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25 luglio 2010

•Mazzarano-Tamburrano duello tutto politico

Nonostante il Castello medievale fosse stracolmo di genteper lo spettacolo teatrale “Casa Stornaiolo” – Tutti pazzi per l’italiano con Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi, il dibattito sul tema “La sanità locale ed il nuovo piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012”, che ha visto confrontarsi il consigliere regionale Michele Mazzarano e il sindaco Martino Tamburrano, ha registrato una buona partecipazione di pubblico.
Un faccia a faccia intenso, in certi momenti, acceso, durato quasi un paio d’ore e moderato dal giornalista Michele Montemurro.
«Sulla questione ospedale – ha esordito il sindaco – sono stato anche un po’ scomposto nelle mie esternazioni ma ero molto arrabbiato perché non si può oggi venire in piazza più volte e continuare a mistificare la verità. Sono tutte cose che hanno colpito l’impegno quotidiano che profondo da tanti anni. Finalmente stasera mi si invita ad una battaglia comune per il bene del paese». E poi giù sulle «promesse fatte da Vendola sull ’ospedale e non mantenute, sulle
inaugurazioni e sugli incontri fatti nel nosocomio in questi anni che hanno illuso una comunità e che hanno fatto le fortune elettorali del centro-sinistra» alle quali il primo cittadino ha sottolineato di non esser mai stato invitato.
«Prima delle elezioni – ha aggiunto – tutti quanti sapevano dell’esistenza di un piano di rientro del settore sanità… Dobbiamo avere la capacità di metterci tutti insieme per cercare di avere un incontro concreto serio con Fiore, Vendola e con quelli che decideranno in questi giorni.
Partiamo da qui e mi avrete affianco con quella disponibilità e con un’umiltà diversa che mi appartiene di più per cercare di portare le nostre ragioni a Bari e, perché no, anche a Roma».
«Ringrazio il sindaco – ha ribattuto Mazzarano - per aver dismesso un atteggiamento insultante e per aver capito che il tema della salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini viene prima di qualsiasi strumentalizzazione politica. L’obiettivo è che ognuno faccia la sua parte perché si salvaguardi quello che è diventato un simbolo, ma non un simbolo di campanile, ma di un’idea di offerta di salute non solo al territorio massafrese ma ad un territorio molto più vasto. Con un approccio critico, io ci sto mettendo la faccia non risparmiando critiche a Vendola e a Fiore. L’assunto di fondo è sbagliato: Vendola, magari, dalla battaglia della contrarietà al piano
Fitto ebbe il valore aggiunto per vincere le elezioni del 2005 ma nel 2010 non è stato così. La misura e la qualità elettorale della vittoria di Vendola prescinde dalla sanità : ha vinto perché ha abbattuto la diossina a Taranto, perché ha saputo incarnare una speranza di cambiamento, perché in cinque anni in tanti settori ha fatto bene. Stamattina ho incontrato Vendola e gli ho detto che nessuno mette in discussione lo stato di necessità della Regione ma il problema è che i parametri vanno cambiati».
Se Mazzarano gli ha rinfacciato di non esser stato convocato in Consiglio comunale come accaduto in altri Comuni; di contro, Tamburrano gli ha replicato di non esser stato invitato alla serata della mobilitazione. «Vediamoci e ragioniamo – ha poi sottolineato Mazzarano -. Dobbiamo fare una battaglia che sia utile per tutti. Quest’ospedale può servire a decongestionare il “Santissima Annunziata”».
Tamburrano ha, invece, lanciato la proposta di mettere a disposizione della Regione le aree demaniali concesse dal governo per salvare l’ospedale. Inevitabilmente, il dibattito ha aperto alla prossima campagna elettorale per le amministrative. «Vorrei tanto confrontarmi con te l’anno prossimo sui programmi », così Tamburrano ha lanciato la sfida a Mazzarano. E il consigliere regionale ha risposto: «Il candidato sindaco che ti fronteggerà lo decideranno gli elettori. Faremo le primarie. Ma io non mi sottrarrò al confronto».
Un “duello” molto atteso che ha visto fronteggiarsi due storie politiche differenti e due stili diversi. Nessuno dei due ha mai abbassato alla guardia.
Neanche per un secondo

Francesca Piccolo -Corriere del Giorno