo poi le entrate addizionali dell’Iva sulle auto acquistate in più, e deduciamo le minori entrate fiscali sul minor consumo degli altri beni, in particolare quelli durevoli. La letteratura suggerisce che per ogni 100 euro di maggior spesa per un’auto di piccola-media cilindrata, se ne spendano tra i 25 e i 90 in meno per tutti gli altri beni, a cominciare da lavatrici, hi-fi e così via. (3)Nel primo caso, poco plausibile a causa della crisi e della restrizione del credito al consumo, gli oneri per il bilancio sarebbero bassi, 15 milioni, e la società ne trarrebbe un “guadagno netto” di 405 milioni (= 420 dei consumatori -15 di oneri per lo Stato). Nel secondo caso, temo molto più verosimile, gli oneri per il bilancio sarebbero ingenti, 522 milioni di euro, e la società avrebbe una perdita secca per 102 milioni di euro (522-420).
Resta poi l’argomento “strategico” che non sussidiare il settore automobilistico quando tutti gli altri paesi lo fanno danneggerebbe la nostra economia. Èlo stesso identico argomento usato per sostenere il protezionismo, e richiederebbe molto spazio. In breve, sprecare le risorse pubbliche non è consigliabile neppure se gli altri paesi lo fanno. Infine, il problema forse più serio del sussidio alla rottamazione (tralascio congestione, inquinamento acustico e dell’aria) è questo: con la misura si apre il vaso di pandora della corsa agli aiuti settoriali di Stato. Aiuti i cui effetti si neutralizzerebbero a vicenda, e che potrebbero compromettere, questi sì, la sostenibilità del debito pubblico.

Paolo Manasse 06.02.2009 © www.lavoce.info


(1) http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo440073.shtml
(2)Per i dettagli dei conti si veda il mio blog.
(3) Si veda Berry, Levinsohn e Pakes, “Automobile Prices in Market Equilibrium”, Econometrica, 1995, pp. 841-890.
(4) http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/auto_sostegno/cartella_stampa.pdf

03 gennaio 2009

Tamburrano parla di una città che non c'è

Il centro destra, nella conferenza stampa di fine anno, ha illustrato una città che non c’è ed ha elencato solo alcuni disastri compiuti in due anni di amministrazione.
Purtroppo assistiamo ai proclami sulla stampa che non trovano applicazione. Questa amministrazione aveva sbandierato che Massafra avrebbe puntato sul turismo religioso,ma a distanza di anni il progetto è stato dimenticato, ora si punta ad enfatizzare il restauro di alcune cripte per promettere lo sviluppo della città sorvolando che Italia Nostra, l’ArcheoGruppo “E.Jacovelli”, il Gal delle Gravine e l’Associazione Terra di Puglia hanno denunciato gli scempi che si stanno compiendo, sul patrimonio della civiltà rupestre, con tale intervento. Per il Ponte di Cernera e per il Piano Regolatore Generale siamo quasi alla comicità. L’Amministrazione Provinciale ha trovato i finanziamenti per la ricostruzione del Ponte di Cernera ed ha affidato al Comune la sua realizzazione. Il centro destra aveva “strombazzato” che nel 2009 l’opera sarebbe stata completata. Fino ad ora, con molto ritardo, ha solo bandito la gara per la progettazione e da settembre le offerte, per la sua aggiudicazione, sono chiuse in un cassetto. In conferenza stampa inspiegabilmente si accusa di lassismo la Provincia.
Sul Piano Regolatore, finalmente, a distanza di mesi, gli amministratori hanno ammesso che è stato bocciato. Indimenticabile è l’intervista del sindaco che accusava il Partito Democratico di affermare falsità quando rese pubblico la non approvazione del PRG. Ora si tenta di scaricare su altri il proprio fallimento su questo importante strumento urbanistico.
Altro discorso è il cavalcavia inaugurato, con fascia tricolore al collo, da parte del primo cittadino nel febbraio del 2008 alla presenza di tutte le autorità del territorio. Fu presentato come “il ponte dello sviluppo”. Sorvoliamo sulle gravi carenze strutturali per mancanza di marciapiedi, ma non si può dimenticare che gli imprenditori sono disperati per i disagi che sta procurando alle proprie aziende. Basta chiedere cosa ne pensa l’associazione degli industriali di tale opera pubblica. Vi sono operatori economici che stanno persino pensando di spostare le proprie attività in altro luogo.
Sulla fruizione del convento di Sant’Agostino, occorre una bella faccia tosta a parlarne. Su tale contenitore culturale sono stati spesi soldi pubblici per il restauro, ma sino ad ora è stato abbandonato al degrado e occorrono altri finanziamenti per ripristinare i nuovi danni subiti. Non lo diciamo noi, ma basta andare a leggere i verbali della commissione consiliare, che qualche mese fa predispose un’ ispezione sull’importante monumento.
Tutte le altre cose riferite in conferenza stampa sono solo nuovi proclami.
La verità è che questa amministrazione di centro destra ha fallito . Aveva promesso di abbassare la pressione fiscale e tutti i cittadini nel 2008 hanno trovato nelle cartelle esattoriali l’aumento della tassa dei rifiuti. Aveva assicurato di risolvere i problemi del randagismo e dall’inizio del 2007 fino al maggio del 2008 abbiamo avuto ben 41 cittadini che hanno dovuto fare ricorso ai sanitari dell’Ospedale di Massafra dopo l’aggressione da cani randagi. A questi bisogna aggiungere coloro che, pur avendo subito lesioni, non sono andati al Pronto Soccorso locale. Ormai i cani randagi hanno invaso la città e diventano sempre più aggressivi. In alcuni casi vi sono stati persino dei danneggiamenti alle autovetture prese d’assalto dai cani . E’ facile trovare i randagi nel recinto dell’Ospedale, in piazza Garibaldi davanti al Municipio, in via Vittorio Veneto innanzi al Comando della Polizia Municipale, in piazza Vitt. Emanale,il salotto della città. Aveva assicurato un’ oculata amministrazione ed ha fatto esplodere i costi della politica. Aveva promesso di essere attenta all’ambiente, ma ha approvato l’ennesima discarica e sta facendo diventare Massafrail distretto dei rifiuti”, invece di puntare alla valorizzazione della Civiltà Rupestre.
Il centro destra nella conferenza stampa ha assicurato ai cittadini che la nuova discarica approvata servirà solo per smaltire divani ed elettrodomestici, ma perché non viene pubblicato sul sito del Comune di Massafra o quello del sindaco Tamburrano tutto il progetto?In questo modo i cittadini potranno scoprire chi disinforma e se questi amministratori “modello” meritano il consenso della città.
Il Partito Democratico chiede agli amministratori locali di uscire dal Palazzo e di scoprire i veri problemi della città. Di certo non si possono lasciare i cittadini in questa situazione di allarme rosso.
MASSAFRA 3.1.2009 Vito Miccolis

02 gennaio 2009

SETTIMO CAPODANNO NEI PREFABBRICATI, Si dimettono i Sindaci dei Comuni terremotati contro il Governo.


Il Pd alla regione Molise chiede la sostituzione del Commissario straordinario per la ricostruzione nel Molise, il Presidente della regione Michele Iorio (PDL), perché' "e' stato un fallimento". Dopo le dimissioni presentate, questa mattina, da 13 sindaci del 'cratere', il capogruppo Michele Petraroia esprime "solidarietà'" alla lotta dei primi cittadini molisani e pugliesi, per "protestare contro l' inerzia del governo Berlusconi, la mancata assegnazione dei fondi per completare la ricostruzione e a favore di un trattamento per la restituzione dei contributi identico a quello accordato dallo Stato per Umbria, Marche, Piemonte e Sicilia". Petraroia giudica il commissario delegato "incapace a difendere le ragioni del Molise" e responsabile di una gestione che "ha offerto piu' di un messaggio sbagliato alla comunita' nazionale". L'esponente di minoranza invita il governo ad assegnare direttamente al Capo della protezione civile, Guido Bertolaso "la reponsabilita' di ricostruire la prima ed unica casa a oltre duemila famiglie terremotate molisane costrette a trascorre il settimo Capodanno in alloggi provvisori e prefabbricati di legno". Sollecitando la legge sulle modalità' di restituzione dei contributi, Petraraia invita le istituzioni e tutte le componenti sociali a "non lasciare soli i sindaci nella mobilitazione". "Uniamoci a loro - conclude - e sosteniamo insieme, a Roma, le ragioni del Molise, ricordando all’onorevole Berlusconi, deputato eletto nel Molise, di non discriminarci".


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