
Se si è scesi in piazza è perché il governo Berlusconi è totalmente inadeguato a fronteggiare la gravissima crisi che stiamo vivendo. Manca al suo cuore l’Italia che produce e che lavora, è teso a rassicurare i potenti ignorando imprese e lavoratori. È riecheggiato così nel Circo Massimo il “patto tra produttori” proposto dal PD fin dalla campagna elettorale, e Veltroni ha invitato il governo a riunirsi “anche di notte per fare invece un grande piano per i cittadini, per combattere la recessione e l’impoverimento della società italiana – e ha ricordato - dalla crisi del ’29 si uscì con il New Deal. Ora nel nostro Paese è tempo di un Piano organico per la crescita e la lotta alla povertà e alla precarietà”. E per stabilizzare la crisi finanziaria il PD ha proposto:- il sostegno con un fondo di garanzia alle micro e piccole imprese- un piano di investimenti in infrastruttureMeno tasse contro l’inflazione. Non può bastare ancora. Il carovita è l’emergenza sotto gli occhi di tutti, tranne che di quelli chiusi di Tremonti e Berlusconi così Veltroni ha suggerito due misu
re:- un intervento per aumentare i redditi da lavoro, i salari, gli stipendi, le pensioni degli italiani- la riduzione, partire dalla prossima tredicesima, il peso delle tasse sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Proponiamo di destinare a questa misura sei miliardi di euro, in un insieme di interventi che valgono lo 0,5 per cento del Pil.Poi ha ricordato. “Abbiamo sempre detto “pagare meno, pagare tutti”. E invece ora di pagare meno non c’è traccia e la lotta all’evasione fiscale è scomparsa dall’orizzonte. Il governo sta riproponendo la vecchia ricetta: aliquote alte, pochi controlli, evada chi può. Complimenti: è la strada maestra per andare tutti a fondo! E vorrei porre qui la domanda che si stanno facendo gli imprenditori e tutti gli italiani: dov’è finita la promessa di ridurre le tasse? Di portare la pressione fiscale sotto il 40 per cento? La verità è che le tasse le stanno aumentando”.E questo proprio in una fase di recessione, quando si dovrebbe consentire a chi ha redditi medi e bassi di poter aumentare i propri consumi.“spendere meno e spendere meglio”. Non “spendere meno” e basta, senza preoccuparsi di cosa ne sarà delle scuole, degli ospedali, della sicurezza dei cittadini. La pubblica amministrazione deve essere riformata. “Dunque va bene la lotta ai veri fannulloni – sferza Veltroni - chi lavora nel settore pubblico, a cominciare dai dirigenti, deve metterci il doppio e non la metà dell’impegno di chi lavora nel settore privato”.Una scuola dell’autonomia e del merito. Il segretario del PD nei giorni delle proteste contro i piani del ministro Gelmini non lascia spazio a dubbi: “Ogni posizione conservatrice sulla scuola e l’Università è sbagliata. Abbiamo bisogno della scuola dell’autonomia e del merito. Di una scuola che abbia fiducia nella capacità di scelta dei ragazzi. Di una scuola guidata da un progetto educativo moderno e capace di promuovere opportunità sociali e merito, in un contesto di permanente, indipendente, valutazione di qualità”. E ricorda chi è il vero conservatore: “chi si preoccupa di sistemare piccoli particolari, come il grembiule e il ripristino dei voti”. C’è bisogno invece di una riforma radicale per innovare non di tornare al maestro unico o di abolire il tempo pieno. Poi si rivolge alla destra: “Noi vi facciamo una proposta: il Governo ritiri o sospenda il decreto attualmente in discussione in Parlamento, modifichi con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio fatte col decreto e avvii subito un confronto con tutti i soggetti interessati, giovani studenti, famiglie, docenti. Fissando un tempo al termine del quale è legittimo che le decisioni siano prese”.Fa anche autocritica: “Nella scuola e nell’Università italiana forse si spende male, ma certo si spende poco.” Ma il PD al governo farà quello che in questi giorni ha detto Nicolas Sarkozy, aumentando del 50% le risorse destinate all’università.L’ambiente fa bene all’Italia e alla sua economia. Attacca Berlusconi sulle polemiche con l’Europa sul piano 20/20/20 e invita a pensare in modo diverso: “Se le cose cambiano, va cambiato anche il modo di guardarle. Alla parola “costi” si deve sostituire la parola “investire”.E le proposte, a parte quella sul potenziamento del trasporto pubblico, arrivano dai confronti: “Non si capisce perché se la Germania è riuscita a creare, nel comparto delle fonti rinnovabili, duecentomila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, da noi non possa avvenire qualcosa di simile. O perché non sia possibile seguire l’esempio della California, che puntando sull’efficienza energetica ne ha creati un milione e mezzo - inquinare meno aiutando le imprese - sarà giusto studiare momenti di flessibilità per venire incontro alle esigenze delle imprese nell’attuale situazione”. Proposte che richiamano tutte la frase di Vittorio Foa che campeggiava sul palco: “Pensare agli altri, oltre che a se stessi, e pensare al futuro, oltre che al presente”. E che riecheggiano la possibilità di un’altra Italia: della legalità, e non della furbizia. Della responsabilità, e non dell’esclusivo interesse personale. Del merito, e non dei favori. Della solidarietà, e non dell’egoismo. L’Italia dell’innovazione, e non della conservazione.
