
Non è escluso il ricorso a nuovi provvedimenti di cassa integrazione vista l’incertezza sui tempi di uscita dalla crisi.
L’intesa sulla cassa integrazione non è stata siglata dagli altri due sindacati dei metalmeccanici: Fiom Cgil e Uilm Uil. La Fiom contesta i termini dell’accordo soprattutto nella parte salariale, chiedendo per i lavoratori in esubero un trattamento economico integrativo che permetta loro di contenere le perdite in busta paga dovute al periodo di cassa integrazione. La Fiom insiste perché questo contributo non sia una tantum ma mensile, cioè finché l’azienda ricorrerà all’ammortizzatore sociale. Il sindacato guidato da Franco Fiusco chiede anche l’assunzione di tutti i lavoratori interinali anche se sul punto Fim Cisl e Uilm Uil hanno polemizzato, rivendicando a sé la difesa dei precari, operai senza tutele i quali vengono già licenziati a centinaia alla scadenza del contratto per le difficoltà legate alla crisi dell’acciaio.