
Solo grazie all’intervento del nonno e di un passante è stato evitato il peggio. Ancora oggi le due bambine vivono nel timore di imbattersi nei randagi e sono seguita da uno psicologo. L’esempio è solo uno dei tanti casi che si sono verificati in città. In periferia, come in pieno centro, i randagi vivono in branchi che raggiungono a volte anche le venti unità. Una situazione intollerabile per il Pd che al Comune chiede interventi tempestivi e chiarezza nella gestione del problema. “La presenza dei cittadini, come dei veterinari e di molti giovani alla conferenza - riferisce il capogruppo del Pd, Vito Miccolis - ci ha stupiti, ma rafforza il nostro appello per una situazione di forte allarme sulla qualità della vita che esiste a Massafra”. La popolazione canina destinata ai canili di Palagiano, Statte e Ginosa è sempre la stessa, intanto i randagi proliferano fuori e questo fa vivere i massafresi nella paura. “Le braccianti agricole - racconta la responsabile all'ambiente del Pd di Massafra, Claudia Delli Santi - hanno timore di andare a lavorare perchè spesso si imbattono nei branchi di cani. E’ necessario che si creino le condizioni per un equilibrio tra salute pubblica, animali e cittadini. Al di là delle sterilizzazioni, dell’anagrafe canina, dei microchip e della realizzazione di un canile esiste l’esigenza di debellare il fenomeno dilagante del randagismo a cominciare da una più chiara gestione del problema. Chiediamo più trasparenza negli atti che riguardano l’affidamento dei randagi ai canili affinchè si spazzino via i dubbi sugli interessi privati che ruotano attorno a questo fenomeno che, chissà perchè, è maggiormente concentrato nel Mezzogiorno. Non è possibile fare business sulla pelle degli animali”.