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31 marzo 2010

•In Italia sempre piรน Giovani disoccupati

Vola a febbraio il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), attestandosi a quota 28,2%. La disoccupazione tra i giovani cresce di 0,8 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Lo rende noto l'Istat nella stima provvisoria di febbraio relativa a occupati e disoccupati. I tecnici dell'Istituto sottolineano che il tasso italiano รจ superiore di 7,6 punti rispetto a quello relativo alla Ue-27 (20,6%). Resta stabile invece il tasso complessivo a 8,5%, con una variazione congiunturale nulla ma in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Il mese scorso sono stati persi 395 mila posti di lavoro. A perdere il lavoro sono stati soprattutto gli uomini: 294 mila a fronte di 101mila donne.

•Epurazioni al TG1

'Al Tg1 e' in corso una epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore'. Dicono Rizzo Nervo e Van Straten. I due consiglieri di amministrazione Rai hanno aggiunto: 'Quanto sta avvenendo al Tg1 e' il segno di un'arroganza che calpesta regole aziendali e dignitร  personali'. 'Nessuna epurazione, solo ricambio generazionale: ha detto Minzolini sull'allontanamento dal video di alcuni giornalisti come Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario.
L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, chiede il reintegro dei tre e parla di "delirio di onnipotenza" di un "direttore nei fatti dimezzato", un abuso di potere consentito "dall'acquiescenza del direttore generale" Mauro Masi. E in una nota il comitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come "un precedente molto grave", un provvedimento che "sembra confermare la volontร  del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme "

•Mazzarano: "Siederรฒ in Consiglio per rispetto dei miei elettori"

•Mazzarano (Pd) eletto «Le accuse non sono state credute»

Michele Mazzarano, candidato del Pd autosospesosi dalla campagna elettorale e da responsabile dell’organizzazione del partito in relazione al presunto coinvolgimento nell’inchiesta sulle tangenti pagate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini, รจ stato ugualmente eletto in consiglio regionale. Dopo aver osservato un silenzio di otto giorni e aver chiuso il comitato elettorale, la sua idea adesso รจ quella di sedere in assemblea. «Circa 4.100 dei 6.340 voti raccolti sono arrivati nella mia Massafra— ha spiegato ieri— che ha risposto con affetto e solidarietร  alle ombre piovute su di me. Andrรฒ in consiglio». L’ultimo segretario regionale dei Ds ha ulteriormente motivato la sua decisione. «รˆ come se ci fosse stata una reazione democratica rispetto a quanto accaduto. Io ho effettivamente sospeso la campagna, annullato tutti gli appuntamenti elettorali e spento il cellulare— ha aggiunto Mazzarano — ma ho preso atto che le persone mi hanno sostenuto ugualmente». E con il disimpegno annunciato come la mettiamo adesso? «Ho detto sabato 20 marzo, dopo aver appreso le notizie dalla stampa, che avrei sospeso la campagna e mi sarei dimesso dalle cariche di partito. L’ho fatto. Ad oggi non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e il mio legale attende ancora di sapere della mia iscrizione sul registro degli indagati» ha concluso.

Piero Rossano
Corriere della Sera-Corriere del Mezzogiorno
31 marzo 2010

28 marzo 2010

•Chiusura Campagna elettorale di Michele Mazzarano

«Domenica andrรฒ al seggio, farรฒ il mio dovere, eserciterรฒ il mio diritto, metterรฒ una croce sul nome del presidente Vendola, sul simbolo del Partito Democratico e scriverรฒ accanto Mazzarano, perchรฉ mi fido di lui».
Con queste parole, ieri sera, Michele Mazzarano ha concluso il comizio di chiusura della campagna elettorale del Pd.
Il candidato che, sabato scorso, in seguito ad una fuga di notizie secondo la quale sarebbe stato tirato in ballo da Tarantini nell’inchiesta sulla sanitร , aveva ritirato la sua candidatura, รจ tornato a parlare in Piazza Garibaldi, gremita di gente per l’occasione. «Ho scelto che questa fosse la serata – ha esordito Mazzarano, motivando il suo intervento – in cui tornare a far sentire la mia voce, non perchรฉ voglia mettere in discussione quello che ho fatto una settimana fa ma perchรฉ รจ giusto rendervi grazie per quello che รจ accaduto in questa settimana. Il vostro affetto, la vostra capacitร  spontanea di rimettere in moto la campagna elettorale sono state la forza che mi hanno consentito stasera di tornare su questo palco, di tornare a parlare alla mia cittร , ai tanti amici e compagni di Palagiano, Castellaneta, Mottola, Grottaglie, Manduria, Crispiano che hanno deciso da soli di disubbidire, di dire che potevano anche fare diversamente da quello che avevo deciso io».
«In giorni di una sofferenza atroce, in cui si viene colpiti da una violenza inaudita e da una ridondanza nazionale – ha continuato - ci sono solo due modi per non cadere giรน e rimanere in piedi: ascoltare la propria coscienza e poter andare in giro ancora a testa alta, guardando in faccia e negli occhi i miei cari prima e tutti voi dopo; ascoltare voi tutte le volte in cui mi avete detto “non mollare, vai avanti, siamo tutti con te”». E ha ribadito: «Non sono qui per mettere in discussione quello che ho deciso sabato scorso. Quando ho deciso di dimettermi ho deciso di dare un segnale di stile, di differenza, in un Paese in cui puรฒ accadere tutto ed esponenti del centro-destra continuano imperterriti a far finta di nulla, in cui si fa straccio delle istituzioni, delle regole, si crea quotidianamente il conflitto tra i poteri dello Stato e si fa una campagna elettorale velenosa ».

26 marzo 2010

Stasera parla Michele MAZZARANO












Stasera alle ore 20 in Piazza Garibaldi a Massafra, pubblico comizio del Partito Democratico. Parlerร  Michele Mazzarano. Le motivazioni vi saranno chiare stasera. Quindi partecipate numerosi e invitate i vostri amici. Michele non รจ ritornato sui suoi passi, quindi le sue dimissioni dalla segreteria del PD Puglia e il ritiro simbolico della sua candidatura restano, ovviamente resta anche la nostra convizione di fare eleggere Michele Mazzarano votandolo il 28 e il 29 Marzo.Un voto a lui ha ormai una doppia validitร . La prima validitร  sta in quella morale, di appoggio e sostegno alla sua persona per rivendicare le sue ragioni e le nostre, quella di rivendicare un senso democratico del nostro paese dove la magistratura deve fare il suo corso liberamente, ma la fuga di notizie, nonchรจ anche infondate, servono solo a destabilizzare l'elettorato. Non si puรฒ fare politica infangando l'avversario, ma si deve fare politica presentando idee e progetti, in modo che la gente possa valutarli e capire quali sono i migliori.La seconda validitร , nonchรจ quella principale, sta nel far eleggere Michele Mazzarano, per tutte quelle motivazioni che ci avevano spinto a votare Michele anche prima di questa storia, e cioรจ la ferma volontร  di affrontare i problemi del territorio e di sfruttare al massimo le risorse che la Puglia ha e che in questi anni Nichi Vendola ha saputo scoprire e rigenerare sostenendo, per il governo della nostra Regione, poitici, nello stesso tempo giovani ed esperti. Uomini che si sono preparati per affrontare sfide essenziali per il benessere della comunitร  e Michele Mazzarano, forte delle esperienze vissute e maturo per il bagaglio culturale e politico acquisito, รจ all'altezza di questa sfida.




Per questo votate e fate votare Michele Mazzarano.



http://michelemazzarano.blogspot.com/

25 marzo 2010

MAZZARANO: MAI PRESO SOLDI, QUERELO TARANTINI

''Se Tarantini avesse davvero reso le dichiarazioni che gli vengono attribuite, provvederรฒ a sporgere querela nei suoi confronti”. Lo dichiara in una nota l'esponente del Pd Michele Mazzarano, dopo aver appreso che l'imprenditore Gianpaolo Tarantini avrebbe detto agli inquirenti di avergli corrisposto una tangente di 10.000 euro.
Mazzarano nei giorni scorsi si รจ dimesso da coordinatore regionale del Pd ed ha rinunciato alla candidatura al consiglio regionale dopo aver saputo di essere coinvolto in un’inchiesta sulla sanitร  pugliese.
“Continuo a leggere – afferma – di dichiarazioni che sembrano una nuova puntata del festival della menzogna. Alla menzogna rispondo con la veritร : mai ho percepito tangenti, nรจ da Tarantini nรจ da altri. Dopo aver subito un attentato ai miei diritti elettorali, questa ennesima fuga di notizie attenta alla mia dignitร  di uomo e di dirigente politico. Chiedo con forza a coloro che ne hanno il potere di fermare questa barbarie”.
In proposito l’avv.Giovanni Di Cagno, legale di Mazzarano, annuncia in una nota che domani chiederร  formalmente alla procura di Bari “di attivarsi per accertare le responsabilitร ” di quella che definisce “una nuova gravissima fuga di notizie”. “Qualcuno – aggiunge il legale – ed escludo siano i magistrati, continua a passare agli organi di stampa notizie che dovrebbero essere rigorosamente coperte da segreto, quali il contenuto di interrogatori resi in fase istruttoria. La magistratura – conclude – non puรฒ assistere passivamente al reiterarsi di questo sconcio”.

IL GOVERNO DELLE TASSE

Con il governo Berlusconi la pressione fiscale ha raggiunto "un livello record". Gli italiani nel 2010 bruceranno sei mesi di stipendio, rimettendolo nelle mani dell'amministrazione tributaria.Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in una intervista al Tg5. "In due anni -ha premesso il leader dei Democratici - c'รจ stata una disattenzione totale sui problemi del lavoro: ci siamo persi nei processi brevi, medi e lunghi, ma in sede economico sociale si รจ fatto poco o nulla. Noi dobbiamo fare un piano anti-crisi con investimenti immediati che diano un pรฒ di lavoro subito, mettere un pรฒ di soldi in tasca ai redditi piรน bassi, affinchรจ i consumi possano ripartire, dare un pรฒ di respiro alle piccole e medie imprese anche attraverso la leva fiscale. Berlusconi dice - ha aggiunto Bersani - che noi alzeremmo le tasse; in realtร  noi siamo stati i primi a tagliare l'Ici alle famiglie, mentre loro hanno aumentato la pressione fiscale a livelli record: quest'anno lavoreremo per lo Stato e per le tasse fino al 23 giugno: un record".

Pierluigi Bersani ha un rammarico: quello di non essere riuscito a realizzare un confronto politico a tutto campo in Tv con Berlusconi. ''Lui - ha sottolineato - preferisce slogan e comizi senza interlocutori''. Rispondendo alla domanda sul perchรฉ il confronto sia diventato uno scontro, Bersani ha detto: ''Perche', unico Paese al mondo, da noi non c'รจ mai un confronto tra i contendenti davanti ai cittadini. Si passa da un comizio all'altro, dove ognuno dice la sua e quindi abbiamo una campagna elettorale priva di concretezza, fatta di proclami, e questa non รจ una buona cosa. Ho proposto - ha concluso Bersani - un modo diverso di fare, con un confrontosui temi concreti che stanno totalmente sfuggendo dai riflettori, temi economici, temi sociali, tema dei redditi, delle tasse. Di questo bisogna parlare perchรฉ se ci limitiamo agli slogan e ai comizi, facciamo un pessimo servizio al Paese''.

I numeri del crollo dell' occupazione in Italia

Ma i numeri complessivi dicono tutto della pesantezza della crisi. Se si guarda dentro le cifre, si riscoprono i vecchi mali italiani. Piรน della metร  dei posti persi concentra nel Mezzogiorno con 194.000 unitร  in meno (-3% a fronte del -1,6% su base nazionale) mentre il Nord perde 161.000 unitร  (-1,3%) e il Centro appena 25.000 (-0,5%). Le persone in cerca di occupazione nel Sud tuttavia aumentano di appena 12.000 unitร  soprattutto a causa dell'effetto scoraggiamento sulla possibilitร  di trovare un lavoro dell'aumento dell'inattivitร . Il settore che ha subito la maggiore contrazione รจ l'industria in senso stretto (- 214.000 posti) seguita dall'agricoltura (-21.000 posti) e dalle costruzioni (- 26.000 unitร ).

Sono stati i precari, i collaboratori e i piccoli imprenditori i lavoratori piรน colpiti dalla crisi economica. Su 380.000 posti persi infatti 211.000 sono posizioni lavorative indipendenti (collaboratori, piccoli imprenditori ecc) mentre 169.000 sono dipendenti (171.000 in meno gli occupati a termine a fronte di un lievissimo aumento tra i rapporti a tempo indeterminato). Sono piรน gli uomini a perdere lavoro (274.000 unitร  in meno contro le 105.000delle donne). Ma la platea di donne occupate resta molto piรน ristretta rispetto a quella maschile. A sud lavora meno di una donna su tre, mentre a nord una su due.

Tanto che nel Mezzogiorno aumentano gli inattivi: che non hanno e non cercano lavoro. «Attualmente 500mila lavoratori sono in cig, e ne usciranno presto», attacca il senatore Tiziano Treu. Come dire: il numero di espulsi potrebbe raddoppiare. «I dati sono impressionanti, รจ inaccettabile ignorarli», dichiara Fulvio Fammoni della Cgil.

Occupazione, crollo record: persi 380mila posti nel 2009

L'Italia continua a perdere posti di lavoro. Ieri sono arrivati i dati definitivi dell'Istat sulla disoccupazione nel 2009 che certificano il primo calo di posti su base annua dal 1995. Gli occupati sono infatti diminuiti di 380 mila unitร  rispetto alla media 2008 con un tasso di disoccupazione salito al 7,8% dal 6,8% del 2008. Come previsto le punte piรน critiche di mancanza di lavoro si concentrano nel sud dove si sono persi quasi 200 mila posti ma anche al nord sono senza occupazione 161 mila persone. Nel complesso il tasso di occupazione รจ pari al 57,1%, con una diminuzione dell' 1,4% rispetto al quarto trimestre 2008 mentre il numero delle persone in cerca di occupazione ha raggiunto quota 2milioni 145 mila unitร  (+369.000 unitร ), con un aumento del 20,8% rispetto al quarto trimestre 2008. Il Partito Democratico e sindacati sono assai preoccupati per le ricadute delle mancanza di lavoro sulla tenuta sociale del Paese.

Per Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera «gli ultimi dati Istat confermano la gravitร  della caduta dell'occupazione. Tra il 2008 e il 2009 sono stati persi quasi 400 mila posti di lavoro ma soprattutto quello che il ministro Sacconi dimentica sempre di dirci รจ che il dato piรน rilevante รจ costituito dal tasso di attivitร  che si attesta al 57,5% con un calo dell'1,2% ed รจ tra i piรน bassi dell'Ue. Sottovalutare ancora i problemi occupazionali sarebbe colpevole». Preoccupati i sindacati. la Cgil li giudica «impressionanti» e chiede al Governo di «non ignorarli» perchรฉ «continuare a far finta di niente non รจ accettabile».