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12 dicembre 2014

Mazzarano: Tempa Rossa, l'Eni non si merita un avvocato come Lospinuso

Ho sempre troppo rispetto per le posizioni altrui per banalizzarle, sia quando sono espresse da compagni e amici, sia da avversari politici.
Se il collega Lospinuso avesse imparato questa banalissima regola della democrazia, avrebbe più attentamente letto quanto da me dichiarato in merito alle posizioni espresse, nel recente convegno promosso dalla UIL, su progetto Tempa Rossa e fabbisogno petrolifero del Paese.
Ma evidentemente, la frenesia di dover assurgere a ruolo di avvocato d'ufficio, porta il collega a dimenticare che, a proposito di divergenze interne ai partiti, il coordinatore del Partito di Lospinuso, l'On Gianfranco Chiarelli ha espresso posizioni, su Tempa Rossa, contrarie ad un investimento senza il rispetto del territorio.
La teoria della desertificazione e la becera e volgare strumentalizzazione dei nuovi drammatici dati sulla povertà, vengono usati come una clava per abbattere ogni valutazione sulla sostenibilità del progetto in questione.
Gli argomenti utilizzati rientrano nel novero del racconto populistico per rappresentare un mondo diviso in due: coloro (Lospinuso) che vogliono lo sviluppo e coloro (Mazzarano) che lo ostacolano; coloro che vogliono il lavoro e coloro che sono disposti a sacrificarlo sull'altare di un irrazionale e intransigente ambientalismo. In questo caso si tratterebbe, tra l'altro, di un progetto che non prevede, come si allude, centinaia di posti di lavoro, ma una trentina.
Si ha poco rispetto per la cultura di governo del Pd se si pensa di stringerci nell'angolo della irresponsabilità.
Allora è il caso di ripetersi perché sia chiaro anche al collega Lospinuso: concordo con il Governo Renzi sul valore strategico nazionale di Tempa Rossa ma aggiungo che le popolazioni devono essere rassicurate sui rischi e risarcite con compensazioni ed investimenti che siano il segno tangibile del rispetto del territorio. Finora, va ricordato, ciò non è accaduto. Anzi, si è agito in spregio del territorio, raggirando e mortificando l'interlocuzione delle amministrazioni locali.
Mi chiedo e chiedo: si potrà mai discutere, nel nostro territorio, di una prospettiva di sviluppo senza farsi bloccare dalle catene ideologiche dei SI o dei NO a prescindere?
Si potrà mai evitare di farsi ingabbiare dal conflitto lavoro-salute e provare invece a tenere assieme le due cose?
Cosa ci ha insegnato la vicenda Ilva se si continua imperterriti con l'approccio che è la causa dell'esplosione del conflitto tra lavoro e ambiente?
Perché le principali istituzioni del territorio si stanno contrapponendo tra di loro su questo argomento anziché provare ad essere unite, e così più forti, nel rivendicare il rispetto del territorio?
Mi sono permesso di sollevare queste mie obiezioni non per suscitare la reazione stizzita di qualche avvocato d'ufficio ma solo per segnalare che, forse, c'è un altro modo per affrontare queste delicate questioni.

Bari, 11 dicembre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere Regionale Pd

11 dicembre 2014

Mazzarano: Tempa Rossa, non ci serve una Provincia tifosa dell'ENI

Uno degli errori che, a mio avviso, non bisognerebbe commettere, nel grave momento che attraversa il territorio jonico, soprattutto se si discute di progetti ad alta sensibilità ambientale, è quello di schierare le Istituzioni del territorio, come tifoserie contrapposte, a sostegno a priori di un semplice "SI" o di un semplice "NO".
Il dibattito sul progetto Tempa Rossa e il conflitto tra Provincia e Comune va a discapito della prerogativa principale delle istituzioni locali che è la difesa del territorio e la rivendicazione della propria dignità.
Mi preme, a questo proposito ricordare che molti procedimenti amministrativi e atti deliberativi, che, sin dal 2010, hanno interessato gli enti locali su Tempa Rossa, brillano per l'assenza sistematica di prescrizioni richieste, quali uno studio accurato sul "rischio di incidente rilevante", sulla diffusione di inquinanti odorigeni, sulla "valutazione del danno sanitario".
Rispettare un territorio non può significare brandire la clava del ricatto occupazionale ma rassicurarlo sui rischi ambientali, investire in compensazioni ambientali e destinare ingenti risorse finanziarie per lo sviluppo del porto interessato, come accade, ad esempio, per il porto di Trieste.
Di tutto questo, qui non vi è traccia. Come è del tutto illusorio far credere che tale investimento produrrebbe occupazione di massa.
La scelta del Comune di Taranto di intervenire sul Piano regolatore portuale è un segnale forte di richiesta di rispetto e difesa del territorio di fronte alla reiterata approssimazione con cui ENI prima, e le compagnie petrolifere poi, hanno affrontato l'interlocuzione con le amministrazioni locali. In questo quadro considero un segnale negativo vedere la Provincia di Taranto arroccata nella posizione della difesa aprioristica del progetto in questione.
Se Tempa Rossa, come ci dice il Governo, è un investimento strategico per il Paese, è giusto che venga percepito come tale innanzitutto dalle popolazioni che devono avere una chiara ed inequivocabile sicurezza degli effetti sull'ambiente e sulla loro salute.
Perché ciò accada servono istituzioni molto esigenti e poco indulgenti.

Bari, 10 dicembre 2014 
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd

02 ottobre 2014

Il consigliere regionale Pd Michele Mazzarano su Tempa Rossa


Non basta una mozione in Consiglio regionale per nascondere le responsabilità del partito di Sel sul progetto Tempa Rossa di Taranto. Apprezzo lo spirito che anima l'iniziativa di Alfredo Cervellera, ma ho la sensazione che, anche intorno a questa vicenda, stiano prendendo il sopravvento tatticismi elettorali. Questa vicenda è stata caratterizzata da una procedura che ha registrato i pareri favorevoli espressi dal Comune, dalla Provincia di Taranto e dalla delibera di Giunta regionale del Novembre 2011. In quella giunta un esponente del Pd, Michele Pelillo, allora assessore regionale al Bilancio, mostrò la sua contrarietà al progetto, non partecipando al voto su quelle delibera. Non mi risulta che altri membri di giunta appartenenti al partito di Sel abbiano fatto altrettanto. Il Partito Democratico, da tempo, sostiene la necessità di non gravare ulteriormente il nostro territorio di investimenti che producono ulteriore carico di emissioni diffuse. Lo abbiamo fatto su ogni questione: su Ilva, Tempa Rossa, Cementir e inceneritori di ogni ordine e grado.
Ci si accorge solo ora che non esiste uno straccio di studio sul "rischio di incidente rilevante" legato all'aumento del traffico di navi, che trasporteranno greggio, nel porto di Taranto? Ci si accorge solo ora che non è mai stata prodotta una documentazione sulla VIS (valutazione di impatto sanitario) prima o sulla VDS (valutazione del danno sanitario) dopo? Ci si accorge solo ora che tale investimento produrrebbe l'incremento significativo degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici)? Ci si accorge solo ora, cioè, che la popolazione non è stata per nulla rassicurata né sulla certezza dei possibili rischi, né dall'adempimento di una lunga serie di prescrizioni che i vari Enti hanno inteso proporre? Ci si accorge solo ora che i rappresentanti di ENI, in questi quattro anni, hanno saputo solo brandire la clava del ricatto occupazione offrendo esclusivamente rassicurazioni verbali per un investimento che prevede solo nuovi trentasei posti di lavoro?
Ora, si risponde che Arpa Puglia ha prodotto, in data 25 settembre, una nuova relazione. Relazione che, a dire il vero, non aggiunge nulla a quanto precedentemente risaputo e mette solo in guardia sul mutato contesto che vive la realtà jonica. Per queste motivazioni, ho chiesto, nella seduta del Consiglio di ieri, di sospendere, aggiornare ed approfondire la discussione di merito sul progetto Tempa Rossa. Che venga fatto in commissione con tutti gli assessori competenti e tutti i soggetti titolati ad esprimere valutazioni di merito a partire dal Comune di Taranto i cui poteri, su questa materia, sono rilevanti. Subito dopo si può tornare in Consiglio regionale per le determinazioni conseguenti. Tale proposta è stata fatta propria e rafforzata dal Presidente Introna e raccolta dal collega Cervellera, primo firmatario della mozione.
I problemi del territorio jonico meritano serietà, non operazioni di facciata che servono a scaricare altrove le proprie responsabilità.
Taranto ha bisogno di essere salvaguardata, rassicurata, ascoltata e risarcita.

Bari, 1 ottobre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd