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OTTAVA FESTA DE L'UNITÀ: "SÌ RIPARTE, INSIEME."

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IL 5 GIUGNO 2016 VOTA PARTITO DEMOCRATICO. VOTA IDA CARDILLO SINDACA.

ECCOCI.

C'E' UNA POLITICA CON LA SCHIENA DRITTA CARICA DI ENTUSIASMO E VOGLIA DI FARE , PARTECIPA E SEGUI ANCHE TU IL PARTITO DEMOCRATICO DI MASSAFRA

31 luglio 2010

•ERRATA CORRIGE

ERRATA CORRIGE
Il Consiglio Comunale è stato convocato, in seduta pubblica e straordinaria, per venerdì 30 luglio 2010 alle ore 19,30, presso Piazza Vittorio Emanuele, per discutere del seguente argomento:


L’Ospedale di Massafra: Quale Futuro?

Al Consiglio Comunale
NON E' STATO INVITATO
il Consigliere Regionale
Michele Mazzarano

30 luglio 2010

•Consiglio Comunale Monotematico “Ospedale di Massafra”

Il Consiglio Comunale è stato convocato, in seduta pubblica e straordinaria, per venerdì 30 luglio 2010 alle ore 19,30, presso Piazza Vittorio Emanuele, per discutere del seguente argomento:

L’Ospedale di Massafra: Quale Futuro?

Al Consiglio Comunale Parteciperà
il Consigliere Regionale
Michele Mazzarano

29 luglio 2010

•Incendio a Massafra

La Sala operativa di Protezione civile regionale sta gestendo un massiccio intervento aereo e a terra sulla Gravina di Massafra, , in località 'Madonna della Scala', dove questo pomeriggio è divampato un incendio nelle vicinanze del centro abitato. Sul posto stanno lavorando due velivoli Fire boss, un canadair, un elicottero AB412, squadre di Vigili del fuoco, del Corpo forestale dello stato, del Servizio foreste e volontari di Protezione civile.

Si tratta di un intervento molto delicato - fanno sapere dalla Protezione civile pugliese - in quanto le fiamme si trovano nelle vicinanze del centro abitato, per cui si è stato necessario staccare momentaneamente le linee ad alta e bassa tensione”. Inoltre le squadre che stanno lavorando a terra, trattandosi di una gravina, stanno incontrando una serie di ostacoli dovuti proprio alla natura del luogo interessato dall’incendio. Le fiamme hanno bruciato fino a questo momento 3 ettari di bosco ma ne stanno mettendo a rischio oltre 100. Non ci sono evacuazioni in atto.

• Bersani : Non si parla mai di una cosa che si chiama lavoro!



Testo integrale di Pierluigi Bersani , che vi invito a leggere

Presidente, vorrei rivolgermi in modo diretto e sincero ai colleghi della maggioranza - che, forse, come vedo, in questo momento, soffrono un po' di solitudine - per fare loro una domanda: vorrei chiedere se hanno tenuto conto delle questioni di fiducia che sono state poste dall'inizio della legislatura fino ad oggi. Ebbene, sono trentasei: siamo ad una fiducia e mezzo al mese, agosto e Natale compresi.
Vi è un problema di fondo: la parola Parlamento non è popolarissima in questo momento nel Paese, me ne rendo conto, tuttavia, il Parlamento resta il luogo della libertà di tutti. Non ci può essere libertà per nessuno, se non c'è qui.
Un Parlamento zittito significa un'opposizione zittita, una maggioranza zittita, un Consiglio dei ministri zittito. Quanti ministri non si sono resi conto di quello che votavano in questa manovra! Significa portare conformismo nella discussione pubblica, nelle forze sociali, nella comunicazione, e quando la discussione pubblica è strozzata - questo forse lo sappiamo meglio noi da questo lato dell'emiciclo perché siamo un po' specializzati in materia - finisce che deve stringere la cinghia, per così dire, chi non ha privilegi, i ceti più esposti, e finiscono invece per guadagnarci quelli che i privilegi ce li hanno. E, infatti, è così: siamo qui in una discussione strozzata ad approvare, non con il nostro voto, una manovra profondamente ingiusta.
Ho sentito affermazioni oniriche, mi scuserà il Ministro; ho sentito dire: «questa manovra fa pagare i papaveri», ma quali papaveri ci stiamo fumando, scusate? Scusate la battuta
Insegnanti, poliziotti, infermieri, vigili del fuoco: stiamo parlando di questo! Stiamo parlando di quegli agricoltori che sono là a protestare, cari amici della Lega, contro gli evasori delle quote latte, voi che avete poco fa inalberato la campagna anti-evasione . Chi sono questi papaveri? Quegli italiani che, senza colpo ferire, si vedono allungato di un anno l'età della pensione - un anno e mezzo per gli autonomi - e sequestrati i contributi ?
I cittadini che, da gennaio, pagheranno più cari i servizi o ne avranno meno? Sto parlando di mense, trasporto scolastico e via dicendo. Sono questi i papaveri? E, invece, i miliardari della portata del nostro Presidente del Consiglio, che non pagano un euro per questa manovra, cosa sono, delle mammole da proteggere ?
No, questa manovra è profondamente ingiusta ed essendo ingiusta è anche depressiva, per forza, e indebolirà i tenui segnali di ripresa. Vorrei ricordare che, quando parliamo di ripresa, noi andiamo a colpi di «zero virgola», dovendo rimontare meno sei, che è il doppio di quello che hanno perso gli altri Paesi europei.
È una manovra depressiva perché riduce gli investimenti e riduce i consumi. C'è poco da fare, è così! Ma d'altronde è logico: quando c'è un problema, se non vai a prendere i soldi che sono sotto il mattone e prendi, invece, quelli che servono a rianimare l'economia, non puoi pretendere di dare una spinta all'economia, all'occupazione, al lavoro.
È logico, lo so anch'io, Ministro, che la comunità internazionale e i mercati chiedono all'Italia di tenere i conti a posto, di non dare disturbo ai mercati, e non pretendono certo da noi di essere la locomotiva della ripresa, perché ci penseranno gli Stati Uniti, ci penserà la Cina, ci penserà la Germania, lo so anch'io. Ma il 30 per cento di disoccupazione giovanile, ce l'abbiamo noi, migliaia di piccole imprese che saltano, ce le abbiamo noi, e dobbiamo pensarci noi !

Allora, anche se non saremmo arrivati fino qui, 24 miliardi: ok, 24 miliardi! Noi abbiamo detto, però: andiamo a prendere i soldi da un'altra parte. Non si è potuto discutere. Cosa sono, fantasie? Se vi diciamo: rafforziamo qualche strumento antievasione, come abbiamo detto; se vi diciamo: alleggeriamo imprese e lavoro e cominciamo a disturbare rendite patrimoniali e finanziarie, sono chiacchiere ? Se vi diciamo: vogliamo mettere a gara qualche frequenza liberata, perché non si mangia mica solo TV ! Se vi diciamo: vogliamo lasciar perdere un attimo il ponte sullo stretto di Messina, dare un po' di soldi per i piccoli cantieri dei comunie fare qualcosa di serio nel Mezzogiorno, che è la prima vittima della favola? Dove è finita la banca del sud? Qualcuno ha traccia della banca del sud?

E quando abbiamo detto: mettiamo qualche norma di liberalizzazione, anche dura, per mettere un po' di soldi in tasca ai consumatori e alle famiglie, noi ne abbiamo proposte quattro o cinque; e abbiamo detto: andiamo a disturbare gli evasori che hanno ripulito illiceità e illegalità alla modica cifra del 5 per cento. Chi ha detto qui che ha mantenuto le promesse? Sapete che non abbiamo mai avuto una pressione fiscale così alta per chi le tasse le paga ?
Abbiamo fatto anche altre proposte; tuttavia, così è, ipse dixit: la fiducia. Non è stato possibile discutere, nessun cambiamento, amen.

Tuttavia, adesso il gioco si sta facendo un po' diverso perché la manovra viene in settimane che parlano di un cruciale passaggio politico, e su questo mi avvio a concludere, signor Presidente.
Credo che stia succedendo qualcosa sul piano politico, che richiede una risposta politica, richiede che il Parlamento discuta sulla seguente domanda: a che punto siamo? Ognuno dica la sua, io dico la mia: secondo me, noi siamo arrivati alle colonne d'Ercole della vicenda berlusconiana.
La navigazione procede, adesso, in acque non conosciute, questo è il punto. Questa è la realtà, mentre il Paese ha altre esigenze, ha problemi stringenti, vuole riforme e vede che passiamo mesi sulle intercettazioni che con il buon senso si sarebbero risolte in quindici minuti, se non vi fossero state seconde intenzioni !
E non si parla mai di una cosa che si chiama lavoro! Lavoro! Non si parla mai di lavoro !

Abbiamo il compito, noi opposizioni, di predisporre un progetto per questo Paese, e di lanciare un messaggio diverso, realistico, come dice il Presidente della Repubblica. Non è vero che non abbiamo problemi: li abbiamo, scivoliamo, ci preoccupa il futuro della nuova generazione, ma possiamo uscirne, con uno sforzo comune, rimboccandoci le maniche, ma tutti. E chi ha di più dia di più. E ci disturbiamo tutti con certo numero di riforme: legge elettorale, fisco, lavoro per i giovani, un po' di diritti civili. È possibile andare verso il futuro con un Paese dove nascono cinquantamila bambini figli di immigrati che non sono né immigrati né italiani? Vogliamo dirgli chi sono

Queste e altre cose saranno un progetto per l'Italia, e non sono certo a chiederlo a voi della maggioranza; a voi, o a chi di voi può ascoltare, chiedo un'altra cosa: prendete atto della situazione, fate un passo verso una diversa prospettiva. Noi, per quel che ci riguarda, siamo pronti ad una fase di transizione che, in primo luogo e principalmente, consenta una corretta democrazia parlamentare a partire dalla riforma elettorale , che ci dia la condizione anche di riflettere sulle prospettive del sistema politico e di vedere primissime emergenze, che non sto ad elencare. A voi la responsabilità.
Cercare di galleggiare, andando avanti così? Forzare la mano con atti di arroganza? Oppure prendersi una responsabilità nuova? Questo perché chi vince le elezioni non ha in mano un destino divino, ma una responsabilità maggiore. Mi auguro che voi mettiate in campo una maggiore responsabilità

•Agricoltura :Crollano i ricavi e salgono i costi


Nel primo trimestre 2010 crollano i prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori (-6,2% in un anno), mentre risalgono i costi (+1,2%). E’ quanto emerge dai
dati diffusi ieri mattina dall’Istat che avvia la pubblicazione delle nuove serie degli indici dei prezzi per il settore agricolo, calcolati su una nuova base (2005=100) e armonizzati a livello europeo.

26 luglio 2010

• Una mannaia sull'Università tarantina

La corda è stretta intorno al collo. E il respiro è già provato dalla brutale riduzione dell’offerta formativa. Non è certo un momento facile per l’università a Taranto. Il piano di razionalizzazione dei costi predisposto da ll ’Università di Bari ha già tagliato fuori le facoltà di Maricoltura , Lettere e Scienze della Moda per il prossimo anno accademico.
E il ddl Gelmini, che in questi giorni è all’esame del Senato, minaccia seriamente la capacità di sopravvivenza del polo universitario tarantino:
«E’ un meccanismo a catena – ha spiegato l’onorevole Ludovico Vico durante conferenza stampa dei Giovani Democratici contro i tagli all’università – che si abbatte su Bari e, poi, si scarica anche su Taranto».
Quella tarantina è un’università gemmata, cioè una costola dell’Ateneo barese. I tagli previsti dal progetto di riforma del ministro dell ’istruzione Gelmini, stimati in 1 miliardo e 300 milioni di euro, possono dunque minare alle radici il progetto universitario per Taranto: «A breve – ha proseguito Vico – il Rettore di Bari presenterà un piano di rientro per frenare i tagli annunciati.Se alle già note difficoltà dell’Ateneo si aggiungeranno quelle derivanti dalla riforma allo studio in Parlamento, rischieremo seriamente il collasso: le vicissitudini dell’università madre barese non potranno non interessare anche Taranto » .
Gli studenti tarantini hanno già cominciato a discutere. Lo fanno nelle sedi dei partiti, per le strade, in piazza e nelle aule dell’università: «Quello che ci preme – ha detto Giuseppe Fontana, segretario provinciale dei Giovani Democratici – è cominciare ad aprire un dibattito serio sul futuro dell’università a Taranto. Abbiamo il sospetto che la riduzione dell’offerta formativa, ora giustificata come un semplice fermo tecnico, possa invece
trasformarsi nella chiusura definitiva dell’università ionica». L’emergenza non
è così lontana: «Il Miur – ha sottolineato Paolantonio Palumbo, responsabile provinciale dei GD in materia di università – ha classificato la Puglia tra le regioni con il più alto deficit universitario.
Taranto ne risente in modo particolare. Basta scorrere i dati sui flussi migratori studenteschi: quasi sempre i tarantini scelgono di studiare fuori Taranto. Così si indebolisce l’università e tutto il sistema economico, sociale e culturale del territorio».
L’impressione è che, adesso, le parole abbiano passato il segno. E’ il tempo dei progetti e delle ricette concrete:
«In un contesto così complicato – è Angelo Notaristefano, uno studente di ingegneria,
a prendere la parola – serve più che mai puntare su un’università di qualità. E’
meglio avere poche facoltà, ma buone. Taranto, allora, deve domandarsi di cosa ha veramente bisogno: di ingegneri? Di avvocati? Di interpreti? Quando avremo la risposta potremo ripensare la nostra università». Spesso basta poco per intendersi: la città deve capire in quale direzione andare. E deve scegliere – la pochezza delle risorse non permette lussi – tra un modello di università parcheggio (studenti a oltranza, sbocchi di lavoro quasi nulli) ed uno più efficiente o strategico,dimensionato sulla scorta delle virtù del territorio: «Ad ingegneria, oggi, c’è un docente ogni venticinque studenti. Potrebbe sembrare il paradiso – prosegue Notaristefano - ma non lo è. I docenti sono quasi tutti ricercatori che lavorano più di quanto dovrebbero, spesso gratuitamente. E poi mancano i legami col territorio. Ho sempre
pensato che la facoltà di ingegneria dovesse essere un volano per lo sviluppo di Taranto. Insomma, qui c’è l’Ilva che potrebbe attingere a piene mani dal bacino dei laureati tarantini. E invece vedo che gli stage e le borse di studio si mettono a punto con soggetti privati che hanno poco da restituire al territorio.
Perché funziona così? ». Bella domanda.

Paolo Inno Corriere del Giorno

25 luglio 2010

•Mazzarano-Tamburrano duello tutto politico

Nonostante il Castello medievale fosse stracolmo di genteper lo spettacolo teatrale “Casa Stornaiolo” – Tutti pazzi per l’italiano con Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi, il dibattito sul tema “La sanità locale ed il nuovo piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012”, che ha visto confrontarsi il consigliere regionale Michele Mazzarano e il sindaco Martino Tamburrano, ha registrato una buona partecipazione di pubblico.
Un faccia a faccia intenso, in certi momenti, acceso, durato quasi un paio d’ore e moderato dal giornalista Michele Montemurro.
«Sulla questione ospedale – ha esordito il sindaco – sono stato anche un po’ scomposto nelle mie esternazioni ma ero molto arrabbiato perché non si può oggi venire in piazza più volte e continuare a mistificare la verità. Sono tutte cose che hanno colpito l’impegno quotidiano che profondo da tanti anni. Finalmente stasera mi si invita ad una battaglia comune per il bene del paese». E poi giù sulle «promesse fatte da Vendola sull ’ospedale e non mantenute, sulle
inaugurazioni e sugli incontri fatti nel nosocomio in questi anni che hanno illuso una comunità e che hanno fatto le fortune elettorali del centro-sinistra» alle quali il primo cittadino ha sottolineato di non esser mai stato invitato.
«Prima delle elezioni – ha aggiunto – tutti quanti sapevano dell’esistenza di un piano di rientro del settore sanità… Dobbiamo avere la capacità di metterci tutti insieme per cercare di avere un incontro concreto serio con Fiore, Vendola e con quelli che decideranno in questi giorni.
Partiamo da qui e mi avrete affianco con quella disponibilità e con un’umiltà diversa che mi appartiene di più per cercare di portare le nostre ragioni a Bari e, perché no, anche a Roma».
«Ringrazio il sindaco – ha ribattuto Mazzarano - per aver dismesso un atteggiamento insultante e per aver capito che il tema della salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini viene prima di qualsiasi strumentalizzazione politica. L’obiettivo è che ognuno faccia la sua parte perché si salvaguardi quello che è diventato un simbolo, ma non un simbolo di campanile, ma di un’idea di offerta di salute non solo al territorio massafrese ma ad un territorio molto più vasto. Con un approccio critico, io ci sto mettendo la faccia non risparmiando critiche a Vendola e a Fiore. L’assunto di fondo è sbagliato: Vendola, magari, dalla battaglia della contrarietà al piano
Fitto ebbe il valore aggiunto per vincere le elezioni del 2005 ma nel 2010 non è stato così. La misura e la qualità elettorale della vittoria di Vendola prescinde dalla sanità : ha vinto perché ha abbattuto la diossina a Taranto, perché ha saputo incarnare una speranza di cambiamento, perché in cinque anni in tanti settori ha fatto bene. Stamattina ho incontrato Vendola e gli ho detto che nessuno mette in discussione lo stato di necessità della Regione ma il problema è che i parametri vanno cambiati».
Se Mazzarano gli ha rinfacciato di non esser stato convocato in Consiglio comunale come accaduto in altri Comuni; di contro, Tamburrano gli ha replicato di non esser stato invitato alla serata della mobilitazione. «Vediamoci e ragioniamo – ha poi sottolineato Mazzarano -. Dobbiamo fare una battaglia che sia utile per tutti. Quest’ospedale può servire a decongestionare il “Santissima Annunziata”».
Tamburrano ha, invece, lanciato la proposta di mettere a disposizione della Regione le aree demaniali concesse dal governo per salvare l’ospedale. Inevitabilmente, il dibattito ha aperto alla prossima campagna elettorale per le amministrative. «Vorrei tanto confrontarmi con te l’anno prossimo sui programmi », così Tamburrano ha lanciato la sfida a Mazzarano. E il consigliere regionale ha risposto: «Il candidato sindaco che ti fronteggerà lo decideranno gli elettori. Faremo le primarie. Ma io non mi sottrarrò al confronto».
Un “duello” molto atteso che ha visto fronteggiarsi due storie politiche differenti e due stili diversi. Nessuno dei due ha mai abbassato alla guardia.
Neanche per un secondo

Francesca Piccolo -Corriere del Giorno

24 luglio 2010

• Incontro con Sergio Blasi pro-Ospedale

Domenica 24 Luglio , si terrà un pubblico dibattito del Partito Democratico con:

  • Sergio Blasi , segretario regionale del PD

Partecipate numerosi.

23 luglio 2010

•ManifestazionePro-Ospedale


Si è svolta la scorsa sera la manifestazione indetta dal Partito Democratico di Massafra , tenutasi in piazza Vittorio Emanuele , in difesa dell'ospedale "Matteo Pagliari" . a salire sul palco ,alla presenza di un nutrito numero di persone , tra curiosi e sostenitori , diverse rappresntenze politiche locali .Per il Pd hanno presa la parola , il consigliere regionale Michele Mazzarano e l'assessore provinciale Vito Miccolis ; per l'UDC presenti i consiglieri comunali Cosimo Vinci e Nicola Zanframundo ; per la Puglia prima di tutto presenti sul palco Vita Massaro e Domenico Morrone ; in rappresentanza di Io Sud , Cosimo Rubino ; presenti anche il segretario Cgil Massafra Franco Indice e Romanzzi dell MSI .

•Incontro con Dino Marino

Questa sera Venerdì 23 Luglio , si terrà un pubblico dibattito del Partito Democratico con:

  • Dino Marino , Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia

Partecipate numerosi.

• Il declino del sud

21 luglio 2010

•La sanità locale

Questa sera Giovedì 22 luglio , si terrà un pubblico dibattito sul tema:

"La sanità locale ed il nuovo piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012".

Interverrano:

- Consigliere Regionale Michele Mazzarano
- Sindaco di Massafra Martino Tamburrano.

Coordina :
- Rosa Colucci, direttore di Extra Magazine

Partecipate numerosi.

20 luglio 2010

•Manifestazione pubblica in difesa dell' ospedale

Questa sera Mercoledì 21 luglio , alle 20.00, in Piazza Vittorio Emanuele II i terrà una manifestazione
pubblica in difesa dell' ospedale "Matteo Pagliari" di Massafra.

All' iniziativa parteciperanno tutte le forze politiche, sindacali, sociali ed economiche della Città, per dare forte il segnale del proprio dissenso.


Partecipate numerosi.

•«Il piano antideficit della Regione non vada a discapito dell’utenza»

“Non si può restare in silenzio a proposito del piano di rientro dal deficit sanitario messo a punto dal tandem Vendola – Fiore. La manovra tutta pugliese che sta per abbattersi sulla sanità, recherà in dote la soppressione di alcuni nosocomi e un robusto ridimensionamento di altri, con la scomparsa di branche specialistiche e servizi, producendo dei notevoli contraccolpi sulle comunità. Non v’è dubbio che sia urgente un processo di riduzione degli sprechi e razionalizzazione delle risorse professionali e strutturali esistenti, nei confronti della quale non può che esserci la massima adesione e la più larga convergenza. Ciò che contestiamo in maniera vibrata sono il metodo e i criteri tramite i quali s’intende approdare al riordino della rete dei servizi sanitari e la gestione della salute”. E’ quanto scrivono in una nota stampa i consiglieri provinciali Carmine Montemurro, Vito Miccolis, Luigi Pinto e la vice presidente Teresa Galeota, sulla questione tagli alla sanità. “La questione – si legge nella nota – non è avere l’ospedale sotto casa, ma garantire alla variegata platea degli utenti la qualità, l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni, attribuendo a ciascuna struttura ospedaliera una forte identità attrattiva a motivo delle specializzazioni in essa operanti, che valga sia per il bacino in cui è situata che per aree geografiche più lonta ne”.

Scendendo nel particolare, “se l’ospedale di Mottola deve, nella programmazione, caratterizzarsi per la riabilitazione, questa volontà deve avere da subito azioni concrete. Sebbene sia in previsione la possibilità di affidarsi a fondazioni o a gestioni miste pubblico-privato è opportuno che l’Azienda sanitaria jonica, contestualmente alla chiusura della lungodegenza, rinomini da subito l’ospedale come Centro di Riabilitazione e, quale segnale tangibile di questa volontà, avvii ufficialmente ciò che di fatto opera già in questa direzione. Come pure l’ospedale di Massafra potrebbe, per la sua posizione strategica, essere sede di strutture specialistiche importanti tali da non mortificare gli ingenti investimenti già attribuiti a quella struttura. Su Castellaneta poi occorre potenziare le branche che operano efficacemente, l’Utic e i servizi connessi, perché quella realtà continui ad essere polo veramente qualificato quale è la sua mission intrinseca”. Per questo – concludono i firmatari della nota – “il nostro impegno è totale e si sta articolando in una serie di incontri con la direzione generale Asl di Taranto e verso la Regione, attraverso il sostegno indispensabile dei nostri rappresentanti politici provinciali e regionali

di ANTONELLA RICCIARDI Gazzetta del Mezzogiorno

19 luglio 2010

•Incontro-dibattito sull’agricoltura

Questa sera Lunedì 19 luglio , alle 20.00, il Partito Democratico terrà in Piazza Vittorio Emanuele II un incontro-dibattito sulle questioni relative all’agricoltura e si parlerà dello stato di crisi che colpisce soprattutto i braccianti agricoli. Interverranno i democratici massafresi e i sindacati .

Partecipate numerosi.

18 luglio 2010

•L'ospedale non si tocca !



Il Partito democratico di Massafra non festeggia. I problemi esplosi nel mondo della sanità pugliese con l’annunciata chiusura dell’ospedale cittadino Pagliari hanno indotto i vertici della sezione del Pd ad annullare la Festa democratica prevista da domani sino a venerdì. Il coordinatore cittadino del Pd, Vito Miccolis, ha spiegato i motivi che hanno indotto i Democratici ad annullare ogni festeggiamento.

«In un momento triste come questo in cui si chiude la struttura ospedaliera di Massafra - ha detto Miccolis - non esistono le condizioni per festeggiare. Con la chiusura del “Matteo Pagliari” si dà un colpo mortale all’intero apparato sanitario della provincia».

In alternativa il Pd ha organizzato due iniziative di protesta permanente per difendere fino in fondo l’ospedale. Domani, alle 20, si terrà un incontro-dibattito sulle questioni relative all’agricoltura e si parlerà dello stato di crisi che colpisce soprattutto i braccianti agricoli. Per mercoledì, invece, è stata organizzata una mobilitazione generale della città sulla vicenda riguardante la chiusura del nosocomio che potrebbe essere ufficialmente decretata il prossimo 24 luglio con la consegna del nuovo Piano di ristrutturazione al governo centrale.

«Noi del Pd - spiega Miccolis - siamo fortemente preoccupati: ci sono molte persone che stanno lavorando per “uccidere” l’ospedale di Massafra. Innanzitutto il centrodestra. Fitto ha già dichiarato che la Regione Puglia ha sbagliato a non chiudere nel 2004 gli ospedali tarantini di Massafra e Mottola. Dopo c’è anche il sindaco Martino Tamburrano il quale è molto bravo a realizzare subito un manifesto contro i dirigenti del Pd di Massafra, però non riesce a convocare una seduta di Consiglio comunale monotematica urgente dedicata alla questione».

Ma nel Pd di Massafra si mettono sotto accusa anche i vertici sanitari locali e regionali. «Ci sono i due “ragionieri” baresi: l’assessore Fiore e il direttore dell’Asl di Taranto, Colasanto. I due - ha denunciato Miccolis - stanno cercando di risolvere i problemi della sanità con la calcolatrice. La sanità non si fa con i numeri. Il presidente Vendola ci ha sempre detto che dietro il problema sanitario ci sono le collettività, c’è il territorio e la gente. E lui ci ha insegnato a fare battaglie per difendere gli ospedali del territorio, così come ha fatto a Terlizzi. Vendola è venuto a Massafra, puntualizzando come l’ospedale Pagliari risultasse necessario per la Sanità ionica. Noi confermiamo questa sua volontà, mentre i suoi uomini fanno un discorso completamente differente. L’aspetto che Fiore e Colasanto siano baresi è la riprova che la Sanità tarantina sia fortemente penalizzata rispetto alle altre province».

•Comizio di Quartiere a Pratofiorito :Le verità sull'ospedale

-Oggi , Domenica 18 luglio ore 20.30 presso la i quartiere di Pratofiorito , ci sarà un Comizio rionale del Partito Democratico di Massafra , sul tema :
LE VERITA' SULL'OSPEDALE
Partecipate numerosi.

•Il Pd Massafra, Pd Mottola & Pd Palagiano insieme contro la Finanziaria a Chiatona

Anche in provincia di Taranto il PD si è impegnato venerdì 16 e sabato 17 luglio nelle due giornate di mobilitazione nazionale contro la manovra finanziaria del governo e per presentare le proprie proposte di politica economica.
A questo proposito Luciano Santoro, segretario provinciale del partito, ha sottolineato che questi due giorni saranno una importante occasione per le democratiche e i democratici di incontrare i cittadini e spiegare la gravità della crisi, che il governo Berlusconi affronta con una manovra profondamente sbagliata ed ingiusta.
Il Pd di Massafra , il Pd di Mottola & il Pd di Palagiano , insieme hanno fatto un volantinaggio contro la Finanziaria a Chiatona .

17 luglio 2010

•Comizio di Quartiere :Le verità sull'ospedale

-Oggi , Sabato 17 luglio ore 20.30 presso la piazzetta di San Francesco , ci sarà un Comizio rionale del Partito Democratico di Massafra , sul tema :
LE VERITA' SULL'OSPEDALE
Partecipate numerosi.

16 luglio 2010

•Presentazione VII Festival Itinerante delle Coreografie in Maschera "

Venerdì 16 luglio 2010 alle ore 19,00 presso il Palazzo Margherita in Piazza Vittorio Emanuele in Massafra (TA) si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento “VII Festival Itinerante delle Coreografie in Maschera” (operativo in due regioni), organizzato annualmente dall’Associazione Culturale Lilliput Onlus di Massafra.
All’evento, patrocinato dagli Enti Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Castellaneta, Comune di Palagiano, APT Taranto, Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Bernalda.

Illustreranno il programma:
Piero Locorotondo Presidente ass. culturale Lilliput onlus
Maestro Antonello Giasi direttore tecnico a.s.d. Habanera club
(in rappresentanza di tutti i maestri di ballo convolti)

Autorità presenti:
  • Dott. Michele Mazzarano consigliere regionale
  • Dott. Vito Miccolis assessore provinciale
  • Dott. Giovanni Gugliotti Pres. consiglio comunale Castellaneta
  • Dott.ssa Maria Grazia Mellone del. cultura Comune Palagiano
  • Prof. Nicola Cataldo delegato Fondazione Carical
Pres. consiglio comunale Castellaneta

14 luglio 2010

•Mazzarano (Pd): «Eccessivo il piano antideficit»

«Il piano antideficit presentato da Fiore e Vendola rischia di consegnarci un’idea della sanità fondata sui tagli e su una razionalizzazione eccessiva » .

Per il consigliere regionale del Gruppo misto, Michele Mazzarano è un errore cestinare il Piano regionale della salute e i rispettivi Piani attuativi locali, che avevano offerto, anche solo sulla carta, un modello di medicina integrata e di servizi alla persona in tutte le fasi di cura della malattia. «Oggi, sotto impulso della scure di Tremonti - aggiunge Mazzarano -, rischiamo di vanificare il buon lavoro fatto in questi anni di programmazione. C’è bisogno di un approfondimento che metta al centro della riflessione la produttività dei singoli ospedali, i bacini d’utenza, le particolari condizioni geografiche e un impegno maggiore a trattenere gli utenti nel proprio territorio. Ho la sensazione che la provincia di Taranto stia offrendo un taglio di posti letto superiore al raggiungimento dello standard di 3.2 posti letto previsto per rientrare dal debito. In questo momento serve una battaglia unitaria. Accolgo l’invito del presidente del Consiglio comunale di Massafra, Nino Castiglia, affinché la città si unisca in un momento grave come questo».

A.Piccolo Gazzetta del Mezzogiorno

12 luglio 2010

•Nel Pd alzano le barricate «Piano Vendola solo di tagli»

Si fa sempre più acceso il clima nella maggioranza sul piano di rientro illustrato nei giorni scorsi dal governatore Nichi Vendola. E oggi, mentre l’assessore Tommaso Fiore avvierà la discussione al tavolo tecnico con il ministero sulla bozza, il Pd riunirà parlamentari e consiglieri regionali attorno al segretario regionale per decidere la linea. Linea che, per ora, sembra non corrispondere affatto a quella tracciata dal presidente della Regione.

Dopo i moniti lanciati nei giorni scorsi dai Democratici, alza il tiro anche Michele Mazzarano: «La Puglia, con il piano anti-deficit, rischia di allinearsi al modello liberista imposto dal governo, che acuisce le sofferenze umane della crisi. Puntare tutto sul taglio dell’ospedalizzazione impropria, spesso effetto di servizi inefficienti, senza aver dato vita ad un sistema organico alternativo di offerta di cura e salute, produrrà - sottolinea il consigliere del gruppo Misto - gravi violazioni dei diritti dei cittadini. Aver accantonato il piano regionale della salute che conteneva un nuovo modello di organizzazione integrata da offrire al malato in tutte le fasi della cura, sostituito da un piano di tagli che non introduce una visione nuova di sistema della salute e di welfare, rischia di diventare un vicolo cieco». Per l’ex segretario dei Ds quello che non ha funzionato è il metodo adottato dal governo: dopo un mese di indiscrezioni sui tagli, il confronto in extremis con la maggioranza sul piatto pronto - amaro da digerire - della cura dimagrante su ospedali e farmaci. Il tutto, questo il leit-motiv che rieccheggia tra i mal di pancia dei Democratici, senza passare dai territori, pronti a scendere in piazza se vedranno tagliarsi l’ospedale sotto casa. «Non servono tentazioni giacobine né approcci iper-realistici. Serve un opera corale e un coinvolgimento pieno di tutti gli attori istituzionali, politici e sociali. Serve - scandisce Mazzarano - un confronto e siamo ancora in tempo per farlo».

b. mart. Gazzetta del Mezzogiorno

•Partecipate numerosi.

-Lunedì 12 luglio ore 20.00 presso la sede del Partito Democratico, in Piazza Vittorio Emanuele , assemblea pubblica sulla situazione attuale dell'Ospedale "M.Pagliari".

Partecipate numerosi.

•Il PD difendere il diritto alla salute !

-Lunedì 12 luglio ore 10.00 presso il Padiglione Vinci dell'Ospedale SS. Annunziata di Taranto, ci sarà la conferenza stampa dell'assessore Fiore sui tagli alla Sanità ionica. Il Partito Democratico di Massafra sarà presente.

-Lunedì 12 luglio ore 20.00 presso la sede del Partito Democratico, in Piazza Vittorio Emanuele , assemblea pubblica sulla situazione attuale dell'Ospedale "
M.Pagliari".

Partecipate numerosi.

10 luglio 2010

•Il PD è pronto a difendere con tutti i mezzi il diritto alla salute dei cittadini


Con la paventata chiusura dell’ospedale è stata dichiarata guerra alla nostra Città.
Il Partito Democratico è pronto a difendere con tutti i mezzi il diritto alla salute dei cittadini del nostro territorio.
Ci opponiamo con grande determinazione al castigo dei tagli imposto dal ministro Tremonti alla Regione Puglia, i vincoli del piano di rientro dal debito sono una vendetta del governo nordista guidato da Berlusconi contro la Puglia del centrosinistra.
Consideriamo un grave errore che il nuovo piano di riordino della sanità pugliese, invece di ripartire dai Piani Attuativi Locali previsti nel Piano Regionale della Salute 2008 – 2010, elaborato dalla precedente Giunta Vendola, faccia esclusivo riferimento alle scelte drastiche contenute nel tanto vituperato Piano Fitto.
E’ quanto mai singolare che, in un territorio come quello jonico, si preveda un ingente investimento di risorse pubbliche a sostegno della lobby nordista e berlusconiana del San Raffaele, anziché valorizzare i tanti punti di eccellenza che nel corso dei decenni hanno qualificato l’offerta pubblica sanitaria.
Un’ eventuale chiusura del nosocomio massafrese comporterebbe lo spreco delle ingenti risorse, circa 8 milioni di euro, investite negli scorsi mesi per adeguare l’ospedale “Matteo Pagliari” agli standard necessari a renderlo una struttura di base.
Chiediamo all’assessore Tommaso Fiore un incontro urgente per evitare di procedere in modo verticistico al preannunciato taglio dei posti letto, metodo già utilizzato da Fitto e dal centrodestra locale, i quali se ne infischiarono della protesta democratica di migliaia di cittadini.
Il Partito Democratico di Massafra non permetterà a nessuno di calpestare il sacrosanto diritto alla salute e di impoverire ulteriormente i già precari servizi agli utenti.
Facciamo appello a tutte le forze politiche che hanno a cuore gli interessi dei cittadini, e condanniamo con forza ogni forma di volgare strumentalizzazione a fini politici e propagandistici nella prospettiva delle prossime elezioni comunali.
Preannunciamo un’assemblea pubblica presso la sede del Circolo del PD per Lunedì 12 Luglio alle ore 20:00, ed anche una manifestazione cittadina straordinaria da tenersi Mercoledì 14 Luglio, sempre alle ore 20:00, in Piazza Vittorio Emanuele.
La prevista Festa Democratica si trasformerà in una mobilitazione permanente

6 luglio 2010

• La vera emergenza è il Lavoro !

Giovedì 1 luglio in Piazza Vittorio Emanuele II a Mssafra, il Partito Democratico ha tenuto una pubblica assemblea sul tema “La vera emergenza è il lavoro”.
Il Partito Democratico pone al centro del dibattito cittadino il problema del lavoro come prioritario della sua politica presente e futura perché se non riparte il lavoro non può ripartire niente.
La situazione in Italia è molto grave, ogni mese si contano centinaia di migliaia di posti di lavori in meno, i giovani sono ancora una volta i più colpiti. Se poi guardiamo ai dati di disoccupazione del Sud, della provincia di Taranto e di Massafra ci rendiamo conto che questo è il problema più grave che ogni famiglia deve affrontare.
Infatti, se questa crisi economica, che in un primo momento aveva indotto alla perdita del posto di lavoro soprattutto dei precari, poi ha imposto agli altri, cioè a chi ha un posto di lavoro a tempo indeterminato, la cassaintegrazione ordinaria e straordinaria, con una netta diminuzione del proprio stipendio. Ora il rischio maggiore potrebbe essere anche la perdita di questo ammortizzatore sociale, se le aziende in crisi non riusciranno a risollevarsi.
Un fatto ancora più grave è che di tutto ciò non se ne parla. Solo il Partito Democratico ha posto l’emergenza lavoro al centro della sua azione politica, sia a livello nazionale che a livello locale.
Infatti, Il governo nazionale si preoccupa dei problemi di Berlusconi e della casta, parlando di intercettazioni e lodo Alfano, e poi chiede ulteriori sacrifici ai cittadini più deboli con una manovra finanziaria, che colpisce questi ultimi ma non gli evasori fiscali, i mafiosi e chi è più ricco.
Durante l’iniziativa, il direttore del centro per l’impiego di Massafra Giuseppe Palmisano ha sottolineato la necessità di politiche come quelle messe in atto dalla provincia e dalla regione, che hanno messo a disposizione dei finanziamenti sia per incentivare le aziende all’assunzione a tempo indeterminato sia per contribuire all’inventiva dei disoccupati a crearsi nuovi posti di lavoro. (Politiche del “Welfare to work”).
Angelo Notaristefano, dirigente dei Giovani Democratici, invece ha sottolineato che non solo i giovani sono ancora i più colpiti, ma che non ci sono neanche speranze per il futuro perché il ministro Tremonti è andato a colpire anche i ricercatori universitari con tagli dei fondi alla ricerca scientifica, impedendo, così, che possano nascere nuove idee per lo sviluppo e privandoci di migliori prospettive future.
In conclusione l’assessore provinciale al lavoro e alla formazione professionale Vito Miccolis, riprendendo i dati drammatici sulla disoccupazione della nostra città, ha sottolineato che il lavoro deve essere un punto centrale della politica anche nell’ambito di un’amministrazione comunale, individuando la necessità di un Assessore comunale al lavoro, che manca nella giunta Tamburrano.
Una politica sul lavoro anche a livello comunale può cogliere le opportunità che la natura e la storia ci hanno regalato, perché è necessario ripartire dalla valorizzazione del territorio per cercare di far ripartire il lavoro. Ad esempio la nostra è la città della civiltà rupestre e valorizzare questa unicità del nostro territorio può creare nuovi posti di lavoro cogliendo l’opportunità che il turismo potrebbe offrire. Prima di tutto, però, bisognerebbe evitare di distruggere questo habitat e quindi non continuare a costruire sulle gravine.

Intervista dell'assessore Vito Micoolis a Miltiradio

5 luglio 2010

•Brancher si dimette. Il PD: "Con opposizione unita governo alle corde"

Il “Ministro del nulla”, non rischia la sfiducia alla Camera e rinuncia alla carica. Bindi: “Le dimissioni confermano una maggioranza allo sbando”. Franceschini: "Vittoria politica. Al di là dei numeri e dei rapporti di forza in parlamento possiamo ottenere risultati importanti".

immagine documento Aldo Brancher, non è più ministro, si è dimesso anche se non sappiamo da cosa, visto la mancata pubblicazione delle deleghe nella Gazzetta Ufficiale, prima di arrivare al voto sulla Mozione di sfiducia nei suoi confronti, in calendario alla Camera il prossimo 8 luglio, sottoscritta da tutti i deputati del Pd e dell’Idv.

Non ha voluto rischiare di far cadere il governo, il fido ministro, perché questo sarebbe potuto accadere se ci fossero state delle “defezioni” da parte della sua stessa maggioranza. E, cosa alquanto singolare, ha annunciato le proprie dimissioni dall’aula del tribunale in cui è in corso il processo nel quale è imputato insieme alla moglie.

D’altronde, la vicenda ministeriale di Brancher nasce e muore nelle aule giudiziarie, come ha fatto notare Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd. “Le sue dimissioni – ha dichiarato Bindi - sono un atto dovuto, ma annunciarle in un tribunale anziché in Parlamento conferma tutta la strumentalità della sua nomina: Brancher era, infatti, solo il ministro del legittimo impedimento. Per governo e maggioranza si tratta di una vera e propria resa alle ragioni della correttezza istituzionale per evitare lo scorno di una più grave sfiducia parlamentare che sarebbe certamente arrivata con l'iniziativa delle opposizioni”.

Secondo la Presidente del Pd, “Berlusconi cerca così di chiudere almeno uno dei tanti fronti critici per il governo. Ma la maggioranza è allo sbando e la fine della carriera politica di Brancher lo conferma”.

Dario Franceschini, Capogruppo Pd alla Camera, e primo firmatario della mozione di sfiducia, ha commentato: “Le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell’opposizione e dimostrano che quando l’opposizione prende una iniziativa politica al di là dei numeri e dei rapporti di forza in parlamento, può ottenere dei risultati importanti. Penso, per come sono messe le cose, che questa volta Berlusconi non possa ripetere la sceneggiata delle dimissioni respinte: il voto di giovedì fa troppa paura.”

“Ennesima dimostrazione di una maggioranza allo sbando”, così ha definito l’intera vicenda Davide Zoggia, Responsabile Enti Locali della Segreteria del Pd. “Il presidente Berlusconi dice di condividere la decisione di Brancher di dimettersi. Ci chiediamo perché quindi, solo 17 giorni fa, l’aveva nominato a capo di un ministero non meglio precisato”. E’ l’ennesima dimostrazione di una maggioranza che non è in grado di governare il Paese e di dare risposte concrete ai problemi degli italiani”.

Per Enrico Letta, vice segretario del Partito democratico: “Le dimissioni di Brancher sono una lezione per l’opposizione, di cui far tesoro, infatti è stato ancora una volta dimostrato che la determinazione e l’unità di intenti delle opposizioni consentono di ottenere i risultati e di mettere alle corde il governo".

Non sappiamo come finirà il processo, di certo questa è stata una “indegna fine di una pericolosa pagliacciata”, come ha notato la Presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro.

"La conclusione della vicenda Brancher ci dice quanto di strumentale e di indegno ci fosse nella scelta di nominarlo ministro. Anche la sfacciata arroganza del potere si è dovuta arrendere di fronte alle regole e alle
ragioni della correttezza istituzionale. Ora di fronte ad una oggettiva difficoltà, governo e maggioranza devono fare marcia in dietro per evitare di sbattere la faccia in Parlamento contro la mozione di sfiducia. A
testimonianza del fatto che la nomina di questo ministro era assolutamente inutile ai fini dell'efficienza di questo governo”. "Con queste dimissioni – ha concluso Finocchiaro - Berlusconi pensa di spegnere il fuoco, ma l'incendio nel PDL è ormai divampato".

Niente segue una regola ed un senso logico nell'attuale governo. Si è creato un ministero non in risposta a dei bisogni particolari, o per gestire determinate risorse, ma semplicemente per mettere su una roccaforte in cui nasondersi. A questo punto ci si chiede: verrà mantenuto questo misterioso ministero? Se non verrà mantenuto, evidentemente non serviva, se sarà mantenuto chi sarà il nuovo ministro? Forse Berlusconi in persona vorrà assumere l'interim anche di questo e poi magari decidere cosa farci..giusto per contenere i costi della politica.

•La Provincia al fianco del mondo agricolo: stop ai pignoramenti

La crisi economica strangola le aziende agricole: nel solo mese di febbraio, in Terra Ionica, sono state vendute alle aste giudiziarie 196 aziende. Su settemila imprese, circa l’80% sono indebitate con le banche. La Provincia di Taranto e tutte le associazioni di categoria hanno raccolto questo grido d’allarme chiedendo al governo di intervenire: stop ai pignoramenti, sì ad un confronto con gli istituti di credito per rinegoziare il pagamento dei debiti. Debiti che gli agricoltori vogliono sì onorare ma a condizione diverse. E lo stesso discorso vale ovviamente per Equitalia, la società di riscossione dei tributi.
Sono queste le proposte principali che saranno presentate mercoledì prossimo nel corso dell’audizione in programma alla Commissione Agricoltura del Senato. Questa mattina a Palazzo del governo gli assessori provinciali Umberto Lanzo, Vito Miccolis e Luigi Albisinni, titolari rispettivamente delle deleghe alle Politiche comunitarie, al Lavoro e all’Agricoltura, hanno fatto il punto della situazione insieme a Paolo Rubino in rappresentanza del Tavolo verde, di Franco Passeri della Cia, Vincenzo Capodiferro della Coldiretti e Guglielmo Trentadue dell’Uci-Copagri. Presente anche il consigliere provinciale Giorgio Grimaldi.
Dai senatori – è stato ribadito questa mattina – la Terra Ionica si aspetta risposte precise e provvedimenti concreti. In caso contrario, ha annunciato Paolo Rubino, si chiude la fase del dialogo e si apre un nuovo capitolo.
La mobilitazione generale del mondo agricolo, coordinata dalla Provincia di Taranto, attende quindi con ansia l’esito dell’incontro romano. E che la questione sia di vitale importanza, lo dimostra il fatto che l’agricoltura rappresenta uno dei settori vitali dell’economia ionica con i suoi 37mila addetti. La Provincia di Taranto si conferma così il sindacato del territorio, idea cara al presidente Gianni Florido.

1 luglio 2010

• Dibattito pubblico : "La vera emergenza è il lavoro"

Giovedì 1 Luglio alle ore 20,00 in Piazza Vittorio Emanuele II, a Massafra, il Partito Democratico terrà un pubblico dibattito dal tema:

"La vera emergenza è il lavoro"

Interverrà l'assessore provinciale alla formazione professionale e al lavoro Vito Miccolis.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.