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13 dicembre 2012

Primarie per i parlamentari


Nel giorno in cui Beppe Grillo scarica con un tweet Giovanni Favia e Federica Salsi , Pier Luigi Bersani, forzando le resistenze interne, decide di fare il 29 e 30 dicembre, le primarie aperte per far scegliere agli elettori i parlamentari
«Sarà uno sforzo ai limiti dell’impossibile ma vogliamo davvero cambiare la politica», annuncia il leader Pd.
Nonostante i tempi strettissimi, vista l’accelerazione sui tempi delle elezioni, Bersani, che ha vinto le sue primarie per la premiership dieci giorni fa, tiene fede all’impegno preso l’estate scorsa, e votato dalla direzione del Pd, di far scegliere ai cittadini i propri rappresentanti nel caso i cui rimanesse il Porcellum. Una mossa, chiosa Enrico Letta, «per continuare a giocare in attacco perché così si vincono le elezioni». Per il Pd, insomma, il messaggio è sia all’antipolitica sia a chi pensa di potere guidare un paese «senza affidarsi al popolo», slogan che è diventato il mantra di Bersani nell’ormai cominciata campagna elettorale. Ma, se il dado è tratto, le regole per le primarie sono ancora da definire in vista della direzione di lunedì prossimo che si annuncia infuocata. Se sembra chiara la platea dei votanti, gli stessi delle primarie del 25 novembre o chi si iscrive al Pd, meno chiaro è chi saranno i candidati e come saranno messi in lista. 

Secondo i calcoli in base ai sondaggi, il Pd dovrebbe eleggere al prossimo giro tra i 350 ed i 400 parlamentari. La scelta dei candidati alle primarie sarà su base provinciale e si potrà presentare anche chi non è iscritto al Pd con l’ok delle federazioni provinciali per dare spazio alla società civile. Si sta studiando un meccanismo per garantire la parità effettiva di genere ma i nodi veri, su cui è in corso un braccio di ferro, riguardano le incompatibilità tra più incarichi e le deroghe per chi, i cosiddetti «dinosauri» di renziana memoria, ha più di tre mandati alle spalle e per statuto non dovrebbe essere ricandidato. 

La decisione di Bersani strappa l’applauso dei renziani e ispira una scelta analoga per il Sel .  «Io mi sono messo in gioco rischiando, adesso lo faccia anche chi vuole fare il parlamentare perché solo così possiamo essere diversi dagli altri», è il senso della sfida del segretario Pd, per niente intenzionato a tornare indietro.