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OTTAVA FESTA DE L'UNITÀ: "SÌ RIPARTE, INSIEME."

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IL 5 GIUGNO 2016 VOTA PARTITO DEMOCRATICO. VOTA IDA CARDILLO SINDACA.

ECCOCI.

C'E' UNA POLITICA CON LA SCHIENA DRITTA CARICA DI ENTUSIASMO E VOGLIA DI FARE , PARTECIPA E SEGUI ANCHE TU IL PARTITO DEMOCRATICO DI MASSAFRA

31 maggio 2008

Le conseguenze dell'abbattimento dell'Ici , Il governo taglia il fondo per le donne , sud , sport e trasporti



Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione. E' un atto gravissimo che, a parte gli annunci, chiarisce la reale intenzione dell'esecutivo Berlusconi sulle donne e sulle politiche sociali in genere. Così la senatrice Vittoria Franco ministra ombra delle Pari Opportunità, commentando i dati riportati oggi dal Sole 24 ore sulla copertura del taglio dell'Ici, ed aggiunge: "Vorrei capire cosa intende fare la ministra Mara Carfagna".Per Vittoria Franco, "appare comunque chiara la visione del governo Berlusconi su questa questione. Si vuole ricondurre il problema della violenza contro le donne all'immigrazione, quando il fenomeno è molto più complesso e riguarda per lo più la violenza familiare. Sulla vicenda presenterò oggi stesso un'interrogazione parlamentare rivolta alla ministra Carfagna, al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al Presidente del Consiglio"."Sono indignata, ma anche amareggiata per i livelli di cinismo che, con questa destra, può raggiungere la politica". Barbara Pollastrini, ex Ministra dei Diritti e delle Pari Opportunità, promotrice di quel Piano nazionale contro la violenza alle donne sostenuto nella Finanziaria 2008, definisce questa intenzione dell'esecutivo una vera e propria "vergogna"."Durante la campagna elettorale - prosegue la deputata del Pd - hanno fatto promesse sull'onda di delitti efferati e di drammi che hanno annichilito le donne. In concreto, vediamo il trionfo dell'indifferenza". Infatti, ricorda l'esponente del Pd, "si intende tagliare il Fondo destinato alla prevenzione, ai numeri verdi, all'informazione a quante si sentano minacciate, ai centri antiviolenza, alle case per le donne maltrattate e offese, al monitoraggio delle molestie"."In Parlamento e nella società, con una rete di donne e uomini consapevoli - conclude Barbara Pollastrini - sveleremo una dopo l'altra le cattive intenzioni del governo e incalzeremo perchè vengano riparati errori e malefatte. Tanto più quando in discussione sono le donne e i loro diritti umani".Oggi la parlamentare modenese del Pd Manuela Ghizzoni denuncia che la scure dell'esecutivo si abbatterà su polisportive e società affini. Sono spariti, infatti, i 214 milioni di euro destinati, nel triennio 2008/2010, allo sport di base e allo sport per i disabili. “Si colpiscono – dice la Ghizzoniquelle realtà che cercano di rendere lo sport accessibile a tutti, senza discrimine di reddito o di abilità”.

RIDUZIONE DEI FONDI :
  • Piano nazionale sulla sicurezza stradale (-17,5 milioni)
  • Recupero Centri Storici (-30 milioni)
  • Mobilità Salerno-Reggio Calabria , Stretto di Messina (-49 milioni)
  • Accordi aziendali e territoriali per la stabilizzazione dei lavoratori precari (-25 milioni)
  • Monitoraggio per rischio sismico (-48,8 milioni)
  • Incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marino ( -241 milioni)
  • Sviluppo del trasporto pubblico locale (-377 milioni)
  • Ammodernamento della rete idrica nazionale (-70 milioni )
  • Linea ferroviaria Roma-Pescara (-162 milioni)
  • Infrastrutture ferroviarie (-30 milioni)
  • Autostrade del mare (-10 milioni)
  • Potenziamento dell'informatizzazione pubblica (-31,5 milioni)
  • Passaggio al digitale terrestre (-20 milioni)
  • Demolizione degli ecomostri (-45 milioni)
  • Piano nazionale contro la violenza alle donne (-20 milioni)
  • incentivi all'occupazione dei lavoratori socialmente utili (-165 milioni)
  • Sostegno commercio internazionale (-142 milioni)
  • Fondo forestazione e riforestazione (-150 milioni)
  • Contributo Comitato Italiano Paralimpico (-4 milioni)
  • Promozione dello sport di massa (-95 milioni )
  • Incentivi all' occupazione (-165 milioni)

Nel decreto fiscale i tagli alle spese per trasporti, infrastrutture e Sud

La copertura dei costi della detassazione dell'Ici sull'abitazione principale e delle componenti dello stipendio legate alla produttività – stimati in circa 2,4 miliardi di euro per il 2008 e 2,2 per il 2009 – deriva fondamentalmente da tre fonti (si veda di ieri). In primo luogo, viene riconvertito il piano per le infrastrutture in Calabria e Sicilia che comprende stanziamenti – pari a quasi 1,4 miliardi – per opere stradali, autostradali e per il Ponte sullo stretto. In secondo luogo, vengono apportate modifiche a numerose disposizioni della Finanziaria 2008 e del milleproroghe (legge 31/08) con un recupero, solo per quest'anno, di 656 milioni. Si va dalle riduzioni ai fondi destinati al piano nazionale sulla sicurezza stradale (-17,5 milioni) a quelle per gli accordi aziendali e territoriali per la stabilizzazione dei lavoratori precari (-25 milioni), dai tagli al del monitoraggio per rischio sismico (-48,8 milioni) a quelli agli incentivi per il cinema. Più di un miliardo produrrà poi la cancellazione, o la forte limitazione, di ben 72 voci di spesa già autorizzate e non ancora eseguite. L'elenco completo di questi tagli, allegato al Dl n. 93/08, è stato reso noto solo ieri. Si tratta di riduzioni «dolorose», come ha sottolineato il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi . Soppresse , oltre alle micro-spese dalle manifestazioni sportive alle sponsorizzazioni di eventi culturali – vengono colpiti tuttavia anche capitoli e investimenti strategici. Contrariamente a quanto trapelato fino a martedì sera, per esempio, sono stati bloccati i fondi (77 milioni all'anno da qui al 2010) per il potenziamento delle cosiddette " autostrade le mare" e quelli per lo sviluppo del trasporto pubblico locale (113 milioni nel 2008). Sempre in materia di infrastrutture i cordoni della borsa sono stati stretti anche per l'ammodernamento della rete idrica nazionale (30 milioni solo quest'anno , e 40 per i prossimi due anni), della linea ferroviaria Roma-Pescara (162 milioni in tre anni) e dei sistemi di trasporto urbano (36 milioni fino al 2010).Altri soldi sono stati reperiti sopprimendo la dotazione per la banda larga (50 milioni), quella per il passaggio al digitale terrestre (20 milioni), il fondo per la riforestazione ( 150 milioni in tre anni) e quello per la demolizione degli ecomostri (45 milioni dal 2008 al 2010). Si è fatto cassa inoltre con gli stanziamenti per le isole minori (20 milioni all'anno per tre anni), per i danni agricoli in Sicilia (50 milioni), per il piano contro la violenza alle donne (20), per le Regioni con elevato deficit sanitario (14) e per la quota statale dell'8 per mille (60). Non sono passati indenni al setaccio del taglia-spese, infine, il potenziamento dell'informatizzazione pubblica (31,5 milioni fino al 2010) e gli incentivi all'occupazione dei lavoratori socialmente utili (165 milioni in tre anni).
Discorso a parte per l'Alitalia. Il decreto legge n. 93/08 trasforma il prestito-ponte disposto prima delle elezioni di aprile in una ricapitalizzazione, sia pure temporanea, della compagnia di bandiera. I 300 milioni di euro erogati con il decreto legge n. 80 adesso potranno essere utilizzati – come precisa la relazione tecnica che accompagna il testo anche «per fare fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale», circostanza che viceversa impedirebbe allo Stato di privatizzare o risanare la società. Il finanziamento sarà coperto con 205 milioni decurtati dai 306 complessivi assegnati al «Fondo competitività e sviluppo» previsto dalla Finanziaria 2007 (nel quale erano già confluite le risorse del «Fondo per le aree sottoutilizzate» e del «Fondo unico per gli incentivi alle imprese »). Ulteriori 85 milioni saranno ricavati dai 100 in dotazione al «Fondo finanza d'impresa» (istituito sempre dalla Finanziaria 2007), mentre i restanti 10 milioni saranno recuperati dal bilancio del ministero del Welfare. I soldi, in ogni caso, dovranno essere rimborsati entro la fine del 2008 o entro un mese dall'eventuale cessione di Alitalia

«Il Sole 24 Ore 29/05/08»




30 maggio 2008

MASSAFRA: MAGLIA NERA NELLA DIFFERENZIATA

Dal Partito Democratico di Massafra sono preoccupati per l’andamento e la crescita della raccolta differenziata nella città ionica e più in generale nel bacino dell’ Ato Ta/1.
Ad intervenire sulla questione è Vito Miccolis, coordinatore cittadino del partito.
Indica le cifre di quella che qualche settimana fa il Governatore Pugliese Nichi Vendola indicò come "percentuali inguardabili per la raccolta differenziata". "5.074.620 chili raccolti di indifferenziata nei primi 4 mesi dell’anno, mentre la differenziata ammonta a soli 77.205 chili. Una percentuale pari all’ 1,499 %. In tutta la Puglia - afferma Miccolis - Massafra è superata in negativo solo da Lizzano, che ha una percentuale di 1,466, ma con un dato che si riferisce solo ai primi tre mesi del 2008. Massafra - continua il coordinatore del Pd - ha la maglia nera nell’Ato Ta/1". Palmariggi (oltre il 47,6%) e San Paolo Civitate (oltre il 37,9%) le città con una maggiore percentuale di raccolta differenziata nella regione pugliese, mentre tra le 15 Ato pugliesi la Ta/1 (che comprende i comuni di Taranto, Massafra, Martina Franca, Montemesola, Castellaneta, Crispiano, Laterza, Ginosa, Mottola, Palagianello,Palagiano e Statte) è la penultima nella speciale classifica (poco più del 6%), davanti solo alla Ato Br/2. Miccolis allora parla di responsabilità
e nel mirino non può che finire il centrodestra. Per Massafra, che ha una maggioranza destrorsa, e per l’Ato Ta/1, di cui è presidente Martino Tamburrano, tra l’altro sindaco di Massafra. La sentenza del Consiglio di Stato che ha tenuto banco in queste ultime settimane? Colpa della destra: "Per le note responsabilità dei sindaci di centro destra la sentenza del Consiglio di Stato ha aumentato di circa il 60% la tariffa di conferimento per i Comuni dell’ATO TA/1 - afferma Miccolis -. Ora le amministrazioni comunali dei dodici comuni devono organizzare una più efficiente raccolta differenziata. Per ogni tonnellata, che non si porta in discarica, i cittadini risparmieranno 83,73 euro". Nello specifico interviene sulla situazione di Massafra, parlando di una situazione tragica: "Nel Comune di Massafra siamo ad una vera e propria emergenza. Gli amministratori del centro destra hanno sottovalutato, e continuano a farlo, i dati che mensilmente inviano all’assessorato regionale all’ecologia. In città è difficile trovare dei cassonetti per la differenziata, quando si ha la fortuna di individuare dove sono allocati, sono sempre stracolmi. Sembra che solo ogni quindici giorni viene effettuata lo svuotamento deicassonetti della differenziata. Allora non risparmia critiche: "l’ennesimo regalo che i nostri cittadini hanno dalla giunta Tamburrano. Basterebbero solo dei piccoli accorgimenti per evitare questo disastro economico. A Massafra in molti quartieri la raccolta viene fatta porta a porta, ma tutti i rifiuti prelevati inquesto modo finiscono nella indifferenziata. Inoltre spesso si assiste all’immissione diretta nei cassonetti degli imballaggi delle attività commerciali. Chiediamo agli amministratori di potenziare immediatamente la raccolta differenziata per evitare ai cittadini di pagare più tasse". Chiude con il punto economico sulla città delle Gravine, riguardante naturalmente la raccolta dei rifiuti: "Per i primi quattro mesi del 2008 Massafra pagherà per lo smaltimento dei rifiuti 424.846 euro. Portando la differenziata dall’ 1,499% al 10% significherebbe risparmiare 10mila euro al mese. Una bella cifra che Massafra non si può permettere di "bruciare" per l’incapacità del centro destra".

[[ Graziano Fonsino Corriere del Giorno 29/05/08]]


MAZZARANO NON HA DUBBI : «TARANTO DEVE CONTARE DI PIÙ»


«Ci troviamo a vivere una fase concitatissima della vita del partito. Stiamo facendo una battaglia che va condotta con tutti i mezzi per arrivare all’obiettivo che è quello di dare una marcata rappresentatività al territorio ionico alle prese con gravi problemi» .
Michele Mazzarano , vicesegretario regionale del Partito democratico, alla riunione di maggioranza dell’altro giorno a Bari c’era e ha preso atto di una situazione che, al momento, vede le richieste del Pd ionico attualmente relegate in una posizione di attesa dal presidente della Regione, Vendola. Una situazione che ha visto il segretario provinciale del Pd, Donato Pentassuglia, alzarsi dal tavolo e andar via sbattendo la porta così forte che gli stipiti della stanza del presidente Vendola stanno ancora tremando. E annunciare le dimissioni dalla carica
di segretario provinciale.
«La reazione di Pentassuglia - aggiunge Mazzarano - è stata una reazione legittima. Quello che dobbiamo cercare di fare, adesso, è capire come orientare la discussione sapendo che, quello della rappresentatività è un tema che risponde alle esigenze del territorio e non di ricerca di poltrone. Una rappresentazione di questo tipo data dell’azione del Pd ionico è falsa e populistica».
Insomma Mazzarano, il Pd ionico adesso si trova impeganto su due fronti: quello della Regione e quello del Comune di Taranto.
«Beh, per quanto riguarda il Comune, a breve ci sarà un incontro tra i vertici cittadini del Pd e il sindaco Stefàno. Noi, comunque, teniamo fermo il punto della costruzione dell’unità del centrosinistra perchè è quello l’orizzonte verso cui guardiamo»
Nel frattempo il sindaco agli otto consiglieri del Pd preferisce l’unico dell’Udc.
«Certe improvvisazioni non fanno bene a questo percorso. Si tratta di gesti estemporanei che non hanno fondamento strategico sia politico che amministrativo. Non c’è dubbio che noi vogliamo fare il bene della città e pensiamo ad un governo cittadino il più solido possibile».
Ritiene che non ci siano più margini di ricucitura a livello regionale?
«Non credo che la discussione si sia chiusa definitivamente ieri (martedì , ndr). Nei prossimi giorni i vertici regionali dovranno tornare ad incontrarsi per trovare un punto di condivisione e, soprattutto, apportare quelle correzioni politiche e programmatiche per rendere forte il patto di fine legislatura».
Intanto il capogruppo in Regione del Pd, Maniglio, parla di “armare i territori”.
«Una posizione che mi sento di condividere perchè intesa nell’ottica che i territori devono contare di più. Francamente nella giunta del presidente Vendola c’è una eccessiva presenza di
assessori tecnici che sono quasi tutti rappresentativi di quella parte politica la cui rappresentanza parlamentare si è estinta nelle ultime elezioni».
Ritiene troppo morbida la posizione del segretario regionale, Emiliano?
«Assolutamente no. Più semplicemente Michele (Emiliano, ndr) non ha ritenuto quella la sede per porre quelle questioni. È chiaro che non devono esserci tentennamenti così come non serve con Vendola la corsa a chi è più populista. Piuttosto serve dare al Pd una stabilità e una rappresentatività nel governo della Regione che tenga conto di alcuni deficit e difficoltà territoriali.
Tornando ai rapproti Pd-Comune di Taranto. C’è il consigliere comunale Bitetti che afferma di ritenersi estraneo alla decisione di andare ad incontrare il sindaco Stefàno
«Guardi, lunedì pomeriggio c’è stato il coordinamento cittadino del partito che al termine della discussione ha dato mandato alla segretaria cittadina e al suo vice di inviare una richiesta formale al sindaco e alla sua maggioranza di un incontro prima del voto sul bilancio. Per cui...».

[[Pierpaolo D’Auria , Corriere del Giorno , 29/05/08]]

29 maggio 2008

Abolito il ''SALVA RETE4''


Il decreto recante «Misure urgenti per l’attuazione degli obblighi comunitari» è stato approvato dall’ Aula della Camera con 282 sì e 250 no. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato e scade l’8 giugno. Il decreto contiene, tra l’altro, norme in materia televisiva che hanno scatenato un duro scontro tra maggioranza e opposizione, risolto poi con un compromesso politico, e interviene sulle convenzioni autostradali rilasciate dall’Anas, che vengono approvate "per legge", compresa quella di Autostrade per l’Italia. Ieri, intanto, un’intesa sulla vicenda delle norme in materia televisive inserite dal governo nel decreto sugli "Obblighi comunitari" si è trovata. Un ’compromessò con l’opposizione, che ha visto l’esecutivo modificare il suo emendamento, togliendo una parte del comma 3 che si prestava ad un’interpretazione in favore delle reti televisive esistenti, e che aveva portato a ribattezzare la norma "Salva Rete4". In cambio ha ottenuto la fine dell’ostruzionismo, che metteva a rischio la conversione del decreto che scade l’8 giugno e deve ancora andare al Senato, anche se Pd e Idv hanno votato comunque contro il provvedimento. Una decisione che ha portato il leader del Pd, Walter Veltroni, ad affermare che «il governo ha provato una forzatura ed è stato battuto dall’opposizione che ha esercitato le sue prerogative». Durante le dichiarazioni di voto Di Pietro si è rivolto a Berlusconi, assente: «Signor presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei anche se è assente. Le dico che "nun se pò fà". Non si può fare che lei utilizzi le istituzioni e il Parlamento per piegare le leggi a suo vantaggio. Lo ha fatto nella scorsa legislatura con le leggi sulla giustizia, che le hanno permesso di svincolare nei processi a suo carico. Lo ha rifatto questa volta con una norma che salva comunque la sua Rete4 e ha introdotto un "pedaggio selvaggio" nel settore autostradale»

Rifiuti in discarica. Sindaci a confronto

Riunione fiume stamattina dell’Ato Ta /1 presieduto dal sindaco Tamburrano. I sindaci dei Comuni del versante occidentale, capoluogo compreso, sono alle prese con l’aumento del costo per lo smaltimento dei rifiuti alla discarica Cisa. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha portato, come è noto, la tariffa a 83 euro rispetto ai 57 precedenti, cercano di stabilire una strategia per affrontare la batosta. “Quella di oggi è stata una riunione proficua - ha commentato il sindaco di Mottola, Giovanni Quero. Mentre infatti tra le ipotesi più accreditate per sostenere la spesa relativa al pregresso da versare per il conferimento in discarica sembra essere quella di trovare un accordo con i gestori sulla rateizzazione delle somme, l’Ato ha approvato stamattina il bilancio di previsione per il 2008. “Questo permette di accedere ai finanziamenti regionali per la raccolta differenziata. L’11 giugno, poi, verrà istituito il consorzio Ato. Un passaggio importante perché conferisce veste giuridica all’Ambito”. Per quanto riguarda gli aumenti : “Quelli sono dovuti. Noi - il Comune di Mottola - ci siamo già adeguati alla nuova tariffa. Per il pregresso la legge dà 120 giorni di tempo per pagare il dovuto. Vedremo se ci sarà la possibilità della rateizzazione”. Una possibilità sulla quale anche il gestore della Cisa non si era detto contrario, purché ci sia un segnale da parte dei Comuni di mettersi in regola. Oggi erano assenti il comune di Crispiano e di Laterza mentre il sindaco di Palagiano, Rocco Ressa ha abbandonato la riunione in segno di protesta contestando lo stesso presidente dell’Ato

28 maggio 2008

Rapinata banca a Massafra sottratti 10mila euro


Rapinata banca a Massafra sottratti 10mila euro.
Stamattina, intorno alle ore 10.50, un malvivente in parte travisato da occhiali da sole irrompeva nella filiale massafrese della Banca Carime , sita nel centralissimo Corso Italia, e minacciando gli impiegati con un taglierino rapinava una cliente e le casse per un bottino della somma contante di circa 10 mila euro. Sull'accaduto sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri della Stazione di Massafra e del NORM della locale Compagnia .
Purtroppo , non è un caso isolato , negli scorsi giorni si sono susseguite altre rapine.
Una rapina è stata messa segno ieri pomeriggio nella filiale della banca Carime di Taranto, in Corso Umberto. L’episodio è avvenuto intorno alle 15 , il bandito è fuggito con 10mila euro .
Un’altra rapina è stata portata a segno ai danni di una stazione di servizio in viale Unità d’Italia sempre a Taranto, impossessandosi dell’incasso, 160 euro. Infine, verso le 7,30 di lunedì, si è verificata una rapina presso un edicola di Statte.

27 maggio 2008

Ostruzionismo su "salva-Rete4" La maggioranza è già in affanno

Maggioranza in affanno per l'ostruzionismo dell'opposizione che è riuscita anche in una manovra di sgambetto al governo su un emendamento minore e per un pelo non ha fatto saltare la seduta per mancanza di numero legale al mattino. Il confronto è infatti su un decreto "milleproroghe" che riguarda argomenti disparati ma nel quale il governo aveva "nascosto" una norma sulle frequenze tv da assegnare che di fatto sanava la situazione delle rete Mediaset in modo da "dribblare" la sentenza di condanna della Corte Europea.
«È un blitz». Così lo definisce la ministro-ombra delle Comunicazioni del Pd, Giovanna Melandri, conversando con i giornalisti in Transatlantico prima che in aula inizi la discussione. La scelta del governo di inserire quell'emendamento nel primo decreto legge da far passare «dimostra una strana fretta». E la Melandri annuncia che «il Pd farà ostruzionismo sia alla Camera che al Senato». La battaglia iniziata da Antonio Di Pietro la settimana scorsa ora coinvolge anche tutto il Partito democratico.
La maggioranza e il governo si trovano spiazzati. Già per un soffio non cadono in un primo trabocchetto sull'appello nominale per l'avvio della seduta. L'opposizione esce. E mancano 10 deputati del Pdl. La maggioranza non cade solo perché l'Udc, mantenendo la sua presenza nell'Emiciclo, garantisce il quorum necessario per la validità del voto. In più i 14 interventi già programmati dall'Idv per fare ostruzionismo non possono essere conteggiati assenti. Il capogruppo Fabrizio Cicchitto e il suo vice Maurizio Lupi si mettono a verificare chi sono gli assenti. Si prende tempo.
Nel frattempo il vicepresidente dei deputati del Popolo della Libertà, Italo Bocchino esprime tutta la sua amarezza nel constatare le difficoltà inaspettate. Accusa l'opposizione di paralizzare di fatto il Parlamento non permettendo all'Assemblea di occuparsi del pacchetto sicurezza, dell'emergenza rifiuti, dei provvedimenti fiscali. Come se fosse colpa dell'opposizione di aver introdotto la norma "salva-Rete4" nelle prime decisioni dell'esecutivo.
«L'opposizione - protesa Bocchino - disattende quanto detto in campagna elettorale quando ci aveva parlato di cambio registro, di dialogo, e di fine dell'anti berlusconismo che tanti danni ha creato alla sinistra». Quindi ha il coraggio di accusare l'opposizione «che ancora una volta fa battaglie personali e non pensa al bene del Paese».Ma poi il governo annuncia che ripresenterà il cosiddetto emendamento "salva Rete 4" sulla base di una nuova formulazione. Lo annuncia in aula a Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La seduta alla Camera viene quindi sospesa per riprendere alle ore 15. Ma modifiche sostanziali non se ne vedono. E l'opposizione mette a segno un altro sgambetto.
L'emendamento respinto riguardava una parte minore del dispositivo, su «norme a tutela della fauna selvatica», che è stato bocciato con 240 voti contrari e 238 sì, quindi per due voti di scarto.
L'opposizione, a sorpresa, dopo la votazione dell'emendamento precedente non ha fatto dichiarazioni di voto. Lo scrutinio è quindi avvenuto a brevissima distanza dal precedente, prendendo alla sprovvista i deputati di maggioranza che pensavano sarebbe passato più tempo e in parte avevano lasciato l'aula. Dalla mattina è stata questa la quarta votazione che la maggioranza è riuscita a fare la Camera, alle prese con l'ostruzionismo dell'opposizione. Restano una quarantina di voti prima di concludere gli emendamenti sul decreto “milleproroghe” che contiene anche la contestata convenzione Anas-Autostrade per l'Italia e, ultimo, l’ancor più contestato articolo aggiuntivo sulla tv digitale terrestre: la cosiddetta norma “salva- Rete 4”.
Il governo ha annunciato che il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani sta lavorando con i tecnici a recepire delle proposte dell'opposizione per migliorare la norma. Ma intanto il Pdl si vendica e dice «no a Leoluca Orlando e ad un esponente dell'Italia dei valori alla commissione permanete di Vigilanza Rai. Per il capogruppo Cicchitto l'opposizione deve proporre «un nome come Castagnetti e Migliavacca». Se no, niente.
L'Idv perciò chiede formalmente un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Siamo in un'emergenza democratica, il primo atto del presidente del Consiglio tende a salvare la sua azienda non dai comunisti ma dalle decisioni dell'Unione europea», denuncia Massimo Donadi capogruppo dell'Idv alla Camera. E Giuseppe Giulietti invita il Pd a bloccare per protesta verso il veto a Orlando il rinnovo del Cda Rai.

Noi, Sud orgoglioso

Noi vogliamo essere il Sud orgoglioso di essere il contrario di questa iconografia maledetta per cui al Sud deve andare sempre a finire tutto in un precipizio, e il Sud della 'monnezza' diventa addirittura metafora. Vogliamo essere la metafora ma anche la pratica di un Sud che sulla 'monnezzà costruisce un percorso di sviluppo, di economia e di cultura dell’ambiente». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando oggi in un incontro con i giornalisti una campagna di comunicazione per la raccolta differenziata in Puglia «Mi rifiuto di fare il rifiuto» che avrà un costo, attraverso i fondi Por, di 745.000 euro e coinvolgerà televisioni, giornali, radio, scuole, ma anche famiglie attraverso mailing list, i Comuni con affissioni di manifesti e distribuzione di materiali. La campagna è stata promossa dall’assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, guidato dall’assessore Michele Losappio, e dal Settore Comunicazione istituzionale della Regione Puglia, diretto da Eugenio Iorio. Primi due momenti strategici, secondo Vendola, la diffusione dell’acquisto, da parte dei cittadini, di prodotti senza imballaggio e la crescita della raccolta differenziata. «Dal mondo nel quale il rifiuto e' un problema dobbiamo passare nel mondo in cui il rifiuto diventa una risorsa, una opportunità, una chance, una possibilità di un nuovo modello di sviluppo». Per Vendola, comincia quindi in Puglia «una partita fondamentale, quella che vede coniugarsi le responsabilità degli amministratori locali con le responsabilità dei cittadini». Secondo il presidente della Regione Puglia, è questo il momento migliore per aprire in Puglia un percorso di cambiamento radicale nelle abitudini quotidiane, negli stili, sia di amministrazione sia di vita quotidiana. «E' il momento migliore - ha detto – perchè abbiamo tutti quanti di fronte le immagini che nella crisi dei rifiuti campana ci dicono davvero quale può essere l’esito paradossale del combinato disposto di irresponsabilità della politica e di pigrizia nei comportamenti anche individuali». Bisogna, quindi, secondo Vendola, «cambiare paradigma radicalmente». E affrontare la questione del governo del ciclo dei rifiuti «dentro la sua complessità non pensando che ci possa essere una bacchetta magica, una strada salvifica: sono diverse e coordinate le azioni che bisogna mettere in campo». Bisogna cominciare dalla diminuzione della produzione dei rifiuti che riguarda la «capacità nostra – ha detto – di coordinarci con il sistema della distribuzione commerciale». L'imballaggio che 'imprigionà un prodotto – ha ricordato Vendola – determina un sovraprezzo che può essere del 20-30% e un cittadino che vuole affrontare questa crisi annunciata deve sapere che ci sono prodotti che possono essere acquistati alla spina, senza imballaggio. L'altra strada che sarà percorsa in Puglia è quella della raccolta differenziata, che mette al centro il tema del recupero della materia. «Tra le tante cose che hanno turbato nella vicenda campana – ha detto Vendola – quella che considero particolarmente fastidiosa è la crisi economica delle aziende del riciclo di materia per mancanza di materia. Un’azienda che ricicla plastica che si trova a rischiare di dover chiudere perchè manca plastica mentre contemporaneamente ci sono per strada sei milioni di tonnellate di rifiuti, è indicativa di un esito paradossale». Il recupero di materia «significa che bisogna costruire gli impianti, altro che cultura del 'no', bisogna costruire gli impianti della selezione della frazione secca e di quella umida e che quella umida può tornare in natura attraverso gli impianti di compostaggio e la materia recuperata può alimentare un circuito di occupazione ed economico virtuoso». E c'è una porzione limitata che deve finire in discarica, possibilmente dopo un processo di biostabilizzazione e questo significa impianti di biostabilizzazione. Alla fine del percorso – ha ricordato Vendola – «c'è anche il tema della termovalorizzazione. La nostra impostazione – ha ribadito – ieri, oggi e domani è che si termovalorizza il combustibile da rifiuti, il Cdr, non si termovalorizza il tal quale, perchè termovalorizzare il tal quale in centrali di grande taglia significa andare verso un’altra prospettiva, quella che il ciclo dei rifiuti diventa una porzione dell’industria energetica e impianti di grande taglia perchè vadano a regime hanno bisogno di essere alimentati da una tale quantità di rifiuti che alla fine è del tutto evidente che la raccolta differenziata diventa un orpello retorico ma non una scelta strategica. Noi abbiamo un termovalorizzatore in funzione, abbiamo una condizione che ci consente oggi non solo di affrontare i nostri problemi nel momento in cui stiamo per inaugurare i primi impianti e abbiamo cantierizzato tutti gli impianti che ci consentiranno di chiudere il ciclo in una maniera moderna, ma oggi siamo persino in grado di esprimere solidarietà nei confronti della Campania». «Oggi noi in Puglia apriamo una campagna culturale, e – ha detto Vendola – accanto a questa ci sarà quella costruita attraverso le premialità: i Comuni saranno aiutati ad attrezzarsi per fare la raccolta differenziata e i cittadini devono sapere che quanto più cresce la raccolta differenziata tanto più si potrà temperare il costo del ciclo dei rifiuti». Ai cittadini, in particolare, sarà chiesto di sorvegliare, di controllare, di entrare nel sito della Regione (http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/) per vedere le percentuali Comune per Comune di raccolta differenziata, per farsi ciascuno responsabile «di questa battaglia fondamentale. Speriamo, anche attraverso questa campagna pubblicitaria, di poter vivere nei prossimi mesi il grande salto – ha detto Vendola – verso percentuali di raccolta differenziata che non siano simili a quelli dei prefissi telefonici, percentuali che qui in Puglia sono possibili, come il caso di quartieri di Bari, il caso di Brindisi, il caso dei numerosi Comuni ricicloni esistenti in Campania, dimostra». «Facciamo partire – questo l’invito conclusivo di Vendolauna gara di emulazione al meglio tra i Comuni, tra i territori, a chi ricicla di più, perchè davvero si tratta di giocare sull'immagine, sulla concretezza, sulla cultura e sulla economia nella nostra regione».

[[Gazzetta del Mezzogiorno 27/5/2008]]

DIFFICOLTÀ E DISAGI NELLA SCUOLA :QUALI SOLUZIONI?


Mercoledì 28 Maggio , alle ore 17,00 presso il teatro comunale il Liceo scientifico "D.De Ruggeri" di Massafra in Collaborazione con la Fondazione "S.Freud" di Taranto organizza un incontro sul tema "DIFFICOLTÀ E DISAGI NELLA SCUOLA :QUALI SOLUZIONI?".

I lavori saranno aperti dal prof. Donato Martucci referente del progetto ''Educazione alla Salute'' presso il liceo.
Porteranno i loro saluti il Dirigente scolastico Prof.Giovanni Latorre , il sindaco di Massafra Martino Tamburrano e il dott.Francesco Mancini , presidente della Fondazione "S.Freud".

Relazionerà il dott.Luciano Martucci- master advanced in P.N.L. counsellor A.I.Co. - sul tema ''RELAZIONI E STILI DI VITA'' , indagine conoscitiva sulla popolazione scolastica del Liceo scientifico "D.De Ruggeri" ,sulla base di 1000 test somministrati agli studenti ; e il dott. Giuseppe Ruggieri psicoanalista e direttore Servizio Psicologia Clinica ASL/TA argomentando sul tema ''LA CRISI DELLO STUDENTE:FUNZIONE DOCENTE E GENITORIALE'' .

Seguirà un dibattito , con gli interventi del Prof.Augusto Spinelli , docente di Storia e Filosofia , Anna Di Mauro e Antonio Santoro , genitori di studenti del liceo , Donatella Notaristefano e Giuseppe Giannotta studenti del "D.De Ruggeri" .Le conclusioni verranno affidate ad Anna Cammalleri , dirigente dell' Ufficio Scolastico Provinciale di Taranto.

26 maggio 2008

SOLO FOGLIE MORTE...

Solo foglie morte ....Proprio cosi sono considerati gli anziani di Massfara da qualche esponente dell'Amministrazione locale.

Il Sindacato SPI CGIL, cogliendo le lamentele fatte da molti pensionati e per ultimo l'accorata denuncia del consigliere del Comitato di Gestione del Centro Aperto Polivalente Dott. Lino Pagliari , vuole far rilevare all Amministrazione Comunale quanto segue:
  • La politica nei confronti delle fasce più deboli e degli anziani continua ad essere sempre e solo sbandierata , ma in definitiva non esiste niente (parole..solo parole..)
  • Il centro anziani funziona solo il sabato a pieno ritmo ..di ballo:Ma esistono anche altre attività, richieste e proposte nei vari incontri con l'amministrazione e sempre formalizzati con lettere regolarmente protocollate
  • Avevamo chiesto e continuiamo a chiedere all'Amministrazione comunale .sarà forse il caso di fare attività motoria?Spettacoli teatrali?Incontri culturali?Gite d'istruzione?

A tutto questo nessuna risposta!!!

Bene per ora ci fermiamo qui dichiarando l'impegno del Sindacato a non sedersi più a tavoli di riunioni con l'Amministrazione, perché si parla di tutto , si promette....ma poi non si fa niente.

SI CAMBIA STRATEGIA!!!

Chiameremo gli anziani alla mobilitazione contro la politica delle foglie morte...e non ci faremo spazzare via dal primo alito di vento.




ANZIANA TRUFFATA PER 10MILA EURO

Un’anziana di 80 anni è finita nel mirino di persone senza scrupolo che l’hanno truffata per ben diecimila euro.L’episodio si è verificato due giorni fa nel centro di Massafra. Una donna ben vestita e dai modi estremamente gentili si è presentata alla porta delll’80enne spacciandosi per una dipendente dell’ufficio postale.All’ignara anziana ha riferito di essere stata incaricata per sostituire delle banconote che recavano una serie che doveva essere sostituita, in particolare ha fatto riferimento alla lettera “S”.
A far cadere nella trappola la vecchietta sono stati i modi estremamente gentili della truffatrice, camuffata a dovere, oltre che dalla spiccata arte oratoria, anche dall’abbigliamento sobrio ed elegante. L’anziana non ci ha pensato due volte, ed ha informato la donna che aveva del denaro ben nascosto in casa, e che potevano controllare insieme la serie. La stessa truffatrice si offerta di dare un aiuto a prendere i risparmi che erano stati nascosti in un controsoffitto. Diecimila euro in tutto, i risparmi di una vita. Hanno controllato le lettere presenti sulle banconote, e naturalmente la “S” era presente su tutte, visto che indica la dicitura “serie”. La finta impiegata ha poi simulato una telefonata a casa del fratello dell’anziana, nella quale prendeva appuntamento con l’uomo per mostrare documenti e firmare degli atti di sostione delle banconnote.In cambio dei diecimila euro che stava portando via, la donna ha consegnato all’80enne delle buste all’interno delle quali ha fatto credere ci fosse il denaro con la giusta serie, sostituito al precedente, ha salutato ed è andata via.
Pochi attimi dopo la poveretta ha controllato l’interno delle buste, con lo scopo di appurare che la somma di denaro fosse identica a quella che aveva appena consegnato, ed ha fatto l’amara scoperta. Nelle buste non c’era infatti denaro, ma fogli di un block notes, abilmente tagliati per dare dall’esterno l’impressione che si trattasse di banconote. Era però troppo tardi per fermare la truffatrice. La donna ha chiamato prima il fratello e poi è scattata la denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini del caso. Oggi i parenti tengono in particolar modo a pubblicizzare la notizia perché altre persone, soprattutto anziani, non finiscano nella rete dei malintenzionati
[[Taranto Sera 24/05/08]]


ARTICOLI COLLEGATI






DAL SITO DELLA POLIZIA DI STATO





25 maggio 2008

Le Vignette di Maramotti

D'Alema: temo che qualcuno voglia affidarsi solo alla forza


Un «appello alla calma», affinché per la soluzione dell'emergenza rifiuti in Campania «non ci si affidi in modo esclusivo all'uso della forza». A rivolgerlo è Massimo D'Alema, commentando gli incidenti a Chiaiano, alla periferia di Napoli, tra manifestanti contro la discarica e forze dell'ordine. Al termine dei tre giorni della fondazione Italianieuropei su “Democrazia e religione”, D'Alema si dice «preoccupato dagli episodi di violenza e spero che la situazione possa tornare alla calma. Faccio appello alla calma», affinché «per risolvere questa sfida difficile» dell'emergenza rifiuti, «prevalga lo sforzo alla risoluzione dei problemi attraverso la ragionevole collaborazione delle amministrazioni locali». Tuttavia, aggiunge D'Alema «temo ci si affidi in modo esclusivo all'uso della forza». Ma, avverte l'ex ministro degli Esteri, «questo potrebbe lasciare una ferita» nei rapporti tra cittadini ed istituzioni, perché bisogna tener presente che tra i manifestanti «non ci sono solo facinorosi di professione, ma anche cittadini normali e bisogna preoccuparsi della loro tutela».

La Provincia punta sulla tecnologia per ridurre le spese


TARANTO - Risparmiare sulle spese senza tagliare gli investimenti. E’ questo l’architrave sul quale si poggia il bilancio di previsione della Provincia. Lunedì il consiglio provinciale è chiamato alla sua approvazione, dopo una lunga fase di preparazione seguita dall’assessore Domenico Mosca. “Abbiamo cercato - spiega Mosca - di condividere le scelte e questo percorso di condivisione è cominciato subito dopo il mio insediamento”.
Come si è realizzato questo processo di partecipazione? “Abbiamo ascoltato le richieste degli altri assessori, dei dirigenti, dei sindacati, delle associazioni datoriali. Ci siamo confrontati anche con i rappresentanti delle amministrazioni comunali e della stessa minoranza”. Dopo questo giro di consultazioni come avete proseguito nella costruzione del bilancio? “Abbiamo confrontato le richieste con le risorse a disposizione, quindi abbiamo dovuto selezionare le scelte da fare”.Da cosa sono state condizionate le scelte finali? “Ci siamo dovuti confrontare con due condizioni: i minori trasferimenti dallo Stato per 815 mila euro e l’aumento, comunque previsto, dei costi per l’adeguamento del contratto di servizio”. Come avete fronteggiato questa situazione? “Mettendo a dieta la spesa corrente. Abbiamo cercato di lasciare immutate le spese per investimenti, soprattutto quelle riguardanti le scuole, le strade, la manutenzione”.Ma come avete risparmiato? “Facendo leva sulla modernizzazione. Faccio un esempio: adesso i dipendenti comunali hanno il cedolino paga on line. Questo ha consentito di ottenere dei risparmi cartacei. Ora la Provincia ha la posta elettronica certificata e questo ci consente di risparmiare sulle spese postali, su migliaia di raccomandate con ricevuta di ritorno. Per gli acquisti on line abbiamo la firma digitale”.Assessore, ma da sole queste misure possono bastare a produrre risparmi significativi su quelle che sono le cifre complessive di un bilancio come quello della Provincia? “Il vero risparmio, grazie alla modernizzazione, è quello ottenuto sulle ore/uomo. Mi spiego: stiamo sperimentando le procedure on line delle gare d’appalto; tutto viene fatto automaticamente. Questo significa che risparmiamo sull’utilizzo di personale che prima era impegnato in questi servizi. Ottenuto questo risparmio, la nostra scommessa è quella di collocare in modo più efficiente questa forza lavoro”.Ma di questo passo non si corre il rischio di trovarsi con degli esuberi di personale? “No, perché l’anno prossimo andranno in pensione quindici dipendenti. Il nostro obiettivo è quello di ottenere risparmi senza ricadute negativi sugli standard dei servizi” Quali altri interventi avete predisposto per tagliare le spese? “Abbiamo ridotto del 30% le indennità dei componenti gli organi di controllo interni e ridotto l’acquisto di giornali e riviste. Lunedì i consiglieri provinciali avranno la copia del bilancio su cd. Niente fotocopie. Anche questa è una forma di risparmio. Ecco, in via generale possiamo dire di aver risparmiato attraverso la smaterializzazione delle procedure”.L’innovazione tecnologica si è rivelata quindi efficace sotto questo aspetto? “Certo. Ora ci stiamo preparando ad un altro passo importante: la razionalizzazione delle spese telefoniche. Stiamo cablando i nostri uffici. Entro novanta giorni passeremo dalla telefonia tradizionale alla tecnologia Voip. Oggi la Provincia paga una bolletta telefonica di 280 mila euro. Con il passaggio al Voip contiamo di risparmiare 30-40 mila euro. Un’ attenta verifica andrà fatta anche sulla gestione dell’energia elettrica, per la quale oggi paghiamo circa un milione di euro (nel calcolo sono da considerare anche i consumi delle scuole, ndr)”. Questo vi ha quindi permesso di non intaccare le spese per gli investimenti.Ci può dire quanto avete destinate alla realizzazione delle opere pubbliche? “Per il 2008 abbiamo previsto investimenti per 25 milioni, dei quali 21,5 per gli interventi previsti dal Piano Triennale e 3,5 per la manutenzione. Abbiamo novità anche per il personale: faremo concorsi per dieci assunzioni a tempo indeterminato. Assumeremo profili tecnici da inserire nel servizio aree protette ed ecologia e ambiente. Questo per fronteggiare le maggiori competenze che ci sono state trasferite dalla Regione”.Quali considerazioni generali sente di poter fare dopo aver elaborato il suo primo bilancio? “Conservare un ente sano e ben amministrato non è scontato. A questi risultati si può arrivare solo attraverso buone pratiche quotidiane e faticosi dinieghi. In una comunità dove è successo quel che sappiamo, bisognerebbe tenerlo ben presente. Credo e spero di aver usato il rigore necessario. Voglio che quando sarà terminata questa mia esperienza la Provincia continui ad essere quell’ente sano che è stato finora”.

[[E.F.- Taranto Sera - 24/05/2008]]

24 maggio 2008

La Provincia stabilizza 12 dipendenti



La Provincia stabilizza 12 dipendenti il cui «il contratto di lavoro diventa a tempo indeterminato». «Prosegue il nostro impegno - dice Domenico Mosca, assessore provinciale al Personale - e questi dodici dipendenti, principalmente impegnati come uscieri, possono guardare al futuro con maggiore fiducia e serenità » . «Dopo anni di precariato e di incertezza, il loro contratto di lavoro diventa finalmente a tempo indeterminato» si legge in una nota della Provincia. «Un posto fisso, insomma, dopo tanti sacrifici. La giunta Florido ha infatti approvato il relativo piano di stabilizzazione sulla base delle indicazioni contenute nell’ultima legge finanziaria» si aggiunge. Per l’assessore Mosca «con questo provvedimento la Provincia dimostra ancora una volta di dare continuità ad un impegno iniziato all’inizio di questo mandato con la stabilizzazione di oltre 200 persone, all’epoca lsu, lavoratori socialmente utili, oggi dipendenti della società Taranto Isolaverde. Non spetta certo agli enti locali creare nuova occupazione, ma dove è possibile intervenire bisogna farlo con convinzione e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi. Noi lo abbiamo fatto, avendo un quadro normativo di riferimento chiaro che ci consentiva di operare in questa direzione. Sappiamo così di aver dato il nostro contributo per migliorare la qualità della vita di questi lavoratori, sempre pronti e disponibili a fare del loro meglio nell’interesse dell’Amministrazione e per il bene della comunità ionica

Comuni in rosso con la CISA di Massafra


Dovrebbe tenersi mercoledì 28 maggio prossimo la riunione dell’Ato, l’ambito territoriale ottimale, sul rimborso che i dodici Comuni del versante occidentale ionico devono versare alla Cisa Spa, la società che gestisce la discarica di bacino a Massafra. Somme che, in alcuni casi, raggiungono anche il milione di euro e che rischiano di mandare in tilt i conti
comunali. La situazione è di emergenza anche perchè il gestore della Cisa è disposto ad attendere fino a fine mese, dopodichè chiuderà i cancelli e le centinaia di camion che giungeranno dai comuni di Statte, Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, Crispiano, Castellaneta, Martina Franca, Montemesola, Laterza,Ginosa e Taranto dovranno fare dietro front.

Il rischio è vedere abbandonati per strada i milioni di sacchetti che produciamo ogni giorno.

[[Taranto Sera 23/05/2008 Maria De Bartolomeo]]

23 maggio 2008

COORDINAMENTO CITTADINO

VENERDÌ 23 MAGGIO
ore 20.00
presso la sede di via C.Poerio , 44
è convocato il Coordinamento Cittadino.


IL NUCLEARE NON E' LA GIUSTA SOLUZIONE


Il nucleare non è la giusta soluzione ai grandi problemi energetici della nostra epoca; puntiamo sul futuro non sul passato”: lo dichiara a “Villaggio Globale” il dott.Nicola Conenna presidente dell’H2U, l’Università dell’idrogeno che ha sede a Monopoli (Bari) e che, dopo l’accordo di programma fra Regione e ministero, è al lavoro per far nascere in Puglia la prima rete al mondo di distributori di idrogeno prodotto sul posto da fonti rinnovabili. “Le centrali nucleari – afferma Conenna – non sono economiche, lo dimostra il caso dell’unica centrale in costruzione in Europa, in Finlandia: l’impegno di spesa previsto è già stato abbondantemente sforato”. “La scala dei tempi per la costruzione delle centrali – aggiunge Conenna – non è compatibile con l’impellenza dei problemi legati all’aumento dei costi dei prodotti petroliferi e al riscaldamento del pianeta”. “L'utilizzo dell’uranio su larga scala – prosegue – porterebbe rapidamente al suo esaurimento vanificando giganteschi investimenti peraltro del tutto ipotetici, dal momento che non è per niente evidente la copertura finanziaria”. “L'Italia, peraltro, – ha anche sostenuto Conenna – non dispone nè di uranio, nè di impianti per il trattamento del combustibile nucleare: la dipendenza energetica dall’estero rimarrebbe intatta; costerebbe molto meno continuare a comprare energia dai francesi”.

[[Gazzetta del Mezzogiorno 22/5/2008]]

22 maggio 2008

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL PD


Si è conclusa lunedì 19 maggio la due giorni dell'Assemblea Provinciale del Partito Democratico della provincia di Taranto.
Il 7 maggio scorso, infatti, la prima seduta era stata aggiornata a lunedì 19 per permettere a tutti i delegati che ne avevano fatto richiesta di intervenire nella discussione.È stata un'assemblea molto partecipata che ha visto alternarsi più di trenta interventi, fra cui quello del Presidente della Provincia Gianni Florido, del vicesegretario regionale Michele Mazzarano, del consigliere regionale Michele Pelillo e dell'on. Ludovico Vico.Le conclusioni sono state tratte dal segretario provinciale Donato Pentassuglia che, sintetizzando il dibattito, ha sottolineato l'importanza di radicare maggiormente il partito sul territorio, favorendo maggiormente il dialogo e la partecipazione.Grande rilievo ha poi dato alla comunicazione che il partito dovrà promuovere per evidenziare gli interventi messi in atto sul territorio, a diversi livelli, dagli enti amministrati dal PD.Inoltre, Pentassuglia ha presentato l'agenda dei principali impegni politici del PD, che non potrà non partire dai contenuti e dalle principali questioni aperte, quali: la sanità, l'ambiente, la pianificazione strategica di Area Vasta, e le numerose emergenze occupazionali a partire dall'Arsenale.Il segretario, ha poi parlato dei rapporti con l'attuale maggioranza al Comune di Taranto, auspicando l'apertura di un reale confronto politico oltre che un maggiore dibattito sui diversi temi amministrativi, a cominciare dalla discussione del bilancio, rispetto al quale il PD si riserva di esprimere le proprie valutazioni politiche e di merito dopo i necessari approfondimenti che sono in corso.Riferendosi al rapporto con il partito regionale, ha espresso la sua volontà di insistere nella richiesta di un maggiore riconoscimento del ruolo del territorio jonico a livello pugliese, alla luce sia dei significativi risultati elettorali ottenuti nelle ultime politiche dal PD di Taranto che delle rilevanti problematiche locali, che necessitano di essere maggiormente rappresentate.Infine, richiamando l'appuntamento delle prossime elezioni provinciali, ha ribadito il sostegno alla riconferma della candidatura di Gianni Florido come Presidente e ha annunciato l'intenzione di avviare quanto prima un confronto con tutte le forze dell'attuale maggioranza in Provincia, aggiungendo che le primarie saranno adottate secondo quanto sarà previsto dallo Statuto regionale e dovranno essere opportunamente regolamentate.L'assemblea si è conclusa con il completamento degli organismi dirigenti del PD, "nella formazione dei quali", ha specificato Pentassuglia, "si è tenuto conto della rappresentanza del partito sul territorio".Si sono quindi votati l'esecutivo, i responsabili dei dipartimenti, il coordinamento politico, il consiglio dei garanti e l'ufficio di presidenza della Assemblea Provinciale .

Per Massafra il coordinatore cittadino Vito Miccolis è entrato a far parte dell' esecutivo provinciale.

21 maggio 2008

Scontro sul decreto ''SALVA-RETE 4''

Pochi giorni di governo e Berlusconi è gia a lavoro per tutelare i propri interessi. Questa volta si tratta di salvare Rete4 dalla sentenza della Corte Europea di Giustizia che il 31 gennaio ha condannato l’Italia per aver permesso alla rete Mediaset di trasmettere illegalmente dalle frequenze terrestri.Vittima di turno del cronico conflitto d’interessi del cavaliere è Europa7. La televisione di Francescantonio Di Stefano, da anni si batte per poter trasmettere sulle frequenze ottenute dopo un bando vinto regolarmente nel luglio 1999 e sempre occupate da Rete4. Martedì il governo ha presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte Europea e per evitare che il canale di Mediaset sia costretto a passare sul satellite.
La Corte Europea parla di situazione italiana anomala e fa pendere la multa di 300 mila euro al giorno come una spada di Damocle sulla testa dei contribuenti italiani.
Un situazione che ha portato Walter Veltroni a pronunciare parole dure: "Penso che sia sbagliato nel merito e nel metodo - ha dichiarato ai cronisti - e quindi in quanto cosa sbagliata, hanno l'opposizione che si meritano". Il riferimento è alla decisione del partito democratico di non fare sconti, in Aula, sulla questione.
«L'emendamento del governo in materia di frequenze televisive è un rimedio peggiore del male». Lo dichiara Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Partito Democratico. «Col pretesto di rispondere alla procedura di infrazione europea sulla legge Gasparri il governo ha appena presentato un emendamento al "decreto salva-infrazioni" che, da un lato, ignora buona parte dei rilievi della Commissione e, dall'altro, propone una nuova sanatoria per tutti gli attuali titolari di frequenze», sottolinea l'ex ministro delle Comunicazioni. «In sostanza - prosegue Gentiloni - si finge di fronteggiare l'infrazione Ue mentre, in realtà, si tenta di aggirare la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 31 gennaio scorso».
Arrivano critiche anche dagli alleati di governo del Pdl. Anche per la Lega, spiegano fonti parlamentari, l'emendamento posto dal governo è una «forzatura» che sarebbe stato meglio evitare per non «cominciare la nuova legislatura innescando una battaglia parlamentare con l'opposizione». E così il governo prende tempo fino a giovedì mattina, quando il partito di Umberto Bossi auspica che l'emendamento venga «ritirato o modificato».

Il Pd promette battaglia ; ha presentato circa 20 sub-emedamenti alla proposta di modifica del governo.La linea dell' opposizione è infatti quella di avviare un vero e proprio ostruzionismo con lunghi e numerosi interventi

LINK

Habitat rupestre e percorsi Bizantini


La provincia di Taranto organizza quattro giornate culturali , per i giorni 20 -22-24-26 Maggio , che hanno come tema la ''Civiltà Rupestre di Massafra'' . L'evento è stato promosso da Giovanni Florido , Presidente della Provincia di Taranto e da Tommaso Colaninno , assessore alle Politiche Comunitarie. Di seguito riportiamo il Programma dell' evento :


  • 20 Maggio ore 16.00 , Salone di rappresentanza Provincia di Taranto --Presentazione di ''Habitat rupestre e percorsi Bizantini''. Intervengono l' assessore Tommaso Colaninno , prof.Roberto Caprara , prof. Franco dell'Aquila e l' avv. Giulio Mastrangelo.

  • 22 Maggio nel santuario della Madonna della Scala , ore 17.00 visita guidata nel villaggio rupestre , ore 19.00 convegno : ''Restauro e Musealizzazione del complesso di Madonna della Scala'' con Donatella Campanile e Azzurra Silos Sabatini

  • 24 Maggio nel santuario della Madonna della Scala , ore 18.00 presentazione del libro ''Il Villaggio rupestre della gravina della Madonna della Scala'' a cura del prof. Roberto Caprara e del prof. Franco dell'Aquila .Relazionerà Vito Bianco docente di Archeologia all' Università degli studi di Bari

  • 28 Maggio Castello Svevo di Bari -Sala Bona Sforza verrà riproposto il libro ''Il Villaggio rupestre della gravina della Madonna della Scala'' a cura del prof. Roberto Caprara e del prof. Franco dell'Aquila . Interverrà il dott. Arcangelo Alessio coordinatore della Soprintendenza dei Beni Archeologici della Puglia , dott. Michele D'Elia della Fondazione Zetema di Matera , il prof.arch. Ruggero Martines direttore regionale Puglia per i Beni Culturali e paesaggistici. A conclusione i saluti dell' assessore Tommaso Colaninno

20 maggio 2008

B A S T A ! ! ! ! !




MARTEDI' 20 ASSEMBLEA

MARTEDÌ 20 MAGGIO
ore 19.30
presso la sede di via C.Poerio , 44
è convocato il Coordinamento Cittadino.
TEMI:
  • Ambiente
  • Cultura
  • Lavoro


La Cisa pronta a chiudere i cancelli

MASSAFRA - “Non sono più nelle condizioni economiche e finanziarie per reggere il servizio. Non è per volontà che domani chiuderemo i cancelli, ma per difficoltà”. Antonio Albanese, gestore della discarica Cisa di Massafra non ha scelta. Non fa dietro front sulla decisione di bloccare il conferimento dei rifiuti provenienti dai dodici Comuni del versante occidentale (Crispiano, Palagiano, Palagianello, Martina Franca, Mottola, Statte, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Montemesola, Massafra e Taranto). Il tentativo di mediazione mosso dall’Ato convocando per mercoledì 21 un incontro non smuove la Cisa che da domani non accetterà più i rifiuti solidi urbani. Un provvedimento che Albanese sa di non poter prendere perchè, trattandosi di un servizio pubblico, la legge non glielo consente, ma è pronto ad affrontare il giudizio legale. “Sono scoperto con le banche che mi hanno già chiesto i rientri - spiega - non posso più pagare il personale, l’energia elettrica ed altre spese legate all’attività aziendale. Sono quattro anni che aspetto quei soldi senza dei quali rischio il fallimento”. I soldi di cui parla sono quelli che i Comuni dovranno versare quale differenza tra la tariffa finora applicata (57 euro) e quella stabilita dal commissario ad acta e accolta dal Consiglio di Stato in una recente sentenza (83,73 euro a tonnellata). Quasi il doppio di quello che molti dei Comuni hanno previsto in bilancio. Si pensa ad una rateizzazione, ma quel che interesse Albanese, per ora, è il pagamento di quelle somme che partono dal 2004 (la sentenza è retroattiva). “Non sono stato io a determinare l’emergenza - commenta - bensì chi avrebbe dovuto valutare la proposta di tariffa che presentai il 16 febbraio 2004. Per due anni l’Ato non è riuscita a riunirsi per risolvere questa questione ed oggi paghiamo tutti le conseguenze”. Il blocco dei conferimenti lascia temere il peggio perché la provincia ionica potrebbe trasformarsi in una seconda Napoli, con rifiuti accatastati sui marciapiedi. Difficile pensare che in poche ore la situazione possa cambiare.[[Taranto Sera 19/05/2008 M.D.B. ]]

19 maggio 2008

RIFIUTI, ULTIMATUM DELLA CISA



Scade questa sera l'ultimatum della CISA Spa .

A seguito del mancato svolgimento dell’incontro, la Cisa Spa ha inviato una lettera al Presidente e a tutti i sindaci dell’ Ato Ta/1, al Prefetto di Taranto, al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti, all’assessorato regionale all’Ecologia e alla Provincia di Taranto, nonché alle ditte che si occupano della raccolta dei rifiuti nelle Città interessate. Scopo della missiva, dar seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 19 aprile , in cui si fissava il 15 maggio 2008 come data ultima per stabilire modalità e tempi della riscossione degli arretrati. Il comportamento assunto dall’ Ato Ta/1 - fa presente la Cisa Spa nella lettera - denota la volontà da parte dell’Autorità di Bacino di non voler ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato, eludendo ancora una volta l’obbligo di riconoscere al gestore il giusto corrispettivo per l’attività svolta. Il mancato introito della tariffa, a copertura dei costi di gestione, ha già provocato gravi problemi finanziari alla Cisa Spa. In mancanza di immediate garanzie in ordine a tempi e modalità di ottemperanza alla decisione del
Consiglio di Stato, la Cisa ha annunciato che da martedì (domani) sospenderà i conferimenti dei rifiuti in discarica.

GLI ESPONENTI DEL PD DEL VERSANTE OCCIDENTALE INTERVENGONO DOPO LA SENTENZA SUL CASO-CISA


La consulta dei segretari,dei consiglieri comunali e dei capigruppo consiliari del Partito Democratico, dei Comuni dell’ex collegio elettorale n.18, chiede un incontro urgente con gli assessori provinciale e regionale all’Ambiente, per analizzare insieme la questione rifiuti nel Bacino Ta/1, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, che ha fissato il prezzo del conferimento dei rifiuti nell’impianto di produzione di cdr di Massafra, gestito dalla Cisa Spa, a 83,73 euro. L'obiettivo dell’incontro con Provincia e Regione è quello di individuare un piano strategico, per tentare di trovare una soluzione comune, affinché che gli effetti della sentenza possano ripercuotersi fortemente sui cittadini. È quanto deciso dagli
uomini del Pd, nel corso della riunione tenutasi nei giorni scorsi a Castellaneta, al termine di un’accurata analisi politica. Tutti d’accordo di fronte all’ipotesi di fallimento della strategia fin qui seguita dagli uomini del centrodestra.
«Siamo del parere - afferma Vito Miccolis, il segretario della sezione massafrese
del Pd - che il centrodestra ha fallito. La maggioranza degli uomini presenti all’interno dell’ Ato Ta/1 sono espressione del centrodestra. Con il loro modo di agire hanno prodotto un danno non indifferente ai dodici Comuni che compongono l’ Ato Ta/1 (Martina Franca, Taranto, Statte, Massafra, Castellaneta, Crispiano, Montemesola, Palagiano, Ginosa, Palagianello, Laterza e Mottola). Una sentenza, quella Consiglio di Stato, evitabilissima, se solo avessero avuto maggiore considerazione di fronte all’istanza relativa alla rideterminazione della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica, presentata all’ Autorità di Bacino, dalla Cisa Spa. L’ Ato Ta/1, presieduto dal sindaco di Massafra Martino Tamburrano, pur essendosi costituito davanti al Tar affianco del Comune di Ginosa, non ha ritenuto opportuno continuarela sua battaglia, nel grado successivo, al Consiglio di Stato. L’Ato Ta/1 -ricorda Miccolis - nel periodo compreso tra luglio 2004 e settembre 2005, non è mai riuscita a riunirsi. Non è possibile inserire per nove volte nell’ordine del giorno il punto riguardante la determinazione di congruità della richiesta avanzata dalla Cisa Spa, senza poter discuterne a causa della costante mancanza del numero legale in aula. Per il bene della collettività - conclude Miccolis - sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte dei componenti dell’Ato
[[Gazzetta del Mezzogiorno , A.Piccolo 17/05/08]]

16 maggio 2008

Interpellanza bipartisan in difesa dell’Arsenale di Taranto


Il commento del primo firmatario, l’on. Ludovico Vico

Quarantaquattro firme in calce ad una interpellanza urgente sull’Arsenale di Taranto e indirizzata al Ministro della Difesa. E’ il grido di allarme che arriva bipartisan da 44 parlamentari (22 del PD e IDV e 22 del PDL – ndr) in difesa dell’impianto arsenalizio tarantino e del suo importante bacino occupazionale: 2400 lavoratori tra diretti ed indotto.
Nella precedente legislatura – afferma Ludovico Vico, parlamentare del PD e primo firmatario dell’interpellanza – avevamo già fatto delle prove tecniche di intervento congiunto in difesa degli interessi del territorio. Credo, infatti, che di fronte a emergenze di tali proporzioni si debbano abbattere gli steccati dell’appartenenza ad un movimento partitico per erigere in maniera costruttiva interventi fondati sull’appartenenza ad un territorio e alla tutela dei suoi interessi collettivi.
La crisi dell’Arsenale, dunque, fa riaffiorare in tutta la sua drammaticità la vertenza di un comparto da troppi anni in attesa di un vero e proprio piano di rilancio industriale e lasciato in stato di abbandono.
La fatiscenza e l’insicurezza di alcuni luoghi e di alcuni impianti all’interno dell’Arsenale di Taranto è nota a molti e da molti anni – sottolinea l’on. Vico – e proprio per far fronte a tale dir poco imbarazzante condizione di abbandono nella scorsa legislatura, nelle Finanziarie 2007 e 2008 erano stati previsti fondi straordinari e aggiuntivi per quasi 31 milioni di euro. Si tratta, ora, di riprendere le fila di quell’impegno.
Ranghi che potrebbero essere già serrati nell’ultimo capoverso dell’interpellanza.
Chiediamo al Ministro La Russa se ritiene di voler confermare il suo impegno per l’ Arsenale di Taranto – spiega Ludovico Vico – a cominciare da quel Tavolo Istituzionale per la città in cui le vertenze locali assumevano lo spessore di vertenze nazionali. Dopo aver chiuso la partita commerciale – continua il parlamentare del PD - a quel tavolo si discutevano ora le assi strategiche di sviluppo che per il territorio jonico sarebbe stato utile confermare o varare. L’Arsenale, in questo senso, - conclude Vico – rimane, anche in coerenza degli impegni assunti dalla stessa Marina Militare con il territorio, un nucleo di sviluppo imprescindibile dal futuro della città e della nazione .

IL PD: "I CITTADINI NON PAGHINO LE NEGLIGENZE DEL CENTRO DESTRA "

Il centrodestra non ha fatto quanto poteva e doveva a tempo debito ed ora i cittadini pagano il danno”.Si sono riuniti ieri sera nella città di Valentino le segreterie cittadine e i gruppi consiliari del Pd dei Comuni di Palagiano, Palagianello, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra e Mottola.
Ne sono venute fuori una valutazione politica e propositiva sul problema rifiuti.Nel incontro si è analizzata la recente sentenza del Consiglio di Stato che porta la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica Cisa di Massafra da 57 a 83 euro a tonnellata. Un aumento che andrà a ricadere sulle tasche dei cittadini “per i quali - hanno evidenziato dal Pd - l’Ato, rappresentata prevalentemente dal centrodestra non ha fatto quanto dovuto”. L’accusa: nel febbraio del 2004 quando la Cisa chiedeva l’adeguamento della tariffa, per nove volte la riunione dell’Ato è andata a vuoto per mancanza del numero legale. Quindi c’è stata la nomina del commissario ad acta che ha concesso alla Cisa la tariffa di 83 euro. Il ricorso da parte di Ginosa contro il provvedimento del commissario ha visto l’Ato costituirsi in giudizio, ma quando la Cisa si è rivolta al Consiglio di Stato, l’Ato non si è difesa. “Due mancanze- osservano dal Pd - che non possono essere accettate per questo chiediamo un incontro agli assessori regionali e provinciali all’Ambiente”.I democratici continuano dicendo -"Discuteremo e cercheremo di trovare un modo che serva a non far ricadere sui cittadini le conseguenze di questa sentenza. Abbiamo alcune possibili soluzioni da proporre, che vaglieremo insieme, per evitare questa situazione di forte disagio per le famiglie di tutti i Comuni dell’Ato Ta/ 1".



14 maggio 2008

IL PD SCENDE IN CAMPO DOPO LA SENTENZA DI CONDANNA DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA CISA

La sentenza del Consiglio di Stato, che ha fissato il prezzo del conferimento dei rifiuti nell’impianto di produzione di cdr, gestito dalla Cisa Spa, a 83,73 euro, è figlia di alcune negligenze dell’Ato Ta/1.
Il segretario cittadino del Partito democratico, Vito Miccolis, non ci sta e dopo aver preso visione della documentazione che ha portato alla sentenza, punta l’indice contro l’ Ato Ta/1, presieduto dal sindaco di Massafra Martino Tamburrano.
«L' Ato Ta/1 ha forti responsabilità - dichiara Miccolis. Una storia che ha origine nel 2004, esattamente il 18 febbraio, quando la Cisa Spa presentò all’Autorità di Bacino un’istanza relativa alla rideterminazione della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica. L’Ato, quindi, avrebbe dovuto esprimere il proprio parere rispetto alla richiesta avanzata dalla Cisa. Valutazione di congruità mai effettuata» .
Per quale motivo? «Semplice,basta leggere la documentazione. L’ Ato Ta/1, nel periodo compreso tra luglio 2004 e settembre 2005, non è mai riuscita a riunirsi.
Per nove volte - spiega Miccolis - è stato inserito nell’ordine del giorno, il punto riguardante la determinazione di congruità della richiesta avanzata dalla Cisa Spa, ma è rimasto inevaso,
in quanto l’assemblea dei sindaci non si è potuta svolgere, per la costante mancanza del numero legale in aula. Vista l’inerzia dell’ Ato Ta/1, la Cisa Spa ha fatto richiesta d’inadempimento al Tar, ottenendo, il 10 maggio 2006, la nomina di un commissario ad acta. Il 18 agosto 2006 il commissario ha dichiarato la congruità della tariffa di conferimento nella misura di 76,16 euro a tonnellata, più 7,6 euro a tonnellata per quanto riguarda lo smaltimento». Ma non finisce qui, perché di fronte a questa decisione, il 4 ottobre 2006, il Comune di Ginosa presentava un ricorso al Tar.«Subito il Tar, con provvedimento d’urgenza dell’ 11 ottobre 2006, adeguava la tariffa da 76,16 euro a 65 euro a tonnellata. Una decisione preliminare, secondo la Cisa Spa, ingiusta».
C'è un nuovo ricorso.«A fianco del Comune di Ginosa si costituisce anche l’ Ato Ta/1. Il Tar dispone che la tariffa di congruità venga determinata dal commissario ad acta».
Occorre, quindi, ancora una rideterminazione secondo le prescrizioni del Tar.
«A seguito di ciò - incalza Miccolis - la Cisa ha continuato la sua battaglia ricorrendo al Consiglio di Stato, senza che l’ Ato Ta/1 questa volta si costituisse, lasciando la difesa solo al Comune di Ginosa. Da qui la sentenza del Consiglio di Stato, che ha fissato il prezzo del conferimento dei rifiuti nell’impianto di produzione di cdr, gestito dalla Cisa Spa, a 83,73 euro». Tra le funzioni dell’Ato c'è quella di determinare la tariffa di conferimento dei rifiuti in discarica.«Non presentandosi alle riunioni i sindaci, la cui maggioranza appartiene al centrodestra - evidenzia Miccolis - sono venuti meno a certi obblighi, come quello appunto di determinare la tariffa, individuata da un organo esterno. Ci sono delle responsabilità precise soprattutto da parte del sindaco di Massafra, Tamburrano, il quale sta portando verso il dissesto il Comune. Non essendosi costituito in questo giudizio ha creato un danno, per quanto riguarda il conferimento. E non solo, Tamburrano basti pensare al problema della raccolta dei rifiuti. A tal proposito ci sono una serie di ricorsi presentati dalla Ecologica, dall’esito incerto. C'è un contenzioso, poiché il Comune di Massafra non ha ancora approntato la gara d’appalto, con una richiesta di risarcimento danni da parte dell’Ecologica che chiede l’adeguamento del contratto scaduto nel 2005.Il terzo contenzioso in embrione riguarda il ristoro ambientale.
Tre procedimenti che potrebbero mettere in ginocchio il Comune.
In tutti ci sono delle negligenze da parte del Comune». Intanto, per questa settimana è prevista una riunione con tutti segretari ed i consiglieri comunali del versante occidentale,per decidere le iniziative da intraprendere alla luce della sentenza emessa dal Consiglio di Stato.