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31 ottobre 2014

Lanfranco Rossi: Subito la copertura dei Parchi minerali!


Lo sblocco dell’utilizzo del 1.2 miliardi di euro, che la famiglia Riva aveva  trasferito in un paradiso fiscale delle isole inglesi dello stretto della Manica, danno nuovo impulso alle opere di ambientalizzazione dell’Ilva.
Con la sentenza del Gip di Milano, gli investimenti ambientali prescritti dall’AIA, divenuta legge dello Stato l’8 maggio 2014, hanno una nuova spinta ed un nuovo vigore per l'ambientalizzazione  dello Stabilimento siderurgico.
Con l’utilizzo, di questa grande quantità di denaro, le opere di costruzione delle coperture dei Parchi dei Minerali, che i cittadini del rione Tamburi per primi, e l’intera città di Taranto, con l’intera comunità Jonica aspettano da tempo, finalmente saranno realizzati.
Il crono programma allegato all’approvazione del piano ambientale, prevede tempi certi per la realizzazione.  La prima grande opera, che la comunità tarantina vuole vedere da subito, è la copertura dei Parchi, sia il Parco Minerali area stoccaggio (ferro) che i Parchi dell’agglomerato nord e agglomerato sud. Il parco più grande, ha una dimensione progettuale: 700 mt di lunghezza, di 262 mt di larghezza ed una altezza di 80 mt, per una superficie coperta di 183.400 mq. Questa opera di ingegneria, doveva iniziare a costruirsi a settembre 2014, assegnata alla ditta Cimolai, con un importo di 99 milioni di euro. Questa può essere iniziata da subito, dopo l’ultima e definitiva approvazione del Ministero dell’Ambiente.
Il costo complessivo  delle coperture dei parchi, approvati dal piano ambientale è di 405.159.000 euro, di questi sono stati emessi ordini per 208.512.000 euro. Tengo a dire che l’intero piano ambientale approvato ha emesso ordini fino al maggio del 2014 per somme complessive di 575.580.000 euro.
La sentenza del giudice di Milano, dà una grande speranza per la realizzazione di queste immense opere di ammodernamento della più grande fabbrica del mezzogiorno e della Puglia.
In virtù di quanto accaduto con la sentenza di Milano, la quale dà una prima risposta al processo concreto di ambientalizzazione, il Partito Democratico di Taranto, con il suo intero gruppo dirigente, vigilerà sull'attuazione del piano ambientale e sul processo di vendita che si avvierà successivamente.
In merito alle trattative di vendita che il governo sta portando avanti, il PD tarantino pone molta attenzione sui pretendenti, i quali devono chiarire gli aspetti cruciali dei loro piani di acquisto.
Ad esempio, Arcelor Mittal deve spiegare, perché intende aggiungere alla  capacità produttiva degli 8 milioni di tonnellate previsti dall’AIA, altri due milioni raggiungendo i 10 milioni di tonnellate annue, quando ha eccedenze di produzione negli altri stabilimenti sparsi in Europa, dove ne produce complessivamente 90 milioni.
Il Piano Industriale è strategico al processo di vendita, in quanto deve stabilire le effettive condizioni in grado di garantire che non si tratti di una acquisizione aggressiva, magari orientata alla prospettiva di ridimensionamento del centro siderurgico di Taranto.
Relativamente alle notizie di trattative in corso, con più gruppi industriali interessati all’acquisto dell’ILVA in cui si propone di costituire una new company che acquisisca gli impianti e il personale senza i pesi della vecchia Ilva (conteziosi, risarcimenti ecc.) da mettere in una bad company, a nostro parere occorre che siano introdotte severe garanzie ambientali per la futura produzione industriale; insomma:  si vende per produrre acciaio che non inquina.
Il tema è individuare un partner industriale in grado di accogliere la sfida di trasformare Taranto nel laboratorio più avanzato di Europa della produzione di acciaio verde, della massima qualità e rispettoso tanto dell’ambiente quanto della salute umana. Così come previsto dal piano ambientale, approvato con il decreto che recepisce il piano Ronchi dove si fa riferimento all’uso del pre-ridotto, che riduce il peso nel ciclo produttivo di agglomerato e cokerie, responsabili della emissione di diossina e benzoapirene e consentirebbe di produrre acciaio pulito, come sottolinea lo stesso DPCM sul piano ambientale.
Taranto deve essere la capitale dell’acciaio con i più elevati standars di qualità ecosostenibile.
In tal senso, sarebbe opportuno che lo Stato sia presente nel capitale sociale con una significativa quota di sorveglianza, per presidiare gli interessi pubblici rilevanti. Sarebbe opportuno che questa presenza pubblica sia condivisa anche dalla Regione Puglia.
Lanfranco Rossi
Responsabile provinciale ambiente e territorio PD Taranto

30 ottobre 2014

Sblocco di 1,2 miliardi per l'ILVA

Il partito democratico esprime la sua grande soddisfazione per lo sblocco del miliardo e 200 milioni, sequestrati dalla magistratura di Milano, che saranno utilizzati per l’ambientalizzazione dell’ILVA di Taranto. Per la prima volta, il principio che chi inquina paga, recepito dalle leggi per Taranto, viene concretamente attuato. Si tratta di un risultato straordinario che ripaga dell’impegno profuso il PD e tutti coloro che si sono battuti per tenere insieme due diritti fondamentali: l’ambiente e il lavoro. Questa scommessa, in cui i democratici hanno caparbiamente creduto e che ha prodotto ben 5 provvedimenti legislativi, oggi sta avendo successo. Le leggi approvate per Taranto stanno funzionando non solo perché consentono di mettere a disposizione del risanamento ambientale importanti risorse, ma anche perché consentono di snellire le procedure burocratiche e, quindi, di procedere in tempi brevi ad attuare le prescrizioni dell’A.I.A. - diventata legge -, che rappresentano l’unico modo per rendere l’azienda siderurgica ecosostenibile. Invece, chi ha scommesso sul fallimento della possibilità di coniugare ambiente e lavoro ed ha puntato sulla chiusura della fabbrica, oggi non può che riconoscere la validità delle leggi approvate per Taranto. Il provvedimento di sbocco di 1,2 miliardi rappresenta l’apertura di una fase nuova che contribuisce a salvaguardare i posti di migliaia di lavoratori, ma rappresenta, con i lavori di ambientalizzazione, anche una importante opportunità per l’economia del territorio. 
il segretario provinciale del PD di Taranto
 Walter Musillo

IL 118 DI MASSAFRA NON CHIUDE !!

Gazzetta del Mezzogiorno del 30/10/2014

Estratto dalla proposta di Riorganizzazione della Rete dell'Emergenza Urgenza della Regione Puglia

Mazzarano: Ilva, finalmente chi inquina paga.

La decisione del Tribunale di Milano di sbloccare le risorse finanziarie, sottoposte a sequestro preventivo, per il risanamento ambientale dell'Ilva di Taranto rappresenta un fatto eccezionale dal punto di vista giuridico e sancisce in modo evidente l'applicazione del sacrosanto principio secondo cui "chi inquina paga".
Il tribunale spiega con chiarezza che nel conflitto tra i diritti proprietari e gli interessi costituzionalmente rilevanti al diritto all'ambiente salubre, al lavoro e alla salute, i secondi primeggiano sui primi.
Siamo di fronte ad una decisione di grande rilievo giuridico resa possibile dalla forza legislativa dei provvedimenti che i Governi Letta e Renzi hanno messo in fila e dal lavoro correttivo svolto dal parlamento e in modo particolare dai parlamentari del Pd.
Lo sblocco dei 1.2 miliardi di Euro di risorse viene accolto con un grande sospiro di sollievo. Una decisione diversa avrebbe fatto ripiombare Taranto in una drammatica spirale che avrebbe messo in angoscia migliaia di famiglie di lavoratori e azzerato le speranze di chi crede che si possa conciliare produzione e salute.
Ora bisogna accelerare sulla strada del risanamento ambientale dello stabilimento e della rigorosa ottemperanza, in un cronoprogramma certo, delle prescrizioni dell'AIA.
Non ci sono più alibi. Non c'è più tempo da perdere.
Bari, 29 ottobre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd

27 ottobre 2014

MAZZARANO: “IL PD È PIÙ GRANDE DELLA LEOPOLDA E DI PIAZZA SAN GIOVANNI”

“Non siamo costretti a dover scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Assecondare slanci avanguardisti o riflessi minoritari sarebbe un errore di fronte alle emergenze del Paese.
Non si può contemporaneamente sostenere un governo e presidiare la piazza che protesta contro quello stesso governo. Così come non si può pensare che la formula aperta e innovativa della Leopolda debba essere concepita come il contraltare ad una manifestazione sindacale.
Il 25 Ottobre di Firenze e Roma possono essere, se non assolutizzate, due facce della costruzione di un grande partito riformista, autonomo e democratico.
Di fronte alla necessità di fare riforme profonde per cambiare un Paese fermo da trent'anni, sfida incoraggiata, per la prima volta, da un consenso inedito per la sua grandezza, è sbagliato immaginare che il richiamo della foresta di una grande e bella piazza sindacale possa far scaturire un progetto politico più marcatamente identitario della sinistra.
Le piazze si ascoltano, non si demonizzano né tantomeno si strumentalizzano con finalità politiche; quando centinaia di migliaia di persone si mettono in marcia per rivendicare la difesa di un diritto, il più grande torto che si può fare loro è utilizzare quello straordinario atto di libertà di espressione come leva per costruire una nuova aggregazione politica.
In passato, tentativi ben più ridondanti di questo, sono falliti clamorosamente.
Sembrerà paradossale ma la costruzione di una forza compiutamente riformista, che l'Italia non ha mai avuto, deve poter fare proprie le istanze provenienti da Firenze e da Roma qualificandole in un progetto politico che si impoverisca nella suggestione dello scontro tra vecchio e nuovo.
In un momento di drammatica crisi economico-sociale-istituzionale, non tende a placarsi il conflitto tra politica e antipolitica, tra democrazia e populismo, nonostante l'affievolirsi dell'efficacia mediatico-politica del Movimento 5Stelle. E in questi anni di crisi, la leadership carismatica è stata, per un verso, la scorciatoia a cui far ricorso per far fronte alla fine della democrazia rappresentativa; per altro verso, invece, i leader forti hanno incoraggiato il riavvicinamento alla politica di tanti cittadini delusi.
A me sembra che il presupposto per rivendicare il primato della democrazia rappresentativa sia il riconoscere, senza timori reverenziali, la profonda crisi di rappresentanza che colpisce inesorabilmente i cosiddetti ‘corpi intermedi’, soprattutto i sindacati. Così come colpisce i partiti e le istituzioni democratiche di cui si parla tanto. Far finta di non sapere che il sindacato stenti, da anni, a rappresentare i giovani lavoratori precari e le nuove forme di povertà, con una parola gli ‘outsider’, significa aprire le praterie a chi crede di poter fare a meno della concertazione.
Per questa ragione penso che la difesa strenua e corporativa di un diritto storico come l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di fronte ad un provvedimento che si sforza di semplificare la selva dei contratti precari, sostituendoli con ‘il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti’ rappresenta più il tentativo di ritagliarsi lo spazio a difesa di una riserva indiana, piuttosto che incoraggiare, come hanno fatto i sindacati confederali nei momenti difficili del Paese, un processo riformatore utile ai più giovani e al futuro dell'Italia. Avere questa lettura delle ragioni della mobilitazione della CGIL, non può precludere, però, al riconoscimento che dalla manifestazione di sabato siano giunti molti messaggi di cui tener conto; il più importante di tutti è che molti italiani spaventati dalla crisi e dai suoi effetti, confidano nella rete di protezione-assistenza del sindacato.
‘Creare nuovo lavoro anziché tagliare i diritti di chi il lavoro ce l'ha’, è stato uno degli slogan più insistenti.
La creazione di nuovo lavoro, come sa bene la CGIL, passa principalmente dal rilancio degli investimenti e dello sviluppo che, evidentemente, è legato alla fine delle politiche di rigore e di austerity dell'Europa e, secondariamente, può trovare facilitazione nelle scelte strategiche introdotte dalla Legge di Stabilità. Indurre le imprese italiane, attraverso gli sgravi e il taglio del costo del lavoro, a ritenere conveniente l'applicazione di tipologie contrattuali stabili, significa invertire la tendenza, dei tanti governi succedutisi in questi anni, a rendere selvaggia e incivile l'attuale legislazione in materia di lavoro. Non riconoscere l'apertura di un percorso nuovo in queste misure del Governo, compresa la dura trattativa con Bruxelles sulla necessaria flessibilità per liberare risorse per lo sviluppo, suscita molte perplessità.
Alfredo Reichlin ha parlato, dopo l'esito delle recenti elezioni europee, del Pd come del Partito della Nazione. Un partito di popolo che ha una visione del futuro dell'Italia e che fa coincidere il proprio destino con quello del Paese. Concordo pienamente.
Mi permetto di dire, a questo proposito, che questo orizzonte, non esclusivamente legato ad una congiuntura elettorale, sarà raggiungibile se il Pd non sarà costretto a scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Il Pd sarà utile all'Italia se saprà raccogliere, dagli eventi del 25 Ottobre, le ragioni della sua vocazione ideale e della sua missione riformatrice”.

Michele Mazzarano - Consigliere Regionale PD

22 ottobre 2014

Emergenza igienico-sanitaria a Massafra: richiesta di intervento alla ASL Taranto

Il Partito Democratico, dopo il comizio di domenica 19/10/2014 atto a denunciare tutte le inefficienze e la disorganizzazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta e atto a promuovere soluzioni rapide affinché la differenziata possa finalmente procedere nel migliore dei modi, è preoccupato per l'emergenza igenico-sanitaria che si è venuta a determinare nella città, ormai diventata una discarica a cielo aperto.
Pertanto ieri 21/10/2014 ha ritenuto opportuno inviare una richiesta di intervento alla ASL di Taranto.


20 ottobre 2014

FINALMENTE UN REGOLAMENTO SULLE PALESTRE SCOLASTICHE

E’ stato approvato , dal consiglio comunale dell’ 8 ottobre il regolamento per la concessione in uso degli impianti sportivi annessi agli edifici scolastici di proprietà della Comune. Grazie al lavoro del gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra, è disciplinato l'uso delle palestre ubicate nelle scuole comunali, in orario extrascolastico. Il regolamento, promosso ed elaborato dal consigliere comunale Giuseppe Miraglia e dal gruppo consiliare PD, darà trasparenza ai rapporti di gestione e concessione delle palestre tra il Comune e le tante Società che a Massafra si occupano di sport. Il regolamento mette ordine nella gestione degli impianti e permette a tutte le società sportive e associazioni , in possesso di determinati requisiti, di poter concorrere all'utilizzo delle Palestre ubicate nei plessi scolastici. L’obiettivo del regolamento proposto dal PD è di favorire lo sviluppo delle attività sportive sul territorio e consentire a tutti di poter fruire al meglio gli impianti sportivi. Ma soprattutto c’è un importante vantaggio sociale in quanto si darà priorità alle realtà che propongono sport per disabili, a chi offre corsi di avviamento allo sport per i più giovani, attività per la terza età etc. Inoltre i concessionari degli impianti sportivi dovranno accogliere gratuitamente cittadini in situazioni di indigenza o disagio sociale nella misura di almeno il 20% dei partecipanti alle attività . L’iter per l’approvazione del regolamento è stato molto lungo , c’è voluto oltre un anno e mezzo , ma la caparbietà e il lavoro dei consiglieri del PD ha prodotto uno strumento per rilanciare lo sport attraverso una più ampia offerta di attività sportive per il benessere psicofisico di tutti i cittadini .

 LEGGI QUI IL REGOLAMENTO

19 ottobre 2014

COMIZIO DEL PARTITO DEMOCRATICO PER DIRE BASTA AL CAOS SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Domani, domenica 19 ottobre alle ore 19,30 in Piazza Vittorio Emanuele II a Massafra si terrà un pubblico comizio del Partito Democratico: - sul problema del servizio di raccolta dei rifiuti; -

  •  per invitare i cittadini a fare la raccolta differenziata o a farla meglio; 
  • perchè l'Amministrazione Comunale di Massafra migliori il servizio di raccolta al più presto; 
  • perchè i responsabili di questo scempio vadano a casa subito;
  • perchè i cittadini non possono continuare a pagare per l'incompetenza di chi ci amministra. 
 La disorganizzazione e l'inefficienza del servizio di raccolta dei rifiuti sta riducendo la città ad una discarica a cielo aperto. Bidoncini non ritirati, isole ecologiche inesistenti, completa disinformazione. E' arrivato il momento di dire BASTA!!! Pertanto invitiamo tutti i cittadini a partecipare al comizio di domani sera al quale interverranno:


  • Angelo Notaristefano, Segretario dei Giovani Democratici Massafra 
  • Imma Semeraro, Segretario PD Massafra - 
  • Il Gruppo consiliare del PD di Massafra (Vito Miccolis Giuseppe Miraglia Giovanni Quero) 
  •  Michele Mazzarano, Consigliere Regionale PD
  • 14 ottobre 2014

    Miccolis: Da giugno a settembre scomparsi 500mila kg di rifiuti.


    Giallo sulla raccolta differenziata. Da giugno a settembre sono scomparsi 570.267
    chilogrammi di rifiuti. Dove e come sono stati smaltiti? 

      L’allarme viene leggendo i dati pubblicati dal Comune di Massafra. A giugno il totale dei rifiuti prodotti  dai massafresi era di 1.486.329 kg ed ogni cittadino ne aveva prodotto 47,69 kg. Il dato di settembre è da allarme rosso. Si passa da una produzione di 47,69 Kg di giugno a solo 36,22 Kg  procapite per il mese di settembre. I rifiuti raccolti a settembre sono scesi a soli 1.131.522 kg.  A luglio, quando è iniziata la raccolta differenziata porta a porta per tutta Massafra, i rifiuti raccolti in città erano stati 1.400.768 kg, ad agosto erano scesi a 1.356.430 Kg ed a settembre il grande salto a soli 1.131.522 Kg. 
      Come è possibile che in soli tre mesi i massafresi abbiano diminuito la produzione dei rifiuti  di ben 11,35 chilogrammi a testa. Da una parte si potrebbe esultare per il notevole risparmio per le casse di Palazzo di Città che potrebbe portare anche dei benefici a tutti i cittadini.  
      Se i rifiuti scomparsi venissero smaltiti come  indifferenziato ci sarebbe stato un risparmio per il solo mese di settembre di quasi 30 mila euro. 
      Ma si ha il sospetto che i rifiuti scomparsi si trovino sparsi in tutto il territorio cittadinoInfatti basta fare un giro sia in città che nelle periferie per scoprire le  tante buste di spazzatura abbandonate. 
      Certo la responsabilità principale è quella dei cittadini incivili che cospargono tutto il territorio di rifiuti, ma credo che maggiore responsabilità vada agli amministratori comunali i quali ancora non riescono ad organizzare una raccolta differenziata efficiente.   Il servizio è in pieno caos. La città è stracolma di rifiuti abbandonati.  Centinaia e centinaia di cittadini stanno collaborando  per rendere la raccolta differenziata utile all’intera città, ma la disorganizzazione mette a dura prova la grande voglia di collaborazione di tutti i massafresi.
      Bisogna continuare  a differenziare i rifiuti. Sono gli amministratori incapaci che stanno trasformando la nostra Tebaide d’Italia in una grande discarica a cielo aperto. 
      I responsabili devono dimettersi perché dopo tre anni dall’inizio della sperimentazione della differenziata non si può continuare a sbagliare. 
      Basta! Chi ha prodotto questo scempio deve andare a casa.  
    Massafra 12.10.14
                                                                Vito Miccolis

                                                                 Capogruppo del PD

    11 ottobre 2014

    Continua l'impegno per la costruzione della rete idrica di Parco di Guerra

    Grazie al gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra che nella seduta dello scorso 8.10.2014 ha mantenuto il numero legale, il Consiglio Comunale ha approvato il progetto definitivo ai fini espropriativi per la COSTRUZIONE DELLA RETE IDRICA e fognaria di PARCO DI GUERRA. Come noto grazie all'impegno del Consigliere Regionale Michele Mazzarano, della Regione Puglia e del Partito Democratico nello scorso mese di dicembre l'Acquedotto Pugliese spa, direzione di Bari presentava il progetto definitivo relativo ai lavori per la costruzione della rete idrica in località "Parco di Guerra". Un progetto che prevede la realizzazione di 11 km di condotte interrate e la costruzione in sede propria di un piccolo impianto di sollevamento. Un'opera notevole che andrà a beneficio degli abitanti di Parco di Guerra che l’attendono da decenni! La Regione, il Pd ed il consigliere Mazzarano hanno profuso il massimo impegno perché l'annoso problema della mancanza della rete idrica in località Parco di Guerra fosse risolto ma si richiedeva la cooperazione di altri enti, in primis quello del Comune di Massafra. Con l’approvazione della suddetta delibera si è fatto un significativo passo in avanti nonostante la lentezza e la farraginosità del Comune di Massafra: ma d’ora in poi non dovrà perdersi altro tempo e si dovrà procedere velocemente alla conclusione dell’iter amministrativo e all’avvio dei lavori. 

    Massafra, lì 10 ottobre 2014

    10 ottobre 2014

    "Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare"

    Michele Mazzarano consigliere regionale del Pd:
    “Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare” 

    La decisione del TAR di Lecce di respingere il ricorso presentato da una associazione temporanea di impresa, che aveva visto revocarsi l'aggiudicazione dei lavori di ammodernamento infrastrutturale del molo polisettoriale del porto di Taranto, mette, si spera, la parola fine ad un lungo periodo di attesa caratterizzato da ricorsi, controricorsi, tempi morti, sentenze della giustizia amministrativa, che hanno ritardato l'avvio di lavori necessari per il porto e lo sviluppo della sua vocazione industriale e commerciale. Tali ritardi hanno creato enormi apprensioni, vista la scelta di Taranto Container Terminal e degli azionisti Evergreen e Hutchinson di interrompere le rotte intercontinentali e la conseguente minaccia di abbandonare Taranto.
    La decisione del TAR, infatti, consegna maggiore serenità ai lavoratori che temevano di perdere ogni certezza di futuro lavorativo.
    Ora si auspica, visti i poteri straordinari attribuiti al Presidente dell'Autorità Portuale che ha anche funzioni commissariali, una vistosa accelerazione e il rispetto del cronoprogramma su cui si è accumulato notevole ritardo. Si spera che anche le importanti e significative opere di dragaggio dei fondali vedano quanto prima l'avvio e la realizzazione.
    Evidentemente stiamo parlando di lavori che l'hub di Taranto attende da molto tempo che rappresentano la chiave per farne il porto commerciale più attrattivo e strategico del Mar Mediterraneo.
    Una moderna infrastrutturazione e fondali in grado di far attraccare le navi container di ultima generazione, sono la condizione indispensabile perché il nostro smetta di essere solo il porto delle materie prime della più grande fabbrica siderurgica d'Europa, ma diventi una delle fonti principali di nuovo sviluppo e nuova occupazione.

    Bari, 9 ottobre 2014
    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd

    09 ottobre 2014

    "I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"


    Il consigliere regionale Michele Mazzarano:
    "I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"

    Ogni tanto torna il Medioevo. È questa la sensazione che si ha di fronte alla circolare del Ministro Angelino Alfano che vieterebbe ai Comuni le trascrizioni nelle anagrafi italiane dei matrimoni tra omosessuali, celebrati all'estero.
    Mentre da settori di Forza Italia, attraverso le coraggiose posizioni, di riconoscimento dei diritti delle coppie gay, dell'on Mara Carfagna, e mentre persino il Sinodo sulla famiglia, convocato da Papa Francesco, dichiara che anche nelle coppie di fatto c'è verità e santità, il Ministro Alfano compie una scelta di tipo oscurantista che nega i diritti civili alle coppie omosessuali che hanno deciso di contrarre matrimonio all'estero.
    Qui non si tratta di affermare la supremazia del diritto italiano a fronte di quello di altri paesi.
    Qui si tratterebbe invece di cogliere questo momento per mettere l'Italia al passo della modernità e della civiltà.
    Dai Sindaci, spero dai tanti Sindaci di grandi e piccole città della Puglia, di sinistra e di destra, può venire un atto di disobbedienza ad Alfano che avrebbe il sapore di un atto di civiltà.

    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd