ore 18.30
presso la sede in piazza Vittorio Emanuele II
Assemblea del Coordinamento Cittadino
INTERVERRANNO
Il Consiglio Regionale della Puglia,
considerato che
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA,
interpretando i sentimenti più veri degli uomini e delle donne della Puglia,
esprime il proprio NO
impegna il Presidente della Regione
sollecita i parlamentari pugliesi
Antonio Maniglio -Il presidente gruppo PD
Persino Rubbia, premio Nobel per la Fisica ha già espresso la totale incoscienza, anche economica, di questa scelta
BARI – La Puglia produce più del doppio di quanto gli serve in termini energetici. Gli introiti derivanti da questo surplus di energia prodotta non arrivano nelle tasche dei pugliesi. E nemmeno vanno in quelle della Regione. Gli effetti inquinanti quelli invece sì, rimangono in loco, come sanno benissimo a Cerano, in provincia di Brindisi ed altrove. Il Presidente Vendola e tutta la maggioranza di centrosinistra – come è perfettamente visibile in Puglia - hanno dato il via libera, a certe condizioni, alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Che invece potrebbe dare reddito anche ai piccoli proprietari agricoli. E lo assicura certamente alle imprese a gli uomini che credono nelle fonti rinnovabili e non inquinanti di energia. Nel frattempo ci troviamo ad ascoltare l’ennesima burla del nostro Presidente del Consiglio. Era martedì grasso il giorno dell’annuncio del ritorno del nucleare. Come se non ci fosse stato alcun referendum. Gli italiani credono sinceramente che dopo l’annuncio dell’intesa con la Francia ci saranno 4 centrali nucleari sul suolo italiano. Naturalmente qualcuno dovrebbe dir loro che quello che hanno firmato Italia e Francia è un semplice MOU, acronimo che sta per memorandum of understating, più semplicemente, lettera di intenti o protocollo d’intesa. Poco più di una stretta di mano insomma. Qualcuno dovrebbe dire loro che la Francia ha bisogno di partners per rilanciare e rifinanziare nuove centrali. Quelle che ha ora sono vetuste e costose ed il loro costo è coperto alla stessa maniera delle nostre rinnovabili: pagando a maggior prezzo l’energia prodotta e accollandone il costo ai contribuenti. Per tirarsi brillantemente d’impiccio la Francia ha trovato l’Italia di Berlusconi che ha fatto il MOU. Per venire a noi pugliesi e scuoterci dal torpore indotto dal sistema informativo, va detto che non si prospetta nessun beneficio economico per la Puglia, ma solo la sua riduzione coloniale a piattaforma umana e logistica per le esigenze del Nord. Tra le ipotesi in circolazione sui siti dove dovranno sorgere le centrali compaiono i nomi di Carovigno, nella provincia di Brindisi, Avetrana tra Taranto e Lecce, Mola in provincia di Bari. Quali i vantaggi per quei cittadini e per la Puglia? Nessuno, come al solito. Vorrei allora riportare il parere del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia il quale testualmente dice: "Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie". Presumo che se ne intenda di energia nucleare più dell’intera maggioranza al Governo oggi in carica. La Puglia oggi dirà il suo no alle centrali nucleari, motivato dal punto di vista economico e scientifico, approvando l’ordine del giorno del Presidente Maniglio. Dei problemi energetici del Nord del Paese, la Puglia si è già fatta abbondantemente carico. Quindi di nucleare e di atomico ci sono solo le balle e le bugie agli italiani che la maggioranza berlusconiana di centrodestra continua a propinare. In assoluta colleganza con la minoranza pugliese di destra-centro (Rocco Palese e dintorni) che ripete meccanicamente e soprattutto acriticamente quanto Le ordina il suo capo milanese, Silvio Berlusconi. Non importa se le sue scelte, anche in materia energetica, danneggiano gli italiani ed in misura ancor più significativa i Pugliesi.
Bari, 4 Marzo 2009
p.s. ad integrazione
In data 25 novembre 2003, Carlo Rubbia (premio nobel per Fisica 1984) fu ascoltato in Commissione Ambiente alla Camera in merito al decreto-legge n.314/2003 che indicava in Scanzano Ionico (MT) il possibile sito unico nazionale.
Ecco in sintesi il suo intervento:
“Si apre a questo punto grave problema dell'eliminazione dei rifiuti radioattivi. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste "vergogne" dell'energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno attive per millenni.
La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest'ultimo stadio del ciclo nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti, bombardamenti, atti di sabotaggio. Malgrado tutte le precauzioni tecnologiche, lo spessore e la resistenza dei materiali in cui questi rifiuti della fissione sono sigillati, la radioattività può, in condizioni estreme, sprigionarsi in qualche misura, soprattutto dai fusti calati nei fondali marini. Si sono trovate tracce di cesio e di plutonio e altri radioisotopi nella fauna e nella flora dei mari più usati come cimiteri nucleari. Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di profondità può essere ritenuto secondo me, completamente sicuro. Sotto la pressione delle rocce, a migliaia di anni da oggi, dimenticate dalle generazioni a venire, le scorie potrebbero spezzarsi o essere assorbite da un cambiamento geologico che trasformi una zona da secca in umida, entrare quindi nelle acque e andare lontano a contaminare l'uomo attraverso la catena alimentare. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente.”
La Repubblica (8 marzo 2009)
Per l' emergenza alghela Provincia di Taranto , retta da Giovanni Florido ha messo a disposizione un milione e 400mila euro. Entro una settimana l’Ato dovrà proporre un Piano pluriennale di intervento. La Provincia utilizzerà i fondi del Piano per la tutela dell’ambiente. Il progetto per la rimozione sarà presentato dall’Ato 1, l’ambito territoriale ottimale che riunisce i Comuni del versante occidentale interessati: Taranto, Massafra, Palagiano, Palagianello, Ginosa e Castellaneta.
“Il fenomeno - fanno sapere dalla Provincia - può infatti causare problemi di carattere igienico-sanitario oltre che penalizzare le ambizioni turistiche del territorio. Secondo le valutazioni dell’Arpa - dicono ancora dalla Provincia - le alghe rappresentano un rifiuto e come tali vanno smaltite in discarica; l’altra possibilità è invece sistemarle nei pressi delle dune, adottando tutti gli accorgimenti. Entro una settimana l’Ato 1 dovrà predisporre una verifica tecnica per la definitiva soluzione del problema”.
Per la Provincia c’era l’assessore all’ambiente Michele Conserva. “Ancora una volta - commenta insieme al presidente Florido - abbiamo dimostrato grande sensibilità per le questioni ambientali. Ci siamo immediatamente attivati, insieme alla Regione, per rispondere alle legittime sollecitazioni dei Comuni e dei cittadini. Adesso tocca all’Ato fare la sua parte. Noi continueremo ad offrire la nostra collaborazione. Siamo già pronti per stanziare circa un milione e 400 mila euro”.

riapre ancora una volta una ferita non rimarginata nel nostro territorio. In attesa che siano chiarite da parte degli inquirenti le dinamiche dell’incidente mortale, i Giovani Democratici della Provincia di Taranto si stringono intorno al dolore della famiglia del giovane scomparso, e partecipano al lutto che ha colpito l’intera comunità di Crispiano.
previsto dalle leggi nazionali.
cavalcavia.
assegnazione di euro 38.850,43 da destinarsi ai luoghi di culto . La legge regionale n.4/1994 prevede che i comuni devolvano alle autorità religiose una somma dei contributi loro spettanti per oneri di urbanizzazione secondarie.
Sono grato al PSE e al Gruppo socialista al Parlamento europeo per avere promosso questo incontro e sono onorato della responsabilità che mi è affidata di aprire il dibattito con alcune considerazioni di carattere generale.
“saggezza convenzionale” secondo cui la riduzione della spesa sociale e la rinuncia a politiche fiscali di redistribuzione del reddito avrebbe portato a una più alta capacità competitiva dell’economia europea. Non era vero. Anzi era vero il contrario. Per chi si fosse perso l'intervista di Vito Miccolis , candidato Consigliere Provinciale , rilasciato a Multiradio 91,40 Mhz la riproponiamo su l 'I-POD virtuale del sito.
Buon Ascolto
imprenditore agricolo non può contrattare quando ha i suoi frutti "Un assegno mensile di disoccupazione per quelli che perdono il posto di lavoro"
Una proposta concreta, in grado di dare una speranza agli italiani vittime della crisi. “Berlusconi porti subito questa proposta in Parlamento, faccia un decreto d'urgenza, come ne ha fatti tanti. Su questo noi in Parlamento lo sosterremo". E’ la proposta lanciata dal segretario del Partito democratico Dario Franceschini, intervenendo nel teatro Piccinni di Bari alla manifestazione sul tema “Senza Sud che Italia è?”.
"Ronde: é come appaltare la sicurezza nelle strade"
Il segretario del Pd Dario Franceschini critica poi la politica della sicurezza del governo, e in particolare le ronde. Per il leader democratico si tratta di demagogia pericolosa nel momento in cui si tagliano 3 miliardi e mezzo al comparto della sicurezza di cui 1 miliardo solo alle forze dell' ordine. "Siamo l'unico Paese al mondo a legittimare le ronde con una legge". Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico lo ha affermato parlando delle ronde. "Perché - ha spiegato - se si fa una legge che ne legittima l'uso per difendere l'ordine pubblico, non importa se con o senza armi perché le armi possono essere anche le mani o le gambe, se si legittima questa cosa, unico Paese al mondo a legittimarla con un provvedimento di legge, e le ronde non esistono, perché non esistono nel nostro Paese tranne qualcosa simbolica sparsa in giro per l'Italia, è come dire: fatele", ha ribadito Franceschini dal palco del teatro Piccinni, gremito per l'occasione della prima uscita pubblica del segretario nel Mezzogiorno.