8 aprile 2014

SULLA RESISTENZA

La scelta della VII Commissione di chiedere il ritiro della proposta di introdurre nello Statuto della Regione, con apposita modifica, il richiamo alla Resistenza, rappresenta un brusco passo indietro. 
Alla base di questa scelta vi e' la convinzione, ancora diffusa, secondo cui la Resistenza sia un patrimonio di parte e i suoi sostenitori siano irriducibili faziosi. 
A contrastare la modifica statutaria, a larga maggioranza come si conviene in questi casi, vi e' l'idea che la Resistenza sia stata ad esclusivo appannaggio dei Comunisti, di coloro, come e' scritto in certa letteratura, che volevano fare come in Russia. 
Mi permetto di dire, nel rispetto delle posizioni di tutti, che si tratta di posizioni figlie delle gabbie ideologiche del passato. I partigiani e le staffette furono comunisti, socialisti, cattolici, liberali, azionisti; furono uomini e donne che offrirono un sacrificio per la libertà di tutti
A pochi giorni dal 25 Aprile, la Festa di tutti gli italiani, si e' persa una buona occasione per richiamare un pilastro di forte identità della nostra convivenza democratica e della nostra Istituzione regionale. A poco tempo dall'affermazione elettorale di una forza oscurantista e di chiaro stampo neofascista, xenofobo e antieuropeo nelle amministrative francesi, che è metafora dello spirito di questo tempo così duro e difficile, la Regione Puglia perde un occasione per dimostrare, ancora una volta, il suo moderno carattere di Regione del Sud Europa
Perché si e' moderni quando si hanno comuni radici e solide identità. 

 Michele Mazzarano 
Consigliere regionale Pd