28 ottobre 2014
27 ottobre 2014
MAZZARANO: “IL PD È PIÙ GRANDE DELLA LEOPOLDA E DI PIAZZA SAN GIOVANNI”
“Non siamo costretti a dover scegliere
tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Assecondare slanci avanguardisti
o riflessi minoritari sarebbe un errore di fronte alle emergenze del
Paese.
Non si può contemporaneamente sostenere un governo e presidiare la piazza che protesta contro quello stesso governo. Così come non si può pensare che la formula aperta e innovativa della Leopolda debba essere concepita come il contraltare ad una manifestazione sindacale.
Il 25 Ottobre di Firenze e Roma possono essere, se non assolutizzate, due facce della costruzione di un grande partito riformista, autonomo e democratico.
Di fronte alla necessità di fare riforme profonde per cambiare un Paese fermo da trent'anni, sfida incoraggiata, per la prima volta, da un consenso inedito per la sua grandezza, è sbagliato immaginare che il richiamo della foresta di una grande e bella piazza sindacale possa far scaturire un progetto politico più marcatamente identitario della sinistra.
Le piazze si ascoltano, non si demonizzano né tantomeno si strumentalizzano con finalità politiche; quando centinaia di migliaia di persone si mettono in marcia per rivendicare la difesa di un diritto, il più grande torto che si può fare loro è utilizzare quello straordinario atto di libertà di espressione come leva per costruire una nuova aggregazione politica.
In passato, tentativi ben più ridondanti di questo, sono falliti clamorosamente.
Sembrerà paradossale ma la costruzione di una forza compiutamente riformista, che l'Italia non ha mai avuto, deve poter fare proprie le istanze provenienti da Firenze e da Roma qualificandole in un progetto politico che si impoverisca nella suggestione dello scontro tra vecchio e nuovo.
In un momento di drammatica crisi economico-sociale-istituzionale, non tende a placarsi il conflitto tra politica e antipolitica, tra democrazia e populismo, nonostante l'affievolirsi dell'efficacia mediatico-politica del Movimento 5Stelle. E in questi anni di crisi, la leadership carismatica è stata, per un verso, la scorciatoia a cui far ricorso per far fronte alla fine della democrazia rappresentativa; per altro verso, invece, i leader forti hanno incoraggiato il riavvicinamento alla politica di tanti cittadini delusi.
A me sembra che il presupposto per rivendicare il primato della democrazia rappresentativa sia il riconoscere, senza timori reverenziali, la profonda crisi di rappresentanza che colpisce inesorabilmente i cosiddetti ‘corpi intermedi’, soprattutto i sindacati. Così come colpisce i partiti e le istituzioni democratiche di cui si parla tanto. Far finta di non sapere che il sindacato stenti, da anni, a rappresentare i giovani lavoratori precari e le nuove forme di povertà, con una parola gli ‘outsider’, significa aprire le praterie a chi crede di poter fare a meno della concertazione.
Per questa ragione penso che la difesa strenua e corporativa di un diritto storico come l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di fronte ad un provvedimento che si sforza di semplificare la selva dei contratti precari, sostituendoli con ‘il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti’ rappresenta più il tentativo di ritagliarsi lo spazio a difesa di una riserva indiana, piuttosto che incoraggiare, come hanno fatto i sindacati confederali nei momenti difficili del Paese, un processo riformatore utile ai più giovani e al futuro dell'Italia. Avere questa lettura delle ragioni della mobilitazione della CGIL, non può precludere, però, al riconoscimento che dalla manifestazione di sabato siano giunti molti messaggi di cui tener conto; il più importante di tutti è che molti italiani spaventati dalla crisi e dai suoi effetti, confidano nella rete di protezione-assistenza del sindacato.
‘Creare nuovo lavoro anziché tagliare i diritti di chi il lavoro ce l'ha’, è stato uno degli slogan più insistenti.
La creazione di nuovo lavoro, come sa bene la CGIL, passa principalmente dal rilancio degli investimenti e dello sviluppo che, evidentemente, è legato alla fine delle politiche di rigore e di austerity dell'Europa e, secondariamente, può trovare facilitazione nelle scelte strategiche introdotte dalla Legge di Stabilità. Indurre le imprese italiane, attraverso gli sgravi e il taglio del costo del lavoro, a ritenere conveniente l'applicazione di tipologie contrattuali stabili, significa invertire la tendenza, dei tanti governi succedutisi in questi anni, a rendere selvaggia e incivile l'attuale legislazione in materia di lavoro. Non riconoscere l'apertura di un percorso nuovo in queste misure del Governo, compresa la dura trattativa con Bruxelles sulla necessaria flessibilità per liberare risorse per lo sviluppo, suscita molte perplessità.
Alfredo Reichlin ha parlato, dopo l'esito delle recenti elezioni europee, del Pd come del Partito della Nazione. Un partito di popolo che ha una visione del futuro dell'Italia e che fa coincidere il proprio destino con quello del Paese. Concordo pienamente.
Mi permetto di dire, a questo proposito, che questo orizzonte, non esclusivamente legato ad una congiuntura elettorale, sarà raggiungibile se il Pd non sarà costretto a scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Il Pd sarà utile all'Italia se saprà raccogliere, dagli eventi del 25 Ottobre, le ragioni della sua vocazione ideale e della sua missione riformatrice”.
Non si può contemporaneamente sostenere un governo e presidiare la piazza che protesta contro quello stesso governo. Così come non si può pensare che la formula aperta e innovativa della Leopolda debba essere concepita come il contraltare ad una manifestazione sindacale.
Il 25 Ottobre di Firenze e Roma possono essere, se non assolutizzate, due facce della costruzione di un grande partito riformista, autonomo e democratico.
Di fronte alla necessità di fare riforme profonde per cambiare un Paese fermo da trent'anni, sfida incoraggiata, per la prima volta, da un consenso inedito per la sua grandezza, è sbagliato immaginare che il richiamo della foresta di una grande e bella piazza sindacale possa far scaturire un progetto politico più marcatamente identitario della sinistra.
Le piazze si ascoltano, non si demonizzano né tantomeno si strumentalizzano con finalità politiche; quando centinaia di migliaia di persone si mettono in marcia per rivendicare la difesa di un diritto, il più grande torto che si può fare loro è utilizzare quello straordinario atto di libertà di espressione come leva per costruire una nuova aggregazione politica.
In passato, tentativi ben più ridondanti di questo, sono falliti clamorosamente.
Sembrerà paradossale ma la costruzione di una forza compiutamente riformista, che l'Italia non ha mai avuto, deve poter fare proprie le istanze provenienti da Firenze e da Roma qualificandole in un progetto politico che si impoverisca nella suggestione dello scontro tra vecchio e nuovo.
In un momento di drammatica crisi economico-sociale-istituzionale, non tende a placarsi il conflitto tra politica e antipolitica, tra democrazia e populismo, nonostante l'affievolirsi dell'efficacia mediatico-politica del Movimento 5Stelle. E in questi anni di crisi, la leadership carismatica è stata, per un verso, la scorciatoia a cui far ricorso per far fronte alla fine della democrazia rappresentativa; per altro verso, invece, i leader forti hanno incoraggiato il riavvicinamento alla politica di tanti cittadini delusi.
A me sembra che il presupposto per rivendicare il primato della democrazia rappresentativa sia il riconoscere, senza timori reverenziali, la profonda crisi di rappresentanza che colpisce inesorabilmente i cosiddetti ‘corpi intermedi’, soprattutto i sindacati. Così come colpisce i partiti e le istituzioni democratiche di cui si parla tanto. Far finta di non sapere che il sindacato stenti, da anni, a rappresentare i giovani lavoratori precari e le nuove forme di povertà, con una parola gli ‘outsider’, significa aprire le praterie a chi crede di poter fare a meno della concertazione.
Per questa ragione penso che la difesa strenua e corporativa di un diritto storico come l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di fronte ad un provvedimento che si sforza di semplificare la selva dei contratti precari, sostituendoli con ‘il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti’ rappresenta più il tentativo di ritagliarsi lo spazio a difesa di una riserva indiana, piuttosto che incoraggiare, come hanno fatto i sindacati confederali nei momenti difficili del Paese, un processo riformatore utile ai più giovani e al futuro dell'Italia. Avere questa lettura delle ragioni della mobilitazione della CGIL, non può precludere, però, al riconoscimento che dalla manifestazione di sabato siano giunti molti messaggi di cui tener conto; il più importante di tutti è che molti italiani spaventati dalla crisi e dai suoi effetti, confidano nella rete di protezione-assistenza del sindacato.
‘Creare nuovo lavoro anziché tagliare i diritti di chi il lavoro ce l'ha’, è stato uno degli slogan più insistenti.
La creazione di nuovo lavoro, come sa bene la CGIL, passa principalmente dal rilancio degli investimenti e dello sviluppo che, evidentemente, è legato alla fine delle politiche di rigore e di austerity dell'Europa e, secondariamente, può trovare facilitazione nelle scelte strategiche introdotte dalla Legge di Stabilità. Indurre le imprese italiane, attraverso gli sgravi e il taglio del costo del lavoro, a ritenere conveniente l'applicazione di tipologie contrattuali stabili, significa invertire la tendenza, dei tanti governi succedutisi in questi anni, a rendere selvaggia e incivile l'attuale legislazione in materia di lavoro. Non riconoscere l'apertura di un percorso nuovo in queste misure del Governo, compresa la dura trattativa con Bruxelles sulla necessaria flessibilità per liberare risorse per lo sviluppo, suscita molte perplessità.
Alfredo Reichlin ha parlato, dopo l'esito delle recenti elezioni europee, del Pd come del Partito della Nazione. Un partito di popolo che ha una visione del futuro dell'Italia e che fa coincidere il proprio destino con quello del Paese. Concordo pienamente.
Mi permetto di dire, a questo proposito, che questo orizzonte, non esclusivamente legato ad una congiuntura elettorale, sarà raggiungibile se il Pd non sarà costretto a scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Il Pd sarà utile all'Italia se saprà raccogliere, dagli eventi del 25 Ottobre, le ragioni della sua vocazione ideale e della sua missione riformatrice”.
Michele Mazzarano - Consigliere Regionale PD
22 ottobre 2014
Emergenza igienico-sanitaria a Massafra: richiesta di intervento alla ASL Taranto
Il Partito Democratico, dopo il comizio di domenica 19/10/2014 atto a denunciare tutte le inefficienze e la disorganizzazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta e atto a promuovere soluzioni rapide affinché la differenziata possa finalmente procedere nel migliore dei modi, è preoccupato per l'emergenza igenico-sanitaria che si è venuta a determinare nella città, ormai diventata una discarica a cielo aperto.
Pertanto ieri 21/10/2014 ha ritenuto opportuno inviare una richiesta di intervento alla ASL di Taranto.
20 ottobre 2014
FINALMENTE UN REGOLAMENTO SULLE PALESTRE SCOLASTICHE
E’ stato approvato , dal consiglio comunale dell’ 8 ottobre il regolamento per la concessione in uso degli impianti sportivi annessi agli edifici scolastici di proprietà della Comune.
Grazie al lavoro del gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra, è disciplinato l'uso delle palestre ubicate nelle scuole comunali, in orario extrascolastico.
Il regolamento, promosso ed elaborato dal consigliere comunale Giuseppe Miraglia e dal gruppo consiliare PD, darà trasparenza ai rapporti di gestione e concessione delle palestre tra il Comune e le tante Società che a Massafra si occupano di sport.
Il regolamento mette ordine nella gestione degli impianti e permette a tutte le società sportive e associazioni , in possesso di determinati requisiti, di poter concorrere all'utilizzo delle Palestre ubicate nei plessi scolastici.
L’obiettivo del regolamento proposto dal PD è di favorire lo sviluppo delle attività sportive sul territorio e consentire a tutti di poter fruire al meglio gli impianti sportivi. Ma soprattutto c’è un importante vantaggio sociale in quanto si darà priorità alle realtà che propongono sport per disabili, a chi offre corsi di avviamento allo sport per i più giovani, attività per la terza età etc. Inoltre i concessionari degli impianti sportivi dovranno accogliere gratuitamente cittadini in situazioni di indigenza o disagio sociale nella misura di almeno il 20% dei partecipanti alle attività .
L’iter per l’approvazione del regolamento è stato molto lungo , c’è voluto oltre un anno e mezzo , ma la caparbietà e il lavoro dei consiglieri del PD ha prodotto uno strumento per rilanciare lo sport attraverso una più ampia offerta di attività sportive per il benessere psicofisico di tutti i cittadini .
LEGGI QUI IL REGOLAMENTO
LEGGI QUI IL REGOLAMENTO
19 ottobre 2014
COMIZIO DEL PARTITO DEMOCRATICO PER DIRE BASTA AL CAOS SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Domani, domenica 19 ottobre alle ore 19,30 in Piazza Vittorio Emanuele II a Massafra si terrà un pubblico comizio del Partito Democratico: - sul problema del servizio di raccolta dei rifiuti; -
- per invitare i cittadini a fare la raccolta differenziata o a farla meglio;
- perchè l'Amministrazione Comunale di Massafra migliori il servizio di raccolta al più presto;
- perchè i responsabili di questo scempio vadano a casa subito;
- perchè i cittadini non possono continuare a pagare per l'incompetenza di chi ci amministra.
16 ottobre 2014
14 ottobre 2014
Miccolis: Da giugno a settembre scomparsi 500mila kg di rifiuti.

Giallo sulla raccolta differenziata. Da giugno a settembre sono scomparsi 570.267
L’allarme viene leggendo i dati pubblicati dal Comune di Massafra. A giugno il totale dei rifiuti prodotti dai massafresi era di 1.486.329 kg ed ogni cittadino ne aveva prodotto 47,69 kg. Il dato di settembre è da allarme rosso. Si passa da una produzione di 47,69 Kg di giugno a solo 36,22 Kg procapite per il mese di settembre. I rifiuti raccolti a settembre sono scesi a soli 1.131.522 kg. A luglio, quando è iniziata la raccolta differenziata porta a porta per tutta Massafra, i rifiuti raccolti in città erano stati 1.400.768 kg, ad agosto erano scesi a 1.356.430 Kg ed a settembre il grande salto a soli 1.131.522 Kg.
Come è possibile che in soli tre mesi i massafresi abbiano diminuito la produzione dei rifiuti di ben 11,35 chilogrammi a testa. Da una parte si potrebbe esultare per il notevole risparmio per le casse di Palazzo di Città che potrebbe portare anche dei benefici a tutti i cittadini.
Se i rifiuti scomparsi venissero smaltiti come indifferenziato ci sarebbe stato un risparmio per il solo mese di settembre di quasi 30 mila euro.
Certo la responsabilità principale è quella dei cittadini incivili che cospargono tutto il territorio di rifiuti, ma credo che maggiore responsabilità vada agli amministratori comunali i quali ancora non riescono ad organizzare una raccolta differenziata efficiente. Il servizio è in pieno caos. La città è stracolma di rifiuti abbandonati. Centinaia e centinaia di cittadini stanno collaborando per rendere la raccolta differenziata utile all’intera città, ma la disorganizzazione mette a dura prova la grande voglia di collaborazione di tutti i massafresi.
Bisogna continuare a differenziare i rifiuti. Sono gli amministratori incapaci che stanno trasformando la nostra Tebaide d’Italia in una grande discarica a cielo aperto.
I responsabili devono dimettersi perché dopo tre anni dall’inizio della sperimentazione della differenziata non si può continuare a sbagliare.
Basta! Chi ha prodotto questo scempio deve andare a casa.
Massafra 12.10.14
Vito Miccolis
Capogruppo del PD
12 ottobre 2014
11 ottobre 2014
Continua l'impegno per la costruzione della rete idrica di Parco di Guerra
Grazie al gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra che nella seduta
dello scorso 8.10.2014 ha mantenuto il numero legale, il Consiglio Comunale ha approvato il progetto definitivo ai fini espropriativi per la COSTRUZIONE DELLA RETE IDRICA e fognaria di PARCO DI GUERRA.
Come noto grazie all'impegno del Consigliere Regionale Michele Mazzarano, della Regione Puglia e del Partito Democratico nello scorso mese di dicembre l'Acquedotto Pugliese spa, direzione di Bari presentava il progetto definitivo relativo ai lavori per la costruzione della rete idrica in località "Parco di Guerra".
Un progetto che prevede la realizzazione di 11 km di condotte interrate e la costruzione in sede propria di un piccolo impianto di sollevamento.
Un'opera notevole che andrà a beneficio degli abitanti di Parco di Guerra che l’attendono da decenni!
La Regione, il Pd ed il consigliere Mazzarano hanno profuso il massimo impegno perché l'annoso problema della mancanza della rete idrica in località Parco di Guerra fosse risolto ma si richiedeva la cooperazione di altri enti, in primis quello del Comune di Massafra.
Con l’approvazione della suddetta delibera si è fatto un significativo passo in avanti nonostante la lentezza e la farraginosità del Comune di Massafra: ma d’ora in poi non dovrà perdersi altro tempo e si dovrà procedere velocemente alla conclusione dell’iter amministrativo e all’avvio dei lavori.
Massafra, lì 10 ottobre 2014
Massafra, lì 10 ottobre 2014
10 ottobre 2014
"Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare"
“Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare”
La decisione del TAR di Lecce di respingere il ricorso presentato da una associazione temporanea di impresa, che aveva visto revocarsi l'aggiudicazione dei lavori di ammodernamento infrastrutturale del molo polisettoriale del porto di Taranto, mette, si spera, la parola fine ad un lungo periodo di attesa caratterizzato da ricorsi, controricorsi, tempi morti, sentenze della giustizia amministrativa, che hanno ritardato l'avvio di lavori necessari per il porto e lo sviluppo della sua vocazione industriale e commerciale. Tali ritardi hanno creato enormi apprensioni, vista la scelta di Taranto Container Terminal e degli azionisti Evergreen e Hutchinson di interrompere le rotte intercontinentali e la conseguente minaccia di abbandonare Taranto.
La decisione del TAR, infatti, consegna maggiore serenità ai lavoratori che temevano di perdere ogni certezza di futuro lavorativo.
Ora si auspica, visti i poteri straordinari attribuiti al Presidente dell'Autorità Portuale che ha anche funzioni commissariali, una vistosa accelerazione e il rispetto del cronoprogramma su cui si è accumulato notevole ritardo. Si spera che anche le importanti e significative opere di dragaggio dei fondali vedano quanto prima l'avvio e la realizzazione.
Evidentemente stiamo parlando di lavori che l'hub di Taranto attende da molto tempo che rappresentano la chiave per farne il porto commerciale più attrattivo e strategico del Mar Mediterraneo.
Una moderna infrastrutturazione e fondali in grado di far attraccare le navi container di ultima generazione, sono la condizione indispensabile perché il nostro smetta di essere solo il porto delle materie prime della più grande fabbrica siderurgica d'Europa, ma diventi una delle fonti principali di nuovo sviluppo e nuova occupazione.
Bari, 9 ottobre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd
09 ottobre 2014
"I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"
"I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"
Ogni tanto torna il Medioevo. È questa la sensazione che si ha di fronte alla circolare del Ministro Angelino Alfano che vieterebbe ai Comuni le trascrizioni nelle anagrafi italiane dei matrimoni tra omosessuali, celebrati all'estero.
Mentre da settori di Forza Italia, attraverso le coraggiose posizioni, di riconoscimento dei diritti delle coppie gay, dell'on Mara Carfagna, e mentre persino il Sinodo sulla famiglia, convocato da Papa Francesco, dichiara che anche nelle coppie di fatto c'è verità e santità, il Ministro Alfano compie una scelta di tipo oscurantista che nega i diritti civili alle coppie omosessuali che hanno deciso di contrarre matrimonio all'estero.
Qui non si tratta di affermare la supremazia del diritto italiano a fronte di quello di altri paesi.
Qui si tratterebbe invece di cogliere questo momento per mettere l'Italia al passo della modernità e della civiltà.
Dai Sindaci, spero dai tanti Sindaci di grandi e piccole città della Puglia, di sinistra e di destra, può venire un atto di disobbedienza ad Alfano che avrebbe il sapore di un atto di civiltà.
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd
Ospedale Grottaglie: salvare e valorizzare il punto nascita
Intervento del consigliere regionale Pd Michele Mazzarano
in merito al futuro dell’Ospedale “San Marco”
Nella proposta di piano di riordino ospedaliero presentata dall'Assessore Donato Pentassuglia, che presto sarà sottoposto alla valutazione dei rappresentanti istituzionali del territorio, bisogna fare tutti gli sforzi per salvare e valorizzare il punto nascita di Grottaglie che si distingue, nel panorama dell'offerta sanitaria provinciale, come punto di eccellenza sia per numero di parti annui, sia nello straordinario ricorso ai parti naturali, in controtendenza con altre strutture sanitarie del territorio che eccedono nel ricorso ai cesarei.
L'ostetricia e la ginecologia da una parte, e l'ortopedia e la traumatologia dall'altra, rappresentano per il San Marco due fiori all'occhiello che meritano di essere valorizzati anche per la caratura delle professionalità che vi operano.
Del resto, fino alla realizzazione e all'entrata in funzione del nuovo ospedale di Taranto, che sostituirà il S.S. Annunziata e il Moscati di Taranto e lo stesso San Marco di Grottaglie, non si può privare l'offerta sanitaria della provincia jonica di punti di eccellenza che accolgono pazienti provenienti da altri bacini di utenza.
Il confronto istituzionale con Pentassuglia, già programmato per la prossima settimana, dovrà approfondire questi aspetti accanto alle criticità ancora presenti nel percorso di rafforzamento della medicina territoriale, come nel caso della riconversione dell'ospedale di Mottola, e del potenziamento degli altri presidi.
Sono certo che l'Assessore, come sta già facendo, saprà raccogliere queste istanze.
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd
06 ottobre 2014
Lavoro: ottimo risultato della Regione e del Governo su LSU
Intervento del consigliere regionale Michele Mazzarano su LSU
Mentre il collega Pietro Lospinuso era intento a montare artatamente l'ennesima polemica contro la Regione e l'ottimo assessore Leo Caroli sulla vicenda dei Lavoratori Socialmente Utili, il Ministero del Lavoro, grazie allo straordinario impegno, su questa come su altre vertenze, del Sottosegretario Teresa Bellanova, aveva già risolto il problema, consentendo lo sblocco della convenzione della Regione Puglia.
La Regione Puglia è stata solerte, come sempre sui problemi del lavoro e della precarietà, perché a giugno ha firmato l'accordo con il Ministero del Lavoro per 10 milioni di Euro per i circa 1.200 lavoratori pugliesi.
Il ritardo di un giorno, che è stato il tempo necessario per far alzare inutili polveroni da parte di Lospinuso e dei sui colleghi di centro-destra, era dovuto al blocco della convenzione da parte della Corte dei conti che aveva ritenuto la convenzione firmata con la Puglia in contrasto con l'indirizzo della Legge di stabilità che fa divieto di aprire a nuove convenzioni.
Una volta chiarito che per la Puglia si tratta della platea storica degli Lsu, la convenzione, grazie al lavoro tempestivo del sottosegretario Bellanova, è stata sbloccata.
La vita quotidiana di centinaia di famiglie pugliesi - e tra queste, quasi duecento della provincia di Taranto - abituate a vivere nel precariato, non subiranno ulteriori deprivazioni. Le attività degli Lsu al servizio dei Comuni e delle comunità locali, non saranno interrotte.
Le nostre sollecitazioni all'assessore Caroli e al sottosegretario Bellanova si sono dimostrate più utili dei comunicati stampa di Lospinuso e company.
Michele Mazzarano
Consigliere regionale
04 ottobre 2014
A Massafra è caos sulla raccolta differenziata!!!
Mercoledì 8 Ottobre alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare in Piazza Garibaldi è convocato il Consiglio Comunale di Massafra. Tra i punti all’ordine del giorno è prevista anche la discussione delle problematiche inerenti la raccolta differenziata. Alla luce di tutti i disagi e disservizi che in questi giorni sta subendo la cittadinanza, il Gruppo Consiliare, congiuntamente a tutto il Partito Democratico di Massafra, chiede la massima mobilitazione di tutti i cittadini affinché gli stessi partecipino numerosi al detto Consiglio.
Il PD chiederà di discutere il punto come primo ordine del giorno.
In base ai dati pubblicati sulla raccolta dei rifiuti di luglio ed agosto si evince che, finalmente, a Massafra il conferimento in discarica comincia a diminuire!
Si passa, infatti, dalle 1352 tonnellate di giugno alle 992 di agosto. Nel contempo, la raccolta differenziata passa da 133 tonnellate (8,99%) a giugno a 363 (26,79%) ad agosto.
Purtroppo, se da un lato assistiamo ad un costante impegno dei massafresi nell'adoperarsi nella raccolta differenziata, dall'altro riscontriamo una totale disorganizzazione del servizio di raccolta. Come a tutti noto, da tre mesi a Massafra è cominciato il servizio di raccolta differenziata porta a porta e sono stati ritirati tutti i cassonetti stradali: l’unico modo per poter conferire i rifiuti è attendere il ritiro dei bidoncini appositi nei giorni previsti così come calendarizzato.
In realtà, quasi ogni giorno, assistiamo al mancato ritiro dei bidoncini con la conseguenza che i cittadini, non avendo alcuna altra possibilità “lecita” di liberarsi dei rifiuti, sono costretti, a riportare in casa i bidoncini, il cui contenuto, dopo alcune ore, non profuma certo di rugiada mattutina!!
Fino a qualche giorno fa, si poteva approfittare della presenza dei pochi cassonetti stradali superstiti per gettare lì il tutto, soprattutto indifferenziato e umido: ed ora? In città non vi è neppure un’isola ecologica: si prevede la sua realizzazione soltanto a partire dall’inizio di gennaio.
Nel frattempo, allora, alla faccia dell’igiene e della civiltà, i pannolini per i più piccoli, i pannoloni per i più anziani o gli escrementi degli animali domestici si devono tenere in casa fino al giorno del ritiro, che può avvenire anche la settimana dopo.
In alternativa, stando alle ultime dichiarazioni dell’Assessore Gentile, i fortunati “cittadini auto muniti” (sic!), possono andare presso il centro di conferimento in Via Ciura, ovvero fuori città, nella zona industriale, rispettando gli orari di apertura al pubblico e consegnare i propri rifiuti!! Comodità ed efficienza……non c’è che dire! È sotto gli occhi di tutti. Massafra è ormai coperta di spazzatura. Il servizio inefficiente e molte volte non fornito in svariate zone della città sta creando troppi disagi ai cittadini, che si stanno demoralizzando e stanno perdendo persino quell’entusiasmo iniziale con la conseguenza che si rischia di vanificare i risultati raggiunti fino ad ora. Dobbiamo evitare che si continuino a creare cumuli di rifiuti per le vie della città; bisogna impedire i rischi di “autocombustione spontanea” verificatisi nei giorni scorsi. È necessario e urgente che venga predisposta SUBITO un’isola ecologica, supportata da operatori, nel centro della città e non in periferia, al fine che possa essere raggiungibile da tutti i cittadini.
Il Partito Democratico ed i Giovani Democratici più volte hanno chiesto chiarimenti e fornito suggerimenti a questa amministrazione ma non abbiamo mai avuto risposte.
Per oltre due anni abbiamo chiesto l’avvio immediato della raccolta differenziata; son due anni che proviamo a suggerire e proporre differenti soluzioni: mai abbiamo riscontrato una risposta positiva da parte dell’Assessore o dell’intera Amministrazione di centrodestra.
Auspichiamo che il Consiglio Comunale di mercoledì prossimo approdi a soluzioni concrete ed immediate al fine di tranquillizzare la città ed azzerare i disagi che si stanno vivendo. Invitiamo, pertanto, i cittadini a partecipare numerosi!
Massafra, lì 03 ottobre 2014
Il Segretario del PD Massafra
Imma Semeraro
Il Capogruppo Consiliare PD
Vito Miccolis
Si passa, infatti, dalle 1352 tonnellate di giugno alle 992 di agosto. Nel contempo, la raccolta differenziata passa da 133 tonnellate (8,99%) a giugno a 363 (26,79%) ad agosto.
Purtroppo, se da un lato assistiamo ad un costante impegno dei massafresi nell'adoperarsi nella raccolta differenziata, dall'altro riscontriamo una totale disorganizzazione del servizio di raccolta. Come a tutti noto, da tre mesi a Massafra è cominciato il servizio di raccolta differenziata porta a porta e sono stati ritirati tutti i cassonetti stradali: l’unico modo per poter conferire i rifiuti è attendere il ritiro dei bidoncini appositi nei giorni previsti così come calendarizzato.
In realtà, quasi ogni giorno, assistiamo al mancato ritiro dei bidoncini con la conseguenza che i cittadini, non avendo alcuna altra possibilità “lecita” di liberarsi dei rifiuti, sono costretti, a riportare in casa i bidoncini, il cui contenuto, dopo alcune ore, non profuma certo di rugiada mattutina!!
Fino a qualche giorno fa, si poteva approfittare della presenza dei pochi cassonetti stradali superstiti per gettare lì il tutto, soprattutto indifferenziato e umido: ed ora? In città non vi è neppure un’isola ecologica: si prevede la sua realizzazione soltanto a partire dall’inizio di gennaio.
Nel frattempo, allora, alla faccia dell’igiene e della civiltà, i pannolini per i più piccoli, i pannoloni per i più anziani o gli escrementi degli animali domestici si devono tenere in casa fino al giorno del ritiro, che può avvenire anche la settimana dopo.
In alternativa, stando alle ultime dichiarazioni dell’Assessore Gentile, i fortunati “cittadini auto muniti” (sic!), possono andare presso il centro di conferimento in Via Ciura, ovvero fuori città, nella zona industriale, rispettando gli orari di apertura al pubblico e consegnare i propri rifiuti!! Comodità ed efficienza……non c’è che dire! È sotto gli occhi di tutti. Massafra è ormai coperta di spazzatura. Il servizio inefficiente e molte volte non fornito in svariate zone della città sta creando troppi disagi ai cittadini, che si stanno demoralizzando e stanno perdendo persino quell’entusiasmo iniziale con la conseguenza che si rischia di vanificare i risultati raggiunti fino ad ora. Dobbiamo evitare che si continuino a creare cumuli di rifiuti per le vie della città; bisogna impedire i rischi di “autocombustione spontanea” verificatisi nei giorni scorsi. È necessario e urgente che venga predisposta SUBITO un’isola ecologica, supportata da operatori, nel centro della città e non in periferia, al fine che possa essere raggiungibile da tutti i cittadini.
Il Partito Democratico ed i Giovani Democratici più volte hanno chiesto chiarimenti e fornito suggerimenti a questa amministrazione ma non abbiamo mai avuto risposte.
Per oltre due anni abbiamo chiesto l’avvio immediato della raccolta differenziata; son due anni che proviamo a suggerire e proporre differenti soluzioni: mai abbiamo riscontrato una risposta positiva da parte dell’Assessore o dell’intera Amministrazione di centrodestra.
Auspichiamo che il Consiglio Comunale di mercoledì prossimo approdi a soluzioni concrete ed immediate al fine di tranquillizzare la città ed azzerare i disagi che si stanno vivendo. Invitiamo, pertanto, i cittadini a partecipare numerosi!
Massafra, lì 03 ottobre 2014
Il Segretario del PD Massafra
Imma Semeraro
Il Capogruppo Consiliare PD
Vito Miccolis
02 ottobre 2014
Il consigliere regionale Pd Michele Mazzarano su Tempa Rossa
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Non basta una mozione in Consiglio regionale per nascondere le responsabilità del partito di Sel sul progetto Tempa Rossa di Taranto. Apprezzo lo spirito che anima l'iniziativa di Alfredo Cervellera, ma ho la sensazione che, anche intorno a questa vicenda, stiano prendendo il sopravvento tatticismi elettorali. Questa vicenda è stata caratterizzata da una procedura che ha registrato i pareri favorevoli espressi dal Comune, dalla Provincia di Taranto e dalla delibera di Giunta regionale del Novembre 2011. In quella giunta un esponente del Pd, Michele Pelillo, allora assessore regionale al Bilancio, mostrò la sua contrarietà al progetto, non partecipando al voto su quelle delibera. Non mi risulta che altri membri di giunta appartenenti al partito di Sel abbiano fatto altrettanto. Il Partito Democratico, da tempo, sostiene la necessità di non gravare ulteriormente il nostro territorio di investimenti che producono ulteriore carico di emissioni diffuse. Lo abbiamo fatto su ogni questione: su Ilva, Tempa Rossa, Cementir e inceneritori di ogni ordine e grado.
Ci si accorge solo ora che non esiste uno straccio di studio sul "rischio di incidente rilevante" legato all'aumento del traffico di navi, che trasporteranno greggio, nel porto di Taranto? Ci si accorge solo ora che non è mai stata prodotta una documentazione sulla VIS (valutazione di impatto sanitario) prima o sulla VDS (valutazione del danno sanitario) dopo? Ci si accorge solo ora che tale investimento produrrebbe l'incremento significativo degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici)? Ci si accorge solo ora, cioè, che la popolazione non è stata per nulla rassicurata né sulla certezza dei possibili rischi, né dall'adempimento di una lunga serie di prescrizioni che i vari Enti hanno inteso proporre? Ci si accorge solo ora che i rappresentanti di ENI, in questi quattro anni, hanno saputo solo brandire la clava del ricatto occupazione offrendo esclusivamente rassicurazioni verbali per un investimento che prevede solo nuovi trentasei posti di lavoro?
Ora, si risponde che Arpa Puglia ha prodotto, in data 25 settembre, una nuova relazione. Relazione che, a dire il vero, non aggiunge nulla a quanto precedentemente risaputo e mette solo in guardia sul mutato contesto che vive la realtà jonica. Per queste motivazioni, ho chiesto, nella seduta del Consiglio di ieri, di sospendere, aggiornare ed approfondire la discussione di merito sul progetto Tempa Rossa. Che venga fatto in commissione con tutti gli assessori competenti e tutti i soggetti titolati ad esprimere valutazioni di merito a partire dal Comune di Taranto i cui poteri, su questa materia, sono rilevanti. Subito dopo si può tornare in Consiglio regionale per le determinazioni conseguenti. Tale proposta è stata fatta propria e rafforzata dal Presidente Introna e raccolta dal collega Cervellera, primo firmatario della mozione.
I problemi del territorio jonico meritano serietà, non operazioni di facciata che servono a scaricare altrove le proprie responsabilità.
Taranto ha bisogno di essere salvaguardata, rassicurata, ascoltata e risarcita.
Bari, 1 ottobre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd
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