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OTTAVA FESTA DE L'UNITÀ: "SÌ RIPARTE, INSIEME."

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31 ottobre 2014

Lanfranco Rossi: Subito la copertura dei Parchi minerali!


Lo sblocco dell’utilizzo del 1.2 miliardi di euro, che la famiglia Riva aveva  trasferito in un paradiso fiscale delle isole inglesi dello stretto della Manica, danno nuovo impulso alle opere di ambientalizzazione dell’Ilva.
Con la sentenza del Gip di Milano, gli investimenti ambientali prescritti dall’AIA, divenuta legge dello Stato l’8 maggio 2014, hanno una nuova spinta ed un nuovo vigore per l'ambientalizzazione  dello Stabilimento siderurgico.
Con l’utilizzo, di questa grande quantità di denaro, le opere di costruzione delle coperture dei Parchi dei Minerali, che i cittadini del rione Tamburi per primi, e l’intera città di Taranto, con l’intera comunità Jonica aspettano da tempo, finalmente saranno realizzati.
Il crono programma allegato all’approvazione del piano ambientale, prevede tempi certi per la realizzazione.  La prima grande opera, che la comunità tarantina vuole vedere da subito, è la copertura dei Parchi, sia il Parco Minerali area stoccaggio (ferro) che i Parchi dell’agglomerato nord e agglomerato sud. Il parco più grande, ha una dimensione progettuale: 700 mt di lunghezza, di 262 mt di larghezza ed una altezza di 80 mt, per una superficie coperta di 183.400 mq. Questa opera di ingegneria, doveva iniziare a costruirsi a settembre 2014, assegnata alla ditta Cimolai, con un importo di 99 milioni di euro. Questa può essere iniziata da subito, dopo l’ultima e definitiva approvazione del Ministero dell’Ambiente.
Il costo complessivo  delle coperture dei parchi, approvati dal piano ambientale è di 405.159.000 euro, di questi sono stati emessi ordini per 208.512.000 euro. Tengo a dire che l’intero piano ambientale approvato ha emesso ordini fino al maggio del 2014 per somme complessive di 575.580.000 euro.
La sentenza del giudice di Milano, dà una grande speranza per la realizzazione di queste immense opere di ammodernamento della più grande fabbrica del mezzogiorno e della Puglia.
In virtù di quanto accaduto con la sentenza di Milano, la quale dà una prima risposta al processo concreto di ambientalizzazione, il Partito Democratico di Taranto, con il suo intero gruppo dirigente, vigilerà sull'attuazione del piano ambientale e sul processo di vendita che si avvierà successivamente.
In merito alle trattative di vendita che il governo sta portando avanti, il PD tarantino pone molta attenzione sui pretendenti, i quali devono chiarire gli aspetti cruciali dei loro piani di acquisto.
Ad esempio, Arcelor Mittal deve spiegare, perché intende aggiungere alla  capacità produttiva degli 8 milioni di tonnellate previsti dall’AIA, altri due milioni raggiungendo i 10 milioni di tonnellate annue, quando ha eccedenze di produzione negli altri stabilimenti sparsi in Europa, dove ne produce complessivamente 90 milioni.
Il Piano Industriale è strategico al processo di vendita, in quanto deve stabilire le effettive condizioni in grado di garantire che non si tratti di una acquisizione aggressiva, magari orientata alla prospettiva di ridimensionamento del centro siderurgico di Taranto.
Relativamente alle notizie di trattative in corso, con più gruppi industriali interessati all’acquisto dell’ILVA in cui si propone di costituire una new company che acquisisca gli impianti e il personale senza i pesi della vecchia Ilva (conteziosi, risarcimenti ecc.) da mettere in una bad company, a nostro parere occorre che siano introdotte severe garanzie ambientali per la futura produzione industriale; insomma:  si vende per produrre acciaio che non inquina.
Il tema è individuare un partner industriale in grado di accogliere la sfida di trasformare Taranto nel laboratorio più avanzato di Europa della produzione di acciaio verde, della massima qualità e rispettoso tanto dell’ambiente quanto della salute umana. Così come previsto dal piano ambientale, approvato con il decreto che recepisce il piano Ronchi dove si fa riferimento all’uso del pre-ridotto, che riduce il peso nel ciclo produttivo di agglomerato e cokerie, responsabili della emissione di diossina e benzoapirene e consentirebbe di produrre acciaio pulito, come sottolinea lo stesso DPCM sul piano ambientale.
Taranto deve essere la capitale dell’acciaio con i più elevati standars di qualità ecosostenibile.
In tal senso, sarebbe opportuno che lo Stato sia presente nel capitale sociale con una significativa quota di sorveglianza, per presidiare gli interessi pubblici rilevanti. Sarebbe opportuno che questa presenza pubblica sia condivisa anche dalla Regione Puglia.
Lanfranco Rossi
Responsabile provinciale ambiente e territorio PD Taranto

30 ottobre 2014

Sblocco di 1,2 miliardi per l'ILVA

Il partito democratico esprime la sua grande soddisfazione per lo sblocco del miliardo e 200 milioni, sequestrati dalla magistratura di Milano, che saranno utilizzati per l’ambientalizzazione dell’ILVA di Taranto. Per la prima volta, il principio che chi inquina paga, recepito dalle leggi per Taranto, viene concretamente attuato. Si tratta di un risultato straordinario che ripaga dell’impegno profuso il PD e tutti coloro che si sono battuti per tenere insieme due diritti fondamentali: l’ambiente e il lavoro. Questa scommessa, in cui i democratici hanno caparbiamente creduto e che ha prodotto ben 5 provvedimenti legislativi, oggi sta avendo successo. Le leggi approvate per Taranto stanno funzionando non solo perché consentono di mettere a disposizione del risanamento ambientale importanti risorse, ma anche perché consentono di snellire le procedure burocratiche e, quindi, di procedere in tempi brevi ad attuare le prescrizioni dell’A.I.A. - diventata legge -, che rappresentano l’unico modo per rendere l’azienda siderurgica ecosostenibile. Invece, chi ha scommesso sul fallimento della possibilità di coniugare ambiente e lavoro ed ha puntato sulla chiusura della fabbrica, oggi non può che riconoscere la validità delle leggi approvate per Taranto. Il provvedimento di sbocco di 1,2 miliardi rappresenta l’apertura di una fase nuova che contribuisce a salvaguardare i posti di migliaia di lavoratori, ma rappresenta, con i lavori di ambientalizzazione, anche una importante opportunità per l’economia del territorio. 
il segretario provinciale del PD di Taranto
 Walter Musillo

IL 118 DI MASSAFRA NON CHIUDE !!

Gazzetta del Mezzogiorno del 30/10/2014

Estratto dalla proposta di Riorganizzazione della Rete dell'Emergenza Urgenza della Regione Puglia

Mazzarano: Ilva, finalmente chi inquina paga.

La decisione del Tribunale di Milano di sbloccare le risorse finanziarie, sottoposte a sequestro preventivo, per il risanamento ambientale dell'Ilva di Taranto rappresenta un fatto eccezionale dal punto di vista giuridico e sancisce in modo evidente l'applicazione del sacrosanto principio secondo cui "chi inquina paga".
Il tribunale spiega con chiarezza che nel conflitto tra i diritti proprietari e gli interessi costituzionalmente rilevanti al diritto all'ambiente salubre, al lavoro e alla salute, i secondi primeggiano sui primi.
Siamo di fronte ad una decisione di grande rilievo giuridico resa possibile dalla forza legislativa dei provvedimenti che i Governi Letta e Renzi hanno messo in fila e dal lavoro correttivo svolto dal parlamento e in modo particolare dai parlamentari del Pd.
Lo sblocco dei 1.2 miliardi di Euro di risorse viene accolto con un grande sospiro di sollievo. Una decisione diversa avrebbe fatto ripiombare Taranto in una drammatica spirale che avrebbe messo in angoscia migliaia di famiglie di lavoratori e azzerato le speranze di chi crede che si possa conciliare produzione e salute.
Ora bisogna accelerare sulla strada del risanamento ambientale dello stabilimento e della rigorosa ottemperanza, in un cronoprogramma certo, delle prescrizioni dell'AIA.
Non ci sono più alibi. Non c'è più tempo da perdere.
Bari, 29 ottobre 2014
Michele Mazzarano
Consigliere regionale Pd

28 ottobre 2014

Appalto rifiuti: condannati in tre.


Quotidiano di Puglia del 28 ottobre 2014

27 ottobre 2014

MAZZARANO: “IL PD È PIÙ GRANDE DELLA LEOPOLDA E DI PIAZZA SAN GIOVANNI”

“Non siamo costretti a dover scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Assecondare slanci avanguardisti o riflessi minoritari sarebbe un errore di fronte alle emergenze del Paese.
Non si può contemporaneamente sostenere un governo e presidiare la piazza che protesta contro quello stesso governo. Così come non si può pensare che la formula aperta e innovativa della Leopolda debba essere concepita come il contraltare ad una manifestazione sindacale.
Il 25 Ottobre di Firenze e Roma possono essere, se non assolutizzate, due facce della costruzione di un grande partito riformista, autonomo e democratico.
Di fronte alla necessità di fare riforme profonde per cambiare un Paese fermo da trent'anni, sfida incoraggiata, per la prima volta, da un consenso inedito per la sua grandezza, è sbagliato immaginare che il richiamo della foresta di una grande e bella piazza sindacale possa far scaturire un progetto politico più marcatamente identitario della sinistra.
Le piazze si ascoltano, non si demonizzano né tantomeno si strumentalizzano con finalità politiche; quando centinaia di migliaia di persone si mettono in marcia per rivendicare la difesa di un diritto, il più grande torto che si può fare loro è utilizzare quello straordinario atto di libertà di espressione come leva per costruire una nuova aggregazione politica.
In passato, tentativi ben più ridondanti di questo, sono falliti clamorosamente.
Sembrerà paradossale ma la costruzione di una forza compiutamente riformista, che l'Italia non ha mai avuto, deve poter fare proprie le istanze provenienti da Firenze e da Roma qualificandole in un progetto politico che si impoverisca nella suggestione dello scontro tra vecchio e nuovo.
In un momento di drammatica crisi economico-sociale-istituzionale, non tende a placarsi il conflitto tra politica e antipolitica, tra democrazia e populismo, nonostante l'affievolirsi dell'efficacia mediatico-politica del Movimento 5Stelle. E in questi anni di crisi, la leadership carismatica è stata, per un verso, la scorciatoia a cui far ricorso per far fronte alla fine della democrazia rappresentativa; per altro verso, invece, i leader forti hanno incoraggiato il riavvicinamento alla politica di tanti cittadini delusi.
A me sembra che il presupposto per rivendicare il primato della democrazia rappresentativa sia il riconoscere, senza timori reverenziali, la profonda crisi di rappresentanza che colpisce inesorabilmente i cosiddetti ‘corpi intermedi’, soprattutto i sindacati. Così come colpisce i partiti e le istituzioni democratiche di cui si parla tanto. Far finta di non sapere che il sindacato stenti, da anni, a rappresentare i giovani lavoratori precari e le nuove forme di povertà, con una parola gli ‘outsider’, significa aprire le praterie a chi crede di poter fare a meno della concertazione.
Per questa ragione penso che la difesa strenua e corporativa di un diritto storico come l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di fronte ad un provvedimento che si sforza di semplificare la selva dei contratti precari, sostituendoli con ‘il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti’ rappresenta più il tentativo di ritagliarsi lo spazio a difesa di una riserva indiana, piuttosto che incoraggiare, come hanno fatto i sindacati confederali nei momenti difficili del Paese, un processo riformatore utile ai più giovani e al futuro dell'Italia. Avere questa lettura delle ragioni della mobilitazione della CGIL, non può precludere, però, al riconoscimento che dalla manifestazione di sabato siano giunti molti messaggi di cui tener conto; il più importante di tutti è che molti italiani spaventati dalla crisi e dai suoi effetti, confidano nella rete di protezione-assistenza del sindacato.
‘Creare nuovo lavoro anziché tagliare i diritti di chi il lavoro ce l'ha’, è stato uno degli slogan più insistenti.
La creazione di nuovo lavoro, come sa bene la CGIL, passa principalmente dal rilancio degli investimenti e dello sviluppo che, evidentemente, è legato alla fine delle politiche di rigore e di austerity dell'Europa e, secondariamente, può trovare facilitazione nelle scelte strategiche introdotte dalla Legge di Stabilità. Indurre le imprese italiane, attraverso gli sgravi e il taglio del costo del lavoro, a ritenere conveniente l'applicazione di tipologie contrattuali stabili, significa invertire la tendenza, dei tanti governi succedutisi in questi anni, a rendere selvaggia e incivile l'attuale legislazione in materia di lavoro. Non riconoscere l'apertura di un percorso nuovo in queste misure del Governo, compresa la dura trattativa con Bruxelles sulla necessaria flessibilità per liberare risorse per lo sviluppo, suscita molte perplessità.
Alfredo Reichlin ha parlato, dopo l'esito delle recenti elezioni europee, del Pd come del Partito della Nazione. Un partito di popolo che ha una visione del futuro dell'Italia e che fa coincidere il proprio destino con quello del Paese. Concordo pienamente.
Mi permetto di dire, a questo proposito, che questo orizzonte, non esclusivamente legato ad una congiuntura elettorale, sarà raggiungibile se il Pd non sarà costretto a scegliere tra la Leopolda e Piazza San Giovanni. Il Pd sarà utile all'Italia se saprà raccogliere, dagli eventi del 25 Ottobre, le ragioni della sua vocazione ideale e della sua missione riformatrice”.

Michele Mazzarano - Consigliere Regionale PD

22 ottobre 2014

Emergenza igienico-sanitaria a Massafra: richiesta di intervento alla ASL Taranto

Il Partito Democratico, dopo il comizio di domenica 19/10/2014 atto a denunciare tutte le inefficienze e la disorganizzazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta e atto a promuovere soluzioni rapide affinché la differenziata possa finalmente procedere nel migliore dei modi, è preoccupato per l'emergenza igenico-sanitaria che si è venuta a determinare nella città, ormai diventata una discarica a cielo aperto.
Pertanto ieri 21/10/2014 ha ritenuto opportuno inviare una richiesta di intervento alla ASL di Taranto.


20 ottobre 2014

FINALMENTE UN REGOLAMENTO SULLE PALESTRE SCOLASTICHE

E’ stato approvato , dal consiglio comunale dell’ 8 ottobre il regolamento per la concessione in uso degli impianti sportivi annessi agli edifici scolastici di proprietà della Comune. Grazie al lavoro del gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra, è disciplinato l'uso delle palestre ubicate nelle scuole comunali, in orario extrascolastico. Il regolamento, promosso ed elaborato dal consigliere comunale Giuseppe Miraglia e dal gruppo consiliare PD, darà trasparenza ai rapporti di gestione e concessione delle palestre tra il Comune e le tante Società che a Massafra si occupano di sport. Il regolamento mette ordine nella gestione degli impianti e permette a tutte le società sportive e associazioni , in possesso di determinati requisiti, di poter concorrere all'utilizzo delle Palestre ubicate nei plessi scolastici. L’obiettivo del regolamento proposto dal PD è di favorire lo sviluppo delle attività sportive sul territorio e consentire a tutti di poter fruire al meglio gli impianti sportivi. Ma soprattutto c’è un importante vantaggio sociale in quanto si darà priorità alle realtà che propongono sport per disabili, a chi offre corsi di avviamento allo sport per i più giovani, attività per la terza età etc. Inoltre i concessionari degli impianti sportivi dovranno accogliere gratuitamente cittadini in situazioni di indigenza o disagio sociale nella misura di almeno il 20% dei partecipanti alle attività . L’iter per l’approvazione del regolamento è stato molto lungo , c’è voluto oltre un anno e mezzo , ma la caparbietà e il lavoro dei consiglieri del PD ha prodotto uno strumento per rilanciare lo sport attraverso una più ampia offerta di attività sportive per il benessere psicofisico di tutti i cittadini .

 LEGGI QUI IL REGOLAMENTO

19 ottobre 2014

COMIZIO DEL PARTITO DEMOCRATICO PER DIRE BASTA AL CAOS SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Domani, domenica 19 ottobre alle ore 19,30 in Piazza Vittorio Emanuele II a Massafra si terrà un pubblico comizio del Partito Democratico: - sul problema del servizio di raccolta dei rifiuti; -

  •  per invitare i cittadini a fare la raccolta differenziata o a farla meglio; 
  • perchè l'Amministrazione Comunale di Massafra migliori il servizio di raccolta al più presto; 
  • perchè i responsabili di questo scempio vadano a casa subito;
  • perchè i cittadini non possono continuare a pagare per l'incompetenza di chi ci amministra. 
 La disorganizzazione e l'inefficienza del servizio di raccolta dei rifiuti sta riducendo la città ad una discarica a cielo aperto. Bidoncini non ritirati, isole ecologiche inesistenti, completa disinformazione. E' arrivato il momento di dire BASTA!!! Pertanto invitiamo tutti i cittadini a partecipare al comizio di domani sera al quale interverranno:


  • Angelo Notaristefano, Segretario dei Giovani Democratici Massafra 
  • Imma Semeraro, Segretario PD Massafra - 
  • Il Gruppo consiliare del PD di Massafra (Vito Miccolis Giuseppe Miraglia Giovanni Quero) 
  •  Michele Mazzarano, Consigliere Regionale PD
  • 14 ottobre 2014

    Miccolis: Da giugno a settembre scomparsi 500mila kg di rifiuti.


    Giallo sulla raccolta differenziata. Da giugno a settembre sono scomparsi 570.267
    chilogrammi di rifiuti. Dove e come sono stati smaltiti? 

      L’allarme viene leggendo i dati pubblicati dal Comune di Massafra. A giugno il totale dei rifiuti prodotti  dai massafresi era di 1.486.329 kg ed ogni cittadino ne aveva prodotto 47,69 kg. Il dato di settembre è da allarme rosso. Si passa da una produzione di 47,69 Kg di giugno a solo 36,22 Kg  procapite per il mese di settembre. I rifiuti raccolti a settembre sono scesi a soli 1.131.522 kg.  A luglio, quando è iniziata la raccolta differenziata porta a porta per tutta Massafra, i rifiuti raccolti in città erano stati 1.400.768 kg, ad agosto erano scesi a 1.356.430 Kg ed a settembre il grande salto a soli 1.131.522 Kg. 
      Come è possibile che in soli tre mesi i massafresi abbiano diminuito la produzione dei rifiuti  di ben 11,35 chilogrammi a testa. Da una parte si potrebbe esultare per il notevole risparmio per le casse di Palazzo di Città che potrebbe portare anche dei benefici a tutti i cittadini.  
      Se i rifiuti scomparsi venissero smaltiti come  indifferenziato ci sarebbe stato un risparmio per il solo mese di settembre di quasi 30 mila euro. 
      Ma si ha il sospetto che i rifiuti scomparsi si trovino sparsi in tutto il territorio cittadinoInfatti basta fare un giro sia in città che nelle periferie per scoprire le  tante buste di spazzatura abbandonate. 
      Certo la responsabilità principale è quella dei cittadini incivili che cospargono tutto il territorio di rifiuti, ma credo che maggiore responsabilità vada agli amministratori comunali i quali ancora non riescono ad organizzare una raccolta differenziata efficiente.   Il servizio è in pieno caos. La città è stracolma di rifiuti abbandonati.  Centinaia e centinaia di cittadini stanno collaborando  per rendere la raccolta differenziata utile all’intera città, ma la disorganizzazione mette a dura prova la grande voglia di collaborazione di tutti i massafresi.
      Bisogna continuare  a differenziare i rifiuti. Sono gli amministratori incapaci che stanno trasformando la nostra Tebaide d’Italia in una grande discarica a cielo aperto. 
      I responsabili devono dimettersi perché dopo tre anni dall’inizio della sperimentazione della differenziata non si può continuare a sbagliare. 
      Basta! Chi ha prodotto questo scempio deve andare a casa.  
    Massafra 12.10.14
                                                                Vito Miccolis

                                                                 Capogruppo del PD

    12 ottobre 2014

    11 ottobre 2014

    Continua l'impegno per la costruzione della rete idrica di Parco di Guerra

    Grazie al gruppo consiliare del Partito Democratico di Massafra che nella seduta dello scorso 8.10.2014 ha mantenuto il numero legale, il Consiglio Comunale ha approvato il progetto definitivo ai fini espropriativi per la COSTRUZIONE DELLA RETE IDRICA e fognaria di PARCO DI GUERRA. Come noto grazie all'impegno del Consigliere Regionale Michele Mazzarano, della Regione Puglia e del Partito Democratico nello scorso mese di dicembre l'Acquedotto Pugliese spa, direzione di Bari presentava il progetto definitivo relativo ai lavori per la costruzione della rete idrica in località "Parco di Guerra". Un progetto che prevede la realizzazione di 11 km di condotte interrate e la costruzione in sede propria di un piccolo impianto di sollevamento. Un'opera notevole che andrà a beneficio degli abitanti di Parco di Guerra che l’attendono da decenni! La Regione, il Pd ed il consigliere Mazzarano hanno profuso il massimo impegno perché l'annoso problema della mancanza della rete idrica in località Parco di Guerra fosse risolto ma si richiedeva la cooperazione di altri enti, in primis quello del Comune di Massafra. Con l’approvazione della suddetta delibera si è fatto un significativo passo in avanti nonostante la lentezza e la farraginosità del Comune di Massafra: ma d’ora in poi non dovrà perdersi altro tempo e si dovrà procedere velocemente alla conclusione dell’iter amministrativo e all’avvio dei lavori. 

    Massafra, lì 10 ottobre 2014

    10 ottobre 2014

    "Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare"

    Michele Mazzarano consigliere regionale del Pd:
    “Porto di Taranto: bene lo sblocco dei lavori, ora accelerare” 

    La decisione del TAR di Lecce di respingere il ricorso presentato da una associazione temporanea di impresa, che aveva visto revocarsi l'aggiudicazione dei lavori di ammodernamento infrastrutturale del molo polisettoriale del porto di Taranto, mette, si spera, la parola fine ad un lungo periodo di attesa caratterizzato da ricorsi, controricorsi, tempi morti, sentenze della giustizia amministrativa, che hanno ritardato l'avvio di lavori necessari per il porto e lo sviluppo della sua vocazione industriale e commerciale. Tali ritardi hanno creato enormi apprensioni, vista la scelta di Taranto Container Terminal e degli azionisti Evergreen e Hutchinson di interrompere le rotte intercontinentali e la conseguente minaccia di abbandonare Taranto.
    La decisione del TAR, infatti, consegna maggiore serenità ai lavoratori che temevano di perdere ogni certezza di futuro lavorativo.
    Ora si auspica, visti i poteri straordinari attribuiti al Presidente dell'Autorità Portuale che ha anche funzioni commissariali, una vistosa accelerazione e il rispetto del cronoprogramma su cui si è accumulato notevole ritardo. Si spera che anche le importanti e significative opere di dragaggio dei fondali vedano quanto prima l'avvio e la realizzazione.
    Evidentemente stiamo parlando di lavori che l'hub di Taranto attende da molto tempo che rappresentano la chiave per farne il porto commerciale più attrattivo e strategico del Mar Mediterraneo.
    Una moderna infrastrutturazione e fondali in grado di far attraccare le navi container di ultima generazione, sono la condizione indispensabile perché il nostro smetta di essere solo il porto delle materie prime della più grande fabbrica siderurgica d'Europa, ma diventi una delle fonti principali di nuovo sviluppo e nuova occupazione.

    Bari, 9 ottobre 2014
    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd

    9 ottobre 2014

    "I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"


    Il consigliere regionale Michele Mazzarano:
    "I sindaci pugliesi disobbediscano ad Alfano sulla circolare anti-gay"

    Ogni tanto torna il Medioevo. È questa la sensazione che si ha di fronte alla circolare del Ministro Angelino Alfano che vieterebbe ai Comuni le trascrizioni nelle anagrafi italiane dei matrimoni tra omosessuali, celebrati all'estero.
    Mentre da settori di Forza Italia, attraverso le coraggiose posizioni, di riconoscimento dei diritti delle coppie gay, dell'on Mara Carfagna, e mentre persino il Sinodo sulla famiglia, convocato da Papa Francesco, dichiara che anche nelle coppie di fatto c'è verità e santità, il Ministro Alfano compie una scelta di tipo oscurantista che nega i diritti civili alle coppie omosessuali che hanno deciso di contrarre matrimonio all'estero.
    Qui non si tratta di affermare la supremazia del diritto italiano a fronte di quello di altri paesi.
    Qui si tratterebbe invece di cogliere questo momento per mettere l'Italia al passo della modernità e della civiltà.
    Dai Sindaci, spero dai tanti Sindaci di grandi e piccole città della Puglia, di sinistra e di destra, può venire un atto di disobbedienza ad Alfano che avrebbe il sapore di un atto di civiltà.

    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd

    Ospedale Grottaglie: salvare e valorizzare il punto nascita


    Intervento del consigliere regionale Pd Michele Mazzarano
    in merito al futuro dell’Ospedale “San Marco”

    Nella proposta di piano di riordino ospedaliero presentata dall'Assessore Donato Pentassuglia, che presto sarà sottoposto alla valutazione dei rappresentanti istituzionali del territorio, bisogna fare tutti gli sforzi per salvare e valorizzare il punto nascita di Grottaglie che si distingue, nel panorama dell'offerta sanitaria provinciale, come punto di eccellenza sia per numero di parti annui, sia nello straordinario ricorso ai parti naturali, in controtendenza con altre strutture sanitarie del territorio che eccedono nel ricorso ai cesarei.
    L'ostetricia e la ginecologia da una parte, e l'ortopedia e la traumatologia dall'altra, rappresentano per il San Marco due fiori all'occhiello che meritano di essere valorizzati anche per la caratura delle professionalità che vi operano.
    Del resto, fino alla realizzazione e all'entrata in funzione del nuovo ospedale di Taranto, che sostituirà il S.S. Annunziata e il Moscati di Taranto e lo stesso San Marco di Grottaglie, non si può privare l'offerta sanitaria della provincia jonica di punti di eccellenza che accolgono pazienti provenienti da altri bacini di utenza.
    Il confronto istituzionale con Pentassuglia, già programmato per la prossima settimana, dovrà approfondire questi aspetti accanto alle criticità ancora presenti nel percorso di rafforzamento della medicina territoriale, come nel caso della riconversione dell'ospedale di Mottola, e del potenziamento degli altri presidi.
    Sono certo che l'Assessore, come sta già facendo, saprà raccogliere queste istanze.

    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd

    6 ottobre 2014

    Lavoro: ottimo risultato della Regione e del Governo su LSU

    Intervento del consigliere regionale Michele Mazzarano su LSU

    Mentre il collega Pietro Lospinuso era intento a montare artatamente l'ennesima polemica contro la Regione e l'ottimo assessore Leo Caroli sulla vicenda dei Lavoratori Socialmente Utili, il Ministero del Lavoro, grazie allo straordinario impegno, su questa come su altre vertenze, del Sottosegretario Teresa Bellanova, aveva già risolto il problema, consentendo lo sblocco della convenzione della Regione Puglia.
    La Regione Puglia è stata solerte, come sempre sui problemi del lavoro e della precarietà, perché a giugno ha firmato l'accordo con il Ministero del Lavoro per 10 milioni di Euro per i circa 1.200 lavoratori pugliesi.
    Il ritardo di un giorno, che è stato il tempo necessario per far alzare inutili polveroni da parte di Lospinuso e dei sui colleghi di centro-destra, era dovuto al blocco della convenzione da parte della Corte dei conti che aveva ritenuto la convenzione firmata con la Puglia in contrasto con l'indirizzo della Legge di stabilità che fa divieto di aprire a nuove convenzioni.
    Una volta chiarito che per la Puglia si tratta della platea storica degli Lsu, la convenzione, grazie al lavoro tempestivo del sottosegretario Bellanova, è stata sbloccata.
    La vita quotidiana di centinaia di famiglie pugliesi - e tra queste, quasi duecento della provincia di Taranto - abituate a vivere nel precariato, non subiranno ulteriori deprivazioni. Le attività degli Lsu al servizio dei Comuni e delle comunità locali, non saranno interrotte.
    Le nostre sollecitazioni all'assessore Caroli e al sottosegretario Bellanova si sono dimostrate più utili dei comunicati stampa di Lospinuso e company.

     Michele Mazzarano
    Consigliere regionale

    4 ottobre 2014

    A Massafra è caos sulla raccolta differenziata!!!

    Mercoledì 8 Ottobre  alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare in Piazza Garibaldi è convocato il Consiglio Comunale di Massafra. Tra i punti all’ordine del giorno è prevista anche la discussione delle problematiche inerenti la raccolta differenziata. Alla luce di tutti i disagi e disservizi che in questi giorni sta subendo la cittadinanza, il Gruppo Consiliare, congiuntamente a tutto il Partito Democratico di Massafra, chiede la massima mobilitazione di tutti i cittadini affinché gli stessi partecipino numerosi al detto Consiglio. Il PD chiederà di discutere il punto come primo ordine del giorno. In base ai dati pubblicati sulla raccolta dei rifiuti di luglio ed agosto si evince che, finalmente, a Massafra il conferimento in discarica comincia a diminuire! 
    Si passa, infatti, dalle 1352 tonnellate di giugno alle 992 di agosto. Nel contempo, la raccolta differenziata passa da 133 tonnellate (8,99%) a giugno a 363 (26,79%) ad agosto. 
     Purtroppo, se da un lato assistiamo ad un costante impegno dei massafresi nell'adoperarsi nella raccolta differenziata, dall'altro riscontriamo una totale disorganizzazione del servizio di raccolta. Come a tutti noto, da tre mesi a Massafra è cominciato il servizio di raccolta differenziata porta a porta e sono stati ritirati tutti i cassonetti stradali: l’unico modo per poter conferire i rifiuti è attendere il ritiro dei bidoncini appositi nei giorni previsti così come calendarizzato. 
     In realtà, quasi ogni giorno, assistiamo al mancato ritiro dei bidoncini con la conseguenza che i cittadini, non avendo alcuna altra possibilità “lecita” di liberarsi dei rifiuti, sono costretti, a riportare in casa i bidoncini, il cui contenuto, dopo alcune ore, non profuma certo di rugiada mattutina!! 
     Fino a qualche giorno fa, si poteva approfittare della presenza dei pochi cassonetti stradali superstiti per gettare lì il tutto, soprattutto indifferenziato e umido: ed ora? In città non vi è neppure un’isola ecologica: si prevede la sua realizzazione soltanto a partire dall’inizio di gennaio
     Nel frattempo, allora, alla faccia dell’igiene e della civiltà, i pannolini per i più piccoli, i pannoloni per i più anziani o gli escrementi degli animali domestici si devono tenere in casa fino al giorno del ritiro, che può avvenire anche la settimana dopo. 
    In alternativa, stando alle ultime dichiarazioni dell’Assessore Gentile, i fortunati “cittadini auto muniti” (sic!), possono andare presso il centro di conferimento in Via Ciura, ovvero fuori città, nella zona industriale, rispettando gli orari di apertura al pubblico e consegnare i propri rifiuti!! Comodità ed efficienza……non c’è che dire! È sotto gli occhi di tutti. Massafra è ormai coperta di spazzatura. Il servizio inefficiente e molte volte non fornito in svariate zone della città sta creando troppi disagi ai cittadini, che si stanno demoralizzando e stanno perdendo persino quell’entusiasmo iniziale con la conseguenza che si rischia di vanificare i risultati raggiunti fino ad ora. Dobbiamo evitare che si continuino a creare cumuli di rifiuti per le vie della città; bisogna impedire i rischi di “autocombustione spontanea” verificatisi nei giorni scorsi. È necessario e urgente che venga predisposta SUBITO un’isola ecologica, supportata da operatori, nel centro della città e non in periferia, al fine che possa essere raggiungibile da tutti i cittadini. 
    Il Partito Democratico ed i Giovani Democratici più volte hanno chiesto chiarimenti e fornito suggerimenti a questa amministrazione ma non abbiamo mai avuto risposte. 
     Per oltre due anni abbiamo chiesto l’avvio immediato della raccolta differenziata; son due anni che proviamo a suggerire e proporre differenti soluzioni: mai abbiamo riscontrato una risposta positiva da parte dell’Assessore o dell’intera Amministrazione di centrodestra. 
     Auspichiamo che il Consiglio Comunale di mercoledì prossimo approdi a soluzioni concrete ed immediate al fine di tranquillizzare la città ed azzerare i disagi che si stanno vivendo. Invitiamo, pertanto, i cittadini a partecipare numerosi! 

     Massafra, lì 03 ottobre 2014
     Il Segretario del PD Massafra 
     Imma Semeraro 
     Il Capogruppo Consiliare PD 
     Vito Miccolis

    2 ottobre 2014

    Il consigliere regionale Pd Michele Mazzarano su Tempa Rossa


    Non basta una mozione in Consiglio regionale per nascondere le responsabilità del partito di Sel sul progetto Tempa Rossa di Taranto. Apprezzo lo spirito che anima l'iniziativa di Alfredo Cervellera, ma ho la sensazione che, anche intorno a questa vicenda, stiano prendendo il sopravvento tatticismi elettorali. Questa vicenda è stata caratterizzata da una procedura che ha registrato i pareri favorevoli espressi dal Comune, dalla Provincia di Taranto e dalla delibera di Giunta regionale del Novembre 2011. In quella giunta un esponente del Pd, Michele Pelillo, allora assessore regionale al Bilancio, mostrò la sua contrarietà al progetto, non partecipando al voto su quelle delibera. Non mi risulta che altri membri di giunta appartenenti al partito di Sel abbiano fatto altrettanto. Il Partito Democratico, da tempo, sostiene la necessità di non gravare ulteriormente il nostro territorio di investimenti che producono ulteriore carico di emissioni diffuse. Lo abbiamo fatto su ogni questione: su Ilva, Tempa Rossa, Cementir e inceneritori di ogni ordine e grado.
    Ci si accorge solo ora che non esiste uno straccio di studio sul "rischio di incidente rilevante" legato all'aumento del traffico di navi, che trasporteranno greggio, nel porto di Taranto? Ci si accorge solo ora che non è mai stata prodotta una documentazione sulla VIS (valutazione di impatto sanitario) prima o sulla VDS (valutazione del danno sanitario) dopo? Ci si accorge solo ora che tale investimento produrrebbe l'incremento significativo degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici)? Ci si accorge solo ora, cioè, che la popolazione non è stata per nulla rassicurata né sulla certezza dei possibili rischi, né dall'adempimento di una lunga serie di prescrizioni che i vari Enti hanno inteso proporre? Ci si accorge solo ora che i rappresentanti di ENI, in questi quattro anni, hanno saputo solo brandire la clava del ricatto occupazione offrendo esclusivamente rassicurazioni verbali per un investimento che prevede solo nuovi trentasei posti di lavoro?
    Ora, si risponde che Arpa Puglia ha prodotto, in data 25 settembre, una nuova relazione. Relazione che, a dire il vero, non aggiunge nulla a quanto precedentemente risaputo e mette solo in guardia sul mutato contesto che vive la realtà jonica. Per queste motivazioni, ho chiesto, nella seduta del Consiglio di ieri, di sospendere, aggiornare ed approfondire la discussione di merito sul progetto Tempa Rossa. Che venga fatto in commissione con tutti gli assessori competenti e tutti i soggetti titolati ad esprimere valutazioni di merito a partire dal Comune di Taranto i cui poteri, su questa materia, sono rilevanti. Subito dopo si può tornare in Consiglio regionale per le determinazioni conseguenti. Tale proposta è stata fatta propria e rafforzata dal Presidente Introna e raccolta dal collega Cervellera, primo firmatario della mozione.
    I problemi del territorio jonico meritano serietà, non operazioni di facciata che servono a scaricare altrove le proprie responsabilità.
    Taranto ha bisogno di essere salvaguardata, rassicurata, ascoltata e risarcita.

    Bari, 1 ottobre 2014
    Michele Mazzarano
    Consigliere regionale Pd