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10 giugno 2009

•Riceviamo e pubblichiamo


Gli auguri più sentiti e sinceri a nome mio personale e di tutto il PD Palagiano a Vito Miccolis per la la sua elezione al Consiglio provinciale. E' un successo che premia il bel lavoro svolto da oltre un anno dal Circolo di Massafra. Un forte ringraziamento va sicuramente a Michele Mazzarano che fin dal primo momento ha creduto in questo progetto. A voi tutti va il mio ringraziamento per il sostegno al candidato Montemurro, e di conseguenza al Circolo di Palagiano, sostegno che è stato recepito da noi tutti come apporto alla crescita del Partito Democratico.
Solo con la sinergia di sforzi si può fare un grande Partito.
Massafra , Mottola e Palagiano hanno ampiamente dimostrato di poterlo e saperlo fare, ora continueremo a lavorare con maggiore impegno per permettere che Florido sia il futuro Presidente e consentire al territorio della zona occidentale di Taranto di essere rappresentato da ben quattro Consiglieri del PD, Pinto Miccolis Galeota e Montemuro.
Sicuramente un vero successo.

Elisabetta Di Sarno
segretaria Circolo Palagiano

Berlinguer, nobiltà di una grande politica

Analisi del Voto

L’ANALISI Il voto nei paesi della Provincia

di Michele Cristella



[...]Un altro risultato che attira l’attenzione viene da Massafra, non più roccaforte del Pdl. Il potente sindaco Martino Tamburrano (Pdl), già vicepresidente della Provincia, due anni fa matador nella sua città, oggi potrebbe perfino non rientrare in Provincia. Perché? Per mutuare da Andreotti, “il potere logora anche chi ce l’ha”. A Massafra inoltre par spentasi la stella di Giuseppe Cofano, sindaco qualche lustro fa rieletto con il 75%ed è ancora un lumicino quella accesasi nel Pd con Vito Miccolis, autore della proposta di riduzione di un terzo degli emolumenti dei consiglieri comunali, per devolverli in beneficenza, durante la crisi.
Una citazione merita il caso di Palagiano. Il Pd lo cale ha voluto candidare un professore diversamente abile, Carmine Montemurro. Una lacuna da colmare, nella percezione della politica e nel suo esercizio e una scommessa con gli elettori. Montemurro ha mantenuto la posizione e in caso di vittoria della sua coalizione potrebbe entrare in Consiglio provinciale. Altrove è accaduto ciò che era prevedibile che accadesse.
Queste elezioni così poliedriche, così variegate insegnano qualcosa?
Gli elettori votano sì per i leader nazionali, ma nel loro territorio, appena abbiano la possibilità di scegliere, scelgono bene, cioè scelgono quelli con i quali è possibile parlare, nei quali è possibile riconoscersi.


09 giugno 2009

IL COMMENTO


IL COMMENTO di ANGELO NASUTO
Massafra si conferma (per ora) città di centrodestra. Dopo settimane di campagna elettorale faticose e tiratissime, contraddistinte da polemiche e colpi bassi, la cittadina ionica ha espresso il suo voto ed ha confermato la tendenza lunga ormai decenni.
A rivelarlo è la percentuale che i cittadini massafresi hanno dato al candidato presidente Domenico Rana, che supera di gran lunga il presidente uscente Gianni Florido. Quest’ultimo tuttavia non crolla e tiene il passo, esorcizzando un possibile avvicinamento da parte di Tarantino, che come nel resto della provincia esce sconfitto e non andrà al ballottaggio. Il risultato di Tarantino a Massafra, come nelle attese, non è stato eclatante anche a causa di un mancato seguito per il fenomeno Cito che non va oltre l’1%, così come è accaduto nel resto della provincia, differentemente da Taranto città.
Interessante il voto di preferenza che ha visto un buon risultato dell’attuale sindaco Martino Tamburrano. Il primo cittadino forse si attendeva un risultato ancora migliore, che avrebbe sfondato il muro dei 4000 voti, ma si deve accontentare, si fa per dire, di 3.761 preferenze (32%), aumentando il suo “bottino” rispetto alle precedenti elezioni di 500 voti.
Un aumento questo dovuto alla sua carica di sindaco, che dovrebbe assicuragli, salvo sorprese, il seggio in consiglio provinciale.
Ma il partito che avanza maggiormente a Massafra è il PD, che con la candidatura di Vito Miccolis raggiunge ben 2835 preferenze (24.32%), andando forse oltre la più rosea previsione e aumentando di gran lunga i voti dell’area di centrosinistra rispetto a cinque anni fa quando il candidato degli allora DS era stato sostenuto anche dalla Margherita ed aveva raggiunto 1645 voti. Il grande lavoro dunque è stato premiato per Miccolis ed il suo entourage, che sarà sicuramente eletto nel caso in cui Florido dovesse trionfare al ballottaggio di fine giugno.
Ma ci sono anche le sorprese in positivo ed in negativo.
Tra queste ultime deludente è il risultato del dott. Giuseppe Cofano, che crolla in città anche col suo partito, l’UDC. L’ex sindaco, primo cittadino dal 94’ al 2000, passa da 2614 voti del 2004 a circa 700, confermando la disgregazione dell’elettorato massafrese di centro, che ha disperso il suo gradimento tra numerosi altri candidati. Tra questi spicca anche agli occhi del più novello analista politico il successo di Angela Monaco.
La consigliera comunale, per la prima volta impegnata in un agone elettorale al di fuori del territorio comunale conquista, per la coalizione per Tarantino Presidente, ben 1025 preferenze, rubando voti in maniera trasversale e confermando che le novità in politica locale hanno spesso un buon seguito. Ai numerosi altri massafresi, propostisi in lista, restano le briciole e nessuno raggiunge il migliaio di voti: questo spiega che il risultato dei big sarebbe potuto essere ancora migliore senza la presenza di tante candidature cosiddette di disturbo, utili forse solo a portare acqua al mulino del candidato presidente.
Per quanto riguarda invece il collegio di Palagiano ottimo è il risultato di Castiglia, che pur avendo potuto superare PD e PDL, va ben oltre i 2000 voti e grazie alla sua lista non certo di “primo pelo” siederà nell’assise di via Anfiteteatro, al di là dell’esito del ballottaggio.
Ma proprio per il ballottaggio gli addetti ai lavori, giornalisti e cronisti, pregano e sperano che gli enti preposti possano assoldare Presidenti e scrutinatori competenti e pratici, perché a Massafra, il dato incontrovertibile di questi frenetici giorni elettorali è la totale incompetenza e scarsa praticità di alcuni operatori di seggio, i quali hanno impiegato in alcuni casi tempi biblici per lo spoglio. Alcuni seggi infatti hanno concluso le operazioni per le europee alle 8 di ieri mattina.

massafraoggi

Risultati Provinciali

Candidati presidente e gruppi Voti %

RANA DOMENICO 5.312 44,45

IL POPOLO DELLA LIBERTA'
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
TAMBURRANO MARTINO CARMELO

3.761 32,23

LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE
LISTA LOCALE - LISTA TAGLIENTE
VIESTI ANTONIO

609 5,21

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO
PELILLO FERNANDO

513 4,39

LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA
LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA
FAVALE ROCCO

175 1,49

LA DESTRA
LA DESTRA
PERRINI OTTAVIO

87 0,74

U.D.EUR POPOLARI
U.D.EUR POPOLARI
FIORITO DOMENICO

51 0,43

ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA'
ALLEANZA DI CENTRO PER LA LIBERTA'
D'ERCHIA CONCETTA DETTA TINA

25 0,21

MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE
MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE
MONTEMURRO DONATO

12 0,10

LISTA LOCALE - RIFONDAZIONE DC - MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI
LISTA LOCALE - RIFONDAZIONE DC - MOVIMENTO PENSIONATI CATTOLICI
ANELLI VALERIO

5 0,04

PSDI-PRI
PSDI-PRI
BUTKIEWICZ WANDA IN DENARO

2 0,01


Totale 5.240 44,90

FLORIDO GIOVANNI 3.585 30,00

PARTITO DEMOCRATICO
PARTITO DEMOCRATICO
MICCOLIS VITO ANTONIO

2.838 24,32

SINISTRA UNITA
SINISTRA UNITA
BACCARO MAURIZIO

363 3,11

LISTA FLORIDO
LISTA FLORIDO
LATORRACA SALVATORE

120 1,02

COMUNISTI ITALIANI
COMUNISTI ITALIANI
COLANINNO TOMMASO

73 0,62

RIFONDAZIONE COMUNISTA
RIFONDAZIONE COMUNISTA
ACHILLE FRANCESCO

67 0,57

FED.DEI VERDI
FED.DEI VERDI
FUMAROLA MARIASTELLA

43 0,36

LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE
LISTA LOCALE - PATTO SOLIDALE
NOTARISTEFANO MARIA ROSARIA IN CHIEFA

21 0,17


Totale 3.525 30,21

TARANTINO GIUSEPPE 2.496 20,88

LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE
LISTA LOCALE - SVILUPPO DEL TERRITORIO - TARANTINO PRESIDENTE
MONACO ANGELA

1.025 8,78

UNIONE DI CENTRO
UNIONE DI CENTRO
COFANO GIUSEPPE

723 6,19

IO SUD
IO SUD
RUBINO COSIMO

355 3,04

LEGA D'AZIONE MERID.
LEGA D'AZIONE MERID.
D'ERRICO ANTONIO

282 2,41

FIAMMA TRICOLORE
FIAMMA TRICOLORE
ABATEMATTEO LUCA

38 0,32

PART.PENS.
PART.PENS.
BOCCONI GAETANO

22 0,18


Totale 2.445 20,95

FISICARO EMANUELE 549 4,59

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
LACARBONARA VITO

276 2,36

LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE
LISTA LOCALE - MODERATI DI CENTRO - FISICARO PRESIDENTE
RUBINO FERNANDO COSIMO

161 1,37

LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO
LISTA LOCALE - S.D.S. SINISTRA E DEMOCRATICI CON STEFANO
ATTANASIO MARIA VEDOVA CIACCIA

10 0,08

LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO
LISTA LOCALE - MOVIMENTO STEFANO
CORIZZO ROSARIA

4 0,03


Totale 451 3,86

RIZZELLO POMPILIO CESARE 8 0,06

SUD LIBERO
SUD LIBERO
PENNETTA EVILIANO GIUSEPPE

7 0,05

Totale voti ai candidati presidente 11.950
Totale voti ai gruppi 11.668

Il Pd è in campo: 26,2%. «Il progetto c’è»


«Il progetto del Pd è al sicuro, gli avvoltoi possono tornarsene a casa. E oggi il governo è incontestabilmente minoranza nel Paese, svanisce il mito dell’invincibilità di Berlusconi».
Dario Franceschini commenta i risultati delle europee a spoglio ormai ultimato. Il Pd ha perso parecchi voti, e questo elemento non viene nascosto ai giornalisti convocati alle 12 al Nazareno. «Un calo che non va ignorato», dice il leader Pd.

«E tuttavia questo 26% conferma il progetto del Pd, è quello che volevamo, una base di partenza per un partito nato un anno e mezzo fa che ha davanti un lungo cammino. E per questo voglio ringraziare gli italiani». «In Europa siamo il primo partito nel campo progressista, davanti anche alla Spd tedesca in termini di voti, probabilmente anche come seggi a Strasburgo. Questo ci consentirà anche di avere un ruolo di primo piano nel nuovo gruppo progressista».
Franceschini batte e ribatte sull’insuccesso di Berlusconi, il principale motivo di soddisfazione per i democratici: «Avevo detto che l’Italia rischiava di svegliarsi sotto un padrone assoluto: questo pericolo è stato scongiurato. Aveva annunciato il 45%, invece è 10 punti sotto, anche in un momento in cui il vento tira a destra in Europa».
Quanto alle altre opposizioni, il leader Pd fai complimenti a Di Pietro: «Gli ho telefonato per rendergli atto che ha avuto una crescita indiscutibile». A spese del Pd? «I voti usciti dal Pd restano nel nostro campo, tra i radicali e l’Idv», dice Franceschini. Che conclude con un ultima stilettata al Pdl: «La crescita della Lega comporterà un condizionamento ancora maggiore sull’azione del governo».

"Europee, una mezza disfatta per il PDL"

Da qualunque parte la si guardi, la risicata vittoria del Popolo della Libertà appare una mezza disfatta per Silvio Berlusconi, capolista in tutte le circoscrizioni.

Il suo partito, nato dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale, è lontano dall’annunciato risultato del 43-45 % , arrivando solo al 35% dei voti .

La partecipazione di Berlusconi al compleanno della giovane diciottenne napoletana ha indebolito, checché se ne dica, il primo ministro. Così come l’inchiesta aperta contro di lui per indebito utilizzo di voli di stato, o come quella che ha portato alla condanna per corruzione del suo vecchio avvocato britannico.

Se è ancora presto per calcolare quanto abbia inciso nel risultato di Berlusconi (meno 2% rispetto alle legislative del 2008) la disaffezione dei cattolici, sembra comunque che l’astensione (più forte nel sud e nelle isole) abbia in primo luogo toccato proprio il suo elettorato. Tradizionale feudo del partito post-fascista di Allenza nazionale, l’Italia meridionale ha snobbato Berlusconi. “Ha fatto campagna per la Lega Nord”, s’è lamentato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che, con altri ex-membri di Alleanza nazionale, comincia a sottolineare gli “errori” del primo ministro.
In queste condizioni, ill Partito democratico, in caduta di 7 punti rispetto al 2008, è una “divina sorpresa” per i dirigenti del partito, tra i quali Dario Franceschini. “Il Pd non è affondato”, ha gioito il primo segretario, nominato questo inverno in piena catastrofe dopo una serie di sconfitte e di tensioni che avevano portato alle dimissioni di Walter Veltroni.
Indeboliti, centrodestra e centrosinistra hanno al loro fianco due partiti dagli appetiti crescenti. Alleati sempre più ingombranti, perché sempre più forti, Lega Nord e Italia dei valori renderanno complicata la vita ai loro alleati.
Il partito populista e xenofobo, che ha imposto al presidente del consiglio una politica di tipo securitario, ha condotto una campagna elettorale incentrata sull’immigrazione, ostentando una intesa di facciata con Berlusconi. La Lega raddoppia il risultato elettorale rispetto al 2004. “Gli elettori hanno premiato la coerenza”, commenta il leader Umberto Bossi. Contraria all’ingresso della Turchia in Europa (mentre Berlusconi è favorevole) la Lega potrebbe divenire il primo partito nel Veneto, pretendendo di governare la regione. I politologi pronosticano tensioni con il Pdl in vista delle elezioni regionali del 2010.

Questo scrutinio rappresenta anche uno scacco per la bipolarizzazione della vita politica voluta da centrosinistra e centrodestra. Il partito centrista di Casini si mantiene attorno al 6,5%: una posizione ideale per esistere e per pesare nelle future alleanze.


Philippe Ridet, Le Monde, 8.06.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

05 giugno 2009

QUANDO LA POLITICA È UNA “COSA SERIA”

Nella serata di giovedì 28 maggio, a Massafra, si è tenuto un pubblico comizio organizzato dal PD, in vista delle Elezioni Provinciali e Europee che si terranno il 6 e 7 giugno 2009, e a cui hanno preso parte alcuni dei suoi esponenti: Donato Pentassuglia, Segretario Provinciale del Partito Democratico, Vito Miccolis, candidato del PD al Consiglio Provinciale, Gianni Florido, candidato Presidente alla Provincia di Taranto, l’ on. Enzo Lavarra, europarlamentare del PD e l’ospite della serata, la Sen. Anna Finocchiaro, Capogruppo al Senato
per il PD. Il comizio (causa maltempo) si è tenuto all’interno della sede massafrese del Partito, lo storico “Villino Margherita”, comunemente conosciuto come il “Castello in Villa”. Significative
le parole espresse dal Capogruppo Finocchiaro sul rilancio economico del Sud : “Economia reale significa per il Mezzogiorno evitare la desertificazione occupazionale….”.
Desertificazione che, secondo la Senatrice, può essere ulteriormente accelerata dal perenne pregiudizio sociale, attualmente insito anche nella politica, di un “Mezzogiorno sprecone, ladro e incapace di veri investimenti”. Pregiudizio falso, prontamente usato dalla Maggioranza al solo scopo di sottrarre il denaro dei Fondi Fas (Fondo per le Aree Sottoutilizzate) e Fes (Fondo Europeo di Sviluppo), destinato alla realizzazione di “egoistici e inutili obbiettivi ”.

ANGELA DE FLORIO

VIDEO DI ANNA FINOCCHIARO A MASSAFRA

CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE




Venerdi 5 Giugno alle ore 20.00, in Piazza Vittorio Emanuele II Chiusura della Campagna elettorale , interverranno Gianni Florido e tutti i candidati della coalizione che sostiente Gianni Florido tra cui il nosto VITO MICCOLIS.

Alle ore 21:30, a Massafra, in Via Aldo Moro nei pressi dello Stadio Italia,il Partito Democratico per la chisura della campagna elettorale organizza una serata con la partecipazionedel comico Uccio DeSantis, protagonista della nota trasmissione televisiva Mudù.

In questa occasione Vito Miccolis, candidato al consiglio provinciale di Taranto nel collegio di Massafra Centro per il Partito Democratico, incontrerà tutti i cittadini che vorranno parteciparvi.Tutta la cittadinanza è invitata a prendere parte alla serata.

04 giugno 2009

Il porto , il nostro antidoto contro la CRISI



Uno dei temi su cui la prossima amministrazioni provinciali dovrà misurarsi maggiormente
è quello dello sviluppo. I dati Istat tratteggiano un Paese più povero: da un lato le imprese che faticano a reggere i contraccolpi di una crisi economica devastante, dall’altra i lavoratori alle prese con lo spettro dei licenziamenti.
Una famiglia su cinque, fa sapere ancora l’istituto di statistica, non ce la fa ad arrivare alla fine del mese.

Al sud, com’è facile immaginare, la situazione è ancora più drammatica.In un contesto così problematico, il ruolo degli enti locali diventa allora decisivo, soprattutto nell’interlocuzione con il governo nazionale. I rimedi messi in campo da Berlusconi non sembrano convincere l’opinione pubblica, se è vero che critiche e perplessità vengono espresse, ai vari livelli, sia dalle associazioni di rappresentanza delle categoria produttive sia dalle organizzazioni sindacali, per non parlare
del monito del Papa a guardare con maggiore attenzione alle fasce sociali più deboli
.
Le Province, al pari dei Comuni, possono innanzitutto rappresentare le istanze territoriali sollecitando interventi specifici per creare sviluppo e occupazione. La nostra adesione alla manifestazione organizzata dai sindacati e che ha visto l’altro ieri migliaia di persone sfilare per la vie di Taranto assume esattamente questo significato. Un nuovo patto sociale è indispensabile
per rilanciare l’economia ionica su cui pesa come un macigno il calo della produzione
d’acciaio, con migliaia di persone in cassa integrazione.
Per uscire dal tunnel, l’unica risposta credibile è il porto di Taranto. Le criticità sono note, le soluzioni un po’ meno. Si parla spesso di retroportualità, di logistica, di diversificazione produttiva, ma senza procedure semplificate questi propositi restano sulla carta. Ecco perché occorre chiedere a gran voce l’impegno del governo che deve considerare il porto di
Taranto come la vera grande opera strategica per l’Italia. La centralità del Mediterraneo dal punto di vista geopolitico ed economico ci favorisce, a patto di non perdere la sfida della
competitività. Dragaggi e fondali adeguati, di questo abbiamo bisogno per far arrivare in riva
allo Ionio le nuove navi supercontainer che si spostano da una parte all’altra del mondo; nel
nostro porto i container possono essere aperti per la manipolazione delle merci, dal nostro scalo le nostre produzioni di eccellenza, penso innanzitutto al settore agroalimentare, possono
partire per raggiungere ogni angolo del pianeta.
La presenza a venti chilometri dell’aeroporto di Grottaglie, con una pista lunga 3500
metri, completa il quadro per un sistema intermodale di tutto rispetto. Taranto al centro del Mediterraneo, dunque, Taranto snodo strategico per il Paese. Ribadisco perciò quanto
ho avuto modo di affermare: in un anno si renda competitivo il nostro porto, si adottino tutti i provvedimenti del caso, se necessario si individui un alto commissario, ma si faccia presto perchè i nostri concorrenti spagnoli non stanno a guardare.
Ecco la sfida dei prossimi anni, ecco il terreno su cui misurare la nostra azione politicoamministrativa.In secondo luogo, penso al sistema infrastrutturale come precondizione per creare altre occasioni per la valorizzazione del nostro territorio. L’ex Regionale 8 Talsano-Avetrana, che abbiamo appaltato qualche settimana fa, cambierà il volto della nostra viabilità. Questa arteria stradale, che correrà parallela all’attuale litoranea salentina, consentirà di andare in 50 minuti da un versante all’altro della nostra provincia. Nella zona orientale del territorio, sarà possibile insediare nuove strutture ricettive, dagli alberghi ai campeggi e ai ristoranti.
Tutto ruota, com’è facile notare, attorno alla risorsa mare.
Infine, agli enti locali è affidata la responsabilità, quando ne sussistano le condizioni, di lottare contro il precariato. Noi lo abbiamo fatto, con l’assunzione a tempo indeterminato, tramite la società Taranto Isolaverde, di 300 ex lsu, i lavoratori socialmente utili. E abbiamo inoltre operato scelte decisive anche sul versante delle assunzioni, potenziando con giovani laureati il settore Ecologia e Ambiente.
Lungo queste direttrici, il contributo della Provincia di Taranto potrà ancora una volta rivelarsi determinante.


GIANNI FLORIDO
candidato presidente del centrosinistra

Prodi: «È allarme democrazia, rafforziamo il Pd Non è tempo di astensioni»


«Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa». Lo afferma l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un messaggio in vista delle prossime elezioni europee, parlando anche di un «allarme» per la qualità democratica del paese. Per Prodi, rispetto all'intensificarsi di «segnali di allarme» il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta».Nel messaggio, pubblicato sul suo sito, Prodi scrive: «nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noi italiani siamo chiamati». «Anzitutto - spiega - un voto per l'Europa. In questa linea richiamo la necessità di rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento che , come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi , sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia. La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che - ribadisce - ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale». «Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta. Non è tempo nè di astensioni nè di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa , che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa», conclude l'ex presidente del Consiglio.

03 giugno 2009

COMIZIO PD


Mercoledì 03 Giugno, alle ore 20.30, in Piazza Vittorio Emanuele II , ci sarà un Comizio del Partito Democratico.
INTERVERRANNO
VITO MICCOLIS , candidato alla Carica di consigliere provinciale nella lista “
Partito Democratico” alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009 nel collegio Massafra, e MICHELE MAZZARANO vicesegretario regionale del PD .

FRISULLO: «È L’EUROPA LA RICETTA ANTICRISI»


Venerdi 29 Maggio alle ore 11:00 il VicePresidente della Regione Puglia ed Assessore alla Attività Produttive Dott. Sandro Frisullo, accompagnato dall’Avv. Vito Miccolis, si è recato in visita ad alcune aziende presenti nell’area industriale di Massafra.

Dopo aver visitato la Stoma Engeneering e la Polibek, l’Assessore Frisullo ha incontrato nella locale sede di Confindustria a Massafra gli iscritti alla associazione degli industriali e alcuni dei direttori di numerosi istituti bancari di Massafra. L’incontro ha avuto inizio con i saluti del Presidente di Confindustria Taranto Sportelli, il quale ha evidenziato l’attivismo della Regione Puglia nel campo degli aiuti alle imprese pugliese, il tutto finalizzato a creare un paracadute utile a limitare i danni prodotti da questo periodo di crisi.

Subito dopo è stata la volta di Antonio Lenoci, ammistratore unico della Stoma Engeneering e Presidente della locale sezione di Confindustria di Massafra; Lenoci ha rimarcato l’importanza del costante confronto tra il mondo dell’ imprenditoria e di quello bancario con il mondo della politica e degli amministratori, evidenziando come la priorità delle politiche industriali sia la riqualificazione del territorio, della sua rete viaria e delle infrastrutture.

Il tutto in un’ottica globale che vede al centro dello sviluppo della Provincia Tarantina l’attività portuale.Secondo Antonio Lenoci, l’Amministrazione Provinciale deve essere un costante punto di riferimento, e deve incentrare la sua azione politico-amministrativa nella riqualificazione delle aree per gli insediamenti industriali e collaborare ad un disegno strategico teso al rafforzamento del sistema produttivo locale.Tra i primi argomenti di cui la Provincia di Taranto dovrà occuparsi è lo sviluppo della retroportualità, con un reale ammodernamento della viabilità ed interventi specifici nel tratto dell’Appia, precisamente la statale 7, a sud di Massafra.

L’Assessore alle Attività Produttive Dott. Sandro Frisullo ha nel suo intervento invece evidenziato come la Regione Puglia sia un territorio diverso dalle altre Regioni meridionali che ricadono nelle cosiddette Regioni dell’obbiettivo 1.Infatti la Regione Puglia si distingue dalle altre per l’utilizzo dei fondi strutturali in favore delle imprese, massi a disposizione della Comunità Europea.

E’ stata la prima, a novembre 2008 a varare una manovra di aiuti e finanziamenti, pari a circa 500 milioni di euro, in favore delle imprese pugliesi. Di questi 500 milioni, già 250 sono stati oggetto di finanziamento in favore delle medie imprese del territorio pugliese.

Nonostante il momento di crisi, che avrebbe potuto sfiduciare gli imprenditori pugliesi, sono state presentate ben 400 le domande di investimenti presentate per poter accedere ai fondi messi a disposizione, un importante dimostrazione di fiducia da parte del tessuto produttivo della nostra Regione, ed a Giugno, al massimo a Luglio già si inizieranno a vedere i primi frutti di questi investimenti.Tra i tanti finanziamenti, vi è lo stanziamento di 60 milioni di euro per l’ammodernamento della rete viaria nelle aree PIP, e da ultimo, in senso cronologico, un bando di 43 milioni di euro per donne, giovani, disoccupati, cassaintegrati, ragazzi di “Bollenti Spiriti” e precari.

Questo bando dal nome “Start up”, favorirà la creazione di microimprese da parte di soggetti svantaggiati, e sarà l’unico che permetterà ad un privato cittadino di fare impresa, di uscire dalla crisi mettendosi in proprio.

Tale bando è un potente incentivo per battere la crisi, vengono messi a disposizione fondi per ben 400mila euro a fondo perduto per ogni microazienda che un soggetto svantaggiato, tra quelli sopra elencati, vorrà creare.

L’incentivo funziona come una specie di maxi prestito di onore, con la differenza che è a fondo perduto, dunque non si restituisce. E’ a favore di disoccupati e precari, ma si lega anche alle politiche di imprenditorialità femminile e giovanile, permette il sostegno ai cassaintegrati intenzionati ad uscire dall’azienda, valorizza i giovani di Bollenti Spiriti perché mettano in piedi un’attività in proprio.

Si calcola che il bando “Start up” svilupperà in totale investimenti e spese di funzionamento per 90 milioni di euro, con un iniezioni di fondi pubblici pari a 43 milioni.

In conclusione l’intervento dell’Avv. Vito Miccolis che ha evidenziato l’importante di un costante ed approfondito confronto tra il mondo dell’imprenditoria e delle banche con quello della politica e della cosa pubblica, per meglio soddisfare i bisogni dei cittadini e porre un freno a questo periodo di crisi economica e sociale.Un mondo imprenditoriale che deve guardare allo sviluppo del territorio, cercando di far coesistere la produzione con lo sviluppo, il rispetto dell’ambiente con l’aumento dell’occupazione.

02 giugno 2009

Mercatino dell’usato , un capo di vestiario a soli 2 euro


Mercatino dell’usato, martedì 2 giugno, nel salone della chiesa “Maria Santissima del Carmine”.
Dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 17 alle 20, le famiglie disagiate potranno acquistare
capi di abbigliamento al costo simbolico di 2 euro.
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Saja Solidarietà ”, presieduta da Gelsomina Semitaio, con la disponibilità del parroco don Salvatore Di Trani.
L’associazione invita ad approfittare di questa opportunità, occasione anche per fare conoscere le reali necessità delle famiglie bisognose e cercare, per quanto possibile, di aiutarle.

QUANDO AL GOVERNO C'È' UN ESECUTIVO IMMOBILE , QUESTE INIZIATIVE PER I PIÙ' POVERI SONO IMPORTANTISSIME

01 giugno 2009

D’Alema: il Pd prevarrà a Bari e in Puglia perché sa amministrare




Presidente Massimo D’Alema, il centrosinistra in Puglia guida molte giunte, a cominciare da quella barese. Riuscirà a conservarle alle prossime elezioni del 6-7 giugno?
Credo che il centrosinistra confermerà molte amministrazioni. Sono ultrafiducioso sul voto a Bari, indipendentemente che stanno attraversando il governo Berlusconi e la destra. La verità è che il centrosinistra ha amministrato bene. Ha messo in campo una classe dirigente vera che ha saputo parlare anche al di là dei confini della nostra coalizione. La carta vincente di Emiliano, Divella, Florido e molti altri è quella di sapere intercettare un consenso che oltrepassa il centrosinistra. A destra, invece, stanno emergendo gli errori compiuti, in particolare dal ministro Fitto. Atteggiamenti arroganti e infantili, basati sull’idea che la regione debba essere subordinata a direttive nazionali. Un uomo politico nazionale non deve mai pensare a imposizioni dall’alto. Io non ho mai fatto il caporal maggiore, non ho mai disturbato la Puglia, neppure nei momenti più alti delle mie responsabilità pubbliche.

Come giudica la segreteria Franceschini?
Franceschini si è assunto un compito difficile: ravvivare il Pd, superare le divisioni del gruppo dirigente, creare un clima di collaborazione, riportare il partito sulla linea della battaglia politica, dell’iniziativa sui problemi concreti anche in vista della verifica elettorale. Questo compito Franceschini lo sta svolgendo assai bene.


A livello nazionale quale risultato si aspetta dal voto?
Un risultato positivo, che andrà al di là del dato numerico. Berlusconi non sfonderà quota 40%, anzi resterà assai sotto. La maggioranza di governo non supererà il 50% dei voti. Ci sarà più equilibrio.


Ma la linea di demarcazione del Pd tra successo e delusione qual è: il 26-28% alle europee?
E’ quello che dicono gli osservatori. Io non do numeri. Dico solo che non si registrerà una maggioranza bulgara nel Paese. La somma delle opposizioni dovrà essere la base su cui si lavorerà. Quanto alle amministrative, non si verificheranno cedimenti da parte nostra, tipo perdere Firenze o Bologna. Piuttoso vedo scricchiolii nell’altro campo.


Si riferisce a Fini?
Noto un malessere all’interno dello stesso Pdl. Chi ha maggiori responsabilità e un minimo di visione internazionale si rende conto della situazione progressivamente insostenibile in cui versa il Paese. C’è da restare sconcertati per il fatto che la classe dirigente non se ne renda conto. Sulla crisi economica il governo è inesistente.


Ma il ministro Tremonti, ad esempio, dalla sinistra riceve spesso giudizi diversi, fatti anche di apprezzamenti.
Sì, bisogna dare giudizi diversi. Ma il problema è il governo del Paese, il cui bilancio è assai deludente. Ultimo esempio: la vicenda Opel. La partita per l’auto si è giocata solo tra Obama, Putin e la Merkel. Berlusconi, chi l’ha visto? Si è confermato una comparsa sulla scena internazionale. Questa è la realtà, che alcuni mezzi informativi, soprattutto televisivi, cercano di camuffare. Lasciamo anche perdere le storie private del premier, che pure non giovano al prestigio nazionale, ma gli italiani pagano per il fatto che mentre tutti gli altri governi affrontavano la crisi economica, il governo Berlusconi negava l’esistenza della crisi. Una linea ridicola che ci ha indebolito. Anche questo approccio ai problemi ha contribuito a isolare la Fiat, nonostante un management aziendale di primissimo livello.


Sondaggi alla mano, però, il Paese sembra ancora col Premier, che ha perso poco o nulla in termini di popolarità e consensi.
Non è vero. Il Paese non sta con lui, semmai è diviso in tre. Un terzo sta con lui. Un terzo gli è contro. Un terzo sta a guardare. E poi tra gli alleati del Pdl c’è la Lega, che proprio berlusconiana non è.


Secondo qualche giornale, Berlusconi avrebbe manifestato l’intenzione di ricorrere alle urne, qualora la vicenda Noemi sfociasse in un’iniziativa giudiziaria contro di lui.

Se così fosse, si tratterebbe di affermazioni avventurose. Oltretutto non tocca al premier la decisione sullo scioglimento delle Camere. La democrazia ha le sue regole, e c’è chi le fa osservare.


Al Nord dicono che Berlusconi li sta penalizzando a tutto vantaggio del Sud. Al Sud sostengono il contrario.
Certo, il Nord è deluso dal governo. La stampa di destra cerca di dare la colpa al Sud. La vicenda Alitalia, ad esempio, cavalcata per ragioni elettorali, era una montagna di bugie, il cui esito era scritto. Oggi sta esplodendo la questione dell’Expo. E’ stato il centrosinistra a portare l’Expo a Milano. Il centrodestra, adesso, rischia di perderlo a causa di litigi su posti, stipendi, prebende. Incredibile. Altro che Mezzogiorno. Se uno spettacolo simile fosse accaduto al Sud, sarebbe stato immediatamente bollato come il simbolo del degrado della politica meridionale. Invece, nel confronto con la gestione dell’Expo a Milano, la Sicilia sembra la Finlandia. Se poi approfondiamo le scelte sul Sud, è indubbio che quest’ultime abbiano danneggiato le nostre regioni, ma ciò non è stato fatto per favorire il Nord, ma solo per mettere delle “pezze”. Certo, quando con i fondi per il Sud hanno finanziato le multe degli allevatori del Nord, io ho provato vergogna. Il che ha dimostrato che il gigante Berlusconi ha i piedi di argilla. Quando Bossi fischia, il premier obbedisce.
Per ora i due vanno d’accordo.
Bossi considera Berlusconi come un taxi. La Lega ha conservato la sua indipendenza. Perciò Berlusconi ha paura.

Berlusconi ha varato la riforma delle pensioni.
Fallita. Le uniche riforme (pensioni, privatizzazioni, euro, federalismo) le ha realizzate il centrosinistra. Nei mesi scorsi abbiamo voluto partecipare al testo sul federalismo fiscale, riscontrando la flessibilità della Lega, per ottenere le garanzie per il Sud. Ora bisogna “sorve gliare” i decreti delegati.

La speranza è che le classi dirigenti locali passino dalla logica della spesa alla logica del risparmio, altrimenti la tassazione riprenderà a salire. O no?
Non c’è dubbio che il federalismo fiscale comporti il rischio di un aumento della pressione tributaria. Per questo è una sfida assai impegnativa.

Nel suo ultimo libro “Il mondo nuovo” lei rilancia il tema dell’eguaglianza redistributiva, che giudica prioritario rispetto all’eguaglianza delle opportunità. Ma non c’è il rischio che la logica redistribitiva rallenti l’accumulazione e la mobilità sociale?

Nel mondo è’ in crisi un meccanismo di sviluppo. Ma non vogliamo buttare il bambino con l’ac - qua sporca. Vogliamo, invece, mettere in discussione il liberalismo antipolitico che si è affermato per ridare slancio ad una visione equilibrata di liberalismo politico. Non riproponiamo certo il socialismo reale. La verità è che la diseguaglianza sociale in questi anni non ha premiato il talento, ma la rendita finanziaria. Questo è il problema. E’ stato depresso il lavoro, il che ha impedito la mobilità sociale. Non si tratta, perciò, di livellare tutto, ma di garantire che siano premiati merito e innovazione. Non a caso è lo sviluppo basato sui bassi salari che ha bloccato la corsa all’innovazione.

(Giuseppe De Tomaso – La Gazzetta del Mezzogiorno)